Emigrazione interna all’Ue: nel 2018 si sono trasferiti 17,6 milioni di cittadini

da | 3 Feb 2020 | 0 commenti

Sono 17,6 milioni i cittadini dell’Unione europea trasferitisi all’estero nel corso del 2018. 12,9 milioni avevano tra i 20 e i 64 anni. Un dato, quest’ultimo, in aumento del 3,4% rispetto al 2017 e che segnala come il 4,2% della popolazione totale dell’Ue in età lavorativa si sia trovata, nel 2018, in uno Stato membro diverso da quello di origine. A riportare le cifre è l’edizione 2019 della relazione annuale stilata dalla Commissione sulla mobilità intra-UE dei lavoratori.

I cinque paesi con il maggior numero di partenze di persone in età lavorativa rispetto alla popolazione totale residente sono la Lituania, la Romania, la Croazia, la Lettonia e l’Estonia. In valori assoluti, i cinque stati membri da cui sono partite più persone nel 2018 sono invece Romania, Polonia, Italia, Portogallo e Bulgaria: oltre il 50% dei trasferimenti interni all’Unione è avvenuto da questi paesi, che insieme hanno visto fare le valigie 6,1 milioni di persone.

L’Italia risulta anche nella top five dei Paesi di destinazione, assieme a Germania, Regno Unito (i principali), Spagna e Francia. Secondo il report, l’emigrazione verso la Penisola riguarda soprattutto persone con bassi livelli di istruzione.

Altro elemento messo in rilievo dal rapporto: i periodi di mobilità si stanno accorciando e il 50% delle persone resta nello Stato membro ospitante per un periodo che va da uno a quattro anni. Aumentata anche la mobilità di ritorno: ogni quattro persone che lasciano uno Stato membro, tre vi rientrano.

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A cura del Servizio Meteorologico Regionale
Centro Valanghe di Arabba

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