
C’era da aspettarselo. Anche in provincia di Belluno è arrivata la variante Delta di Covid-19. A comunicarlo, in una nota, l’Ulss 1 Dolomiti: «l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie ha comunicato il primo sequenziamento suggestivo di variante Delta. Tale sequenziamento è riferito a una sessantenne, sempre del territorio feltrino, sottoposta a tampone il 28 giugno in quanto sintomatica a seguito di rientro da un soggiorno termale fuori regione».
Una variante, quella Delta, molto più aggressiva della variante Inglese. Non bisogna quindi assolutamente abbassare la guardia. «Una sola dose di vaccino non copre adeguatamente. La variante Delta, conosciuta anche come variante indiana, solleva preoccupazione perché si connota per maggior contagiosità e perché può provocare patologia anche significativa nei soggetti non vaccinati o che hanno ricevuto una sola dose», questa la dichiarazione del. professor Franco Locatelli, coordinatore del Cts e presidente del Consiglio Superiore di Sanità, a Sky TG24.
Sempre nel territorio Bellunese, nelle ultime 24 ore sono state refertate tre ulteriori positività riferite al territorio feltrino.
La ricostruzione delle catene epidemiche consente di definire due piccoli focolai:
- uno di amici ventenni collegati come spettatori all’evento Pedavena Cup (con conseguente quarantena di una trentina di persone)
- un focolaio familiare collegato al Centro estivo di Anzù con conseguente qurantena di una ventina di ragazzi.
Il covid point di Feltre, attivo con orario ampliato oggi ha eseguito complessivamente 208 tamponi, in parte disposti dal team contact tracing del dipartimento di Prevenzione in parte per accesso spontaneo di persone partecipanti come spettatori della Pedavena Cup.







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