Oggi nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo è arrivata Izzy Backhaus, giovane inglese che ha scelto di trascorrere un mese in provincia di Belluno per un’esperienza di vita e lavoro. Accolta dal direttore Marco Crepaz, ha visitato il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni – prima di raccontare la sua storia ai microfoni di Radio ABM nella rubrica “Emigrazione 2.0”.
Appassionata di lingue e con alle spalle studi universitari di francese e italiano, Izzy ha deciso di rispolverare la lingua scegliendo un contesto di montagna. Grazie alla piattaforma Workaway, ha trovato ospitalità presso l’azienda agricola Terra Umana, nei dintorni di Belluno, dove ha lavorato cinque o sei ore al giorno tra raccolta di verdure, cura delle capre e piccole mansioni domestiche.
Nei momenti liberi ha esplorato le Dolomiti, provato per la prima volta una via ferrata e raggiunto cime oltre i 3.000 metri. «In Inghilterra montagne così non esistono – ha spiegato – e qui ho trovato paesaggi e persone straordinarie».
Il contatto con la comunità locale, i racconti degli abitanti e le esperienze condivise hanno arricchito il suo soggiorno. «Tutti sono stati così gentili – ha raccontato – e voglio portare con me lo spirito di comunità che ho trovato qui».
Il lavoro agricolo, aggiunge, è stato per lei anche un’occasione di crescita professionale, utile nella sua attività di supporto educativo a ragazzi con bisogni speciali. «La natura fa bene alla mente, al corpo e all’anima. Voglio trasmettere questa consapevolezza anche nel mio lavoro».
Nella foto Izzy Backhaus con il direttore Abm, Marco Crepaz
L’Associazione Bellunesi nel Mondo – APS, in collaborazione con la Famiglia Bellunese di Lugano-Ticino, ha aperto il bando 2025 per l’assegnazione di due borse di studio da 1.000 euro ciascuna, destinate a studenti della provincia di Belluno che si iscrivano a corsi di laurea triennale in università italiane.
Chi può partecipare Possono presentare domanda gli studenti che hanno conseguito il diploma di maturità nell’anno scolastico 2024/2025 con voto superiore a 90/100 e che possiedono un ISEE non superiore a 45.000 euro. È inoltre necessario essere residenti in un Comune della provincia di Belluno.
Come vengono assegnate La graduatoria sarà stilata in base a tre criteri: merito scolastico, valore dell’ISEE e residenza. In caso di parità, verrà favorito chi ha presentato la domanda per primo.
Erogazione e obblighi Ogni borsa di studio, dell’importo di 1.000 euro, sarà erogata in un’unica soluzione nel mese di ottobre presso la sede Abm di Belluno, alla presenza di rappresentanti della Famiglia Bellunese di Lugano-Ticino. In caso di ritiro dal corso di laurea al primo anno, il beneficiario dovrà restituire la somma ricevuta.
Scadenze e modalità di presentazione La domanda deve essere inviata via PEC all’indirizzo bellunesinelmondo@pec.it o consegnata a mano agli uffici Abm in via Cavour 3, Belluno, entro il 12 ottobre 2025. Sono richiesti un documento di identità valido, la certificazione ISEE e un’autocertificazione di ammissibilità.
Si è svolta oggi, venerdì 8 agosto, a Belluno la cerimonia commemorativa per il 69° anniversario della tragedia di Marcinelle, promossa dall’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm) in occasione della Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. L’evento, ospitato presso il monumento all’emigrante in via Cavour, ha visto la partecipazione di autorità civili, religiose, rappresentanti delle istituzioni e della comunità.
La tragedia di Marcinelle, avvenuta nel 1956 nella miniera di Bois du Cazier in Belgio, costò la vita a 262 lavoratori, di cui 136 italiani. Cinque le vittime venete: Giuseppe Corso (Verona), Dino Dalla Vecchia (Belluno), Giuseppe Polese, Mario Picin e Guerino Casanova (Treviso). L’episodio è diventato simbolo delle difficili condizioni affrontate dagli emigranti italiani nel dopoguerra.
Ad aprire la cerimonia è stato il presidente dell’Abm, Oscar De Bona, che ha ribadito l’impegno dell’associazione nel mantenere viva la memoria degli emigranti caduti sul lavoro. Sono seguiti gli interventi del presidente della Provincia, Roberto Padrin, che ha collegato il ricordo di Marcinelle alla drammatica attualità degli incidenti sul lavoro, e del vicario del Questore, Mauro Carisdeo, che ha richiamato all’importanza della vigilanza e della segnalazione di comportamenti rischiosi.
Il sindaco di Sedico, Cristian Roldo, e il vicesindaco di Belluno, Paolo Gamba, hanno sottolineato il valore del sacrificio delle vittime come fondamento del benessere odierno, mentre Doriano Dalla Piazza, figlio di un minatore, ha offerto una testimonianza diretta delle difficoltà e del coraggio dei lavoratori in miniera. Presenti anche discendenti di emigranti, come Claudio Olivier, che ha ricordato le radici familiari in provincia di Belluno.
Durante la cerimonia è stato letto un messaggio del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha ricordato il dolore e la gratitudine dovuta a chi ha contribuito alla crescita della comunità pagando un prezzo altissimo.
L’evento si è concluso con la riflessione di don Graziano Dalla Caneva, incentrata sul valore della dignità umana, e con l’accensione di un cero commemorativo presso il monumento all’emigrante, a testimonianza di una memoria che resta viva come impegno per un futuro di maggiore sicurezza e giustizia sul lavoro.
L’8 agosto rappresenta una delle date più simboliche nella storia dell’emigrazione italiana in Belgio. Proprio l’8 agosto 1956, nella miniera di carbone del Bois du Cazier a Marcinelle, si consumò una delle più gravi tragedie del lavoro migrante in Europa: 262 minatori persero la vita, di cui 136 erano italiani. Tra questi anche il bellunese Dino Della Vecchia, nato a Sedico nel 1926.
A sessantanove anni da quel drammatico evento, Pieve di Cadore ospita una serata di memoria e riflessione: venerdì 8 agosto 2025, alle ore 20.15, presso la Sala Consiliare di Piazza Municipio, verrà presentato il libro di Egidio Pasuch dal titolo “I neri fantasmi di Marcinelle. Storia (e storie) dell’emigrazione bellunese in Belgio” (Bellunesi nel mondo Edizioni).
L’iniziativa nasce dalla volontà di ricordare la tragedia di Marcinelle, ma anche di ripercorrere l’epopea degli espatri bellunesi verso il cosiddetto Pays Noir, quel Belgio minerario che accolse — spesso con durezza — generazioni di lavoratori italiani.
L’evento è promosso grazie alla collaborazione tra il Comune di Pieve di Cadore, il Consorzio di Promozione Turistica Cadore Dolomiti, la Pro Loco Tiziano, la Famiglia Ex Emigranti del Cadore e l’Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM).
Lunedì 28 luglio la sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo ha accolto Vera Lucia Lorenzet Rech e Janio Vicente Rech, titolari della gelateria artigianale “Belluno” di Florianopolis, Brasile. Discendenti di emigranti provenienti da Seren del Grappa e Mel (ora nel comune di Borgo Valbelluna), hanno voluto omaggiare le loro origini incontrando i rappresentanti dell’ABM.
Ad accoglierli a Belluno, in via Cavour, sono stati il consigliere Giuseppe Carrera e il direttore Marco Crepaz. Nel corso dell’incontro, Vera Lucia e Janio Vicente hanno raccontato la storia della loro attività e le ragioni della scelta del nome “Belluno” per la gelateria.
«Belluno e le meravigliose Dolomiti – ha detto Janio Vicente Rech – sono per noi uno dei luoghi più belli al mondo. Il gelato nasce proprio dal Bellunese e lo produciamo con orgoglio, artigianalmente, usando prodotti di alta qualità e macchinari specifici».
I gusti alla frutta sono tra i più richiesti, grazie all’abbondanza di frutti locali in Brasile, e la gelateria è arricchita da immagini che ritraggono Belluno e le Dolomiti, rafforzando il legame con la terra d’origine: «Chi entra nella nostra gelateria – ha aggiunto Rech – sembra fare un tuffo a Belluno».
Il consigliere Giuseppe Carrera ha evidenziato il valore della visita: «È emozionante constatare l’affetto e il senso di appartenenza dimostrato dai discendenti dei nostri emigranti. Storie come quella di Vera Lucia e Janio testimoniano la forza del legame tra Belluno e i suoi figli sparsi nel mondo, un legame che continua a crescere anche a migliaia di chilometri di distanza».
Nel febbraio scorso, il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, aveva visitato la gelateria “Belluno” durante un viaggio istituzionale in Brasile. L’incontro del 28 luglio rafforza ulteriormente i rapporti tra l’ABM e la comunità bellunese all’estero, sottolineando l’importanza della memoria e dell’identità condivisa.
Domenica 3 agosto a Limana la tradizionale Festa dei bellunesi nel mondo. Quest’anno l’evento è dedicato alla memoria di Renato De Fanti, sindaco di Limana e vicepresidente della Bellunesi nel Mondo.
La giornata si aprirà alle 9.30 con la partenza del corteo dal Parco Limanesi nel Mondo. Seguirà, alle 10.30, la celebrazione della Santa Messa presso la Chiesa arcipretale. Alle 11.20 è previsto il trasferimento presso il Municipio, dove alle 11.30 si terrà il ricordo di De Fanti e l’intitolazione di una sala in suo onore.
A partire dalle 13.00 il pranzo presso l’area Pro Loco, con spiedo e piatti tipici. L’intrattenimento continuerà alle 14.00 con uno spettacolo di nativi americani tradizionalisti, a cura del Museo Indian Village di Valmorel. Conclusione alle 15.00 con una visita guidata agli affreschi e al monumento degli emigranti nella frazione di Giaon. L’evento è realizzato in collaborazione con il Comune di Limana e la Pro Loco di Limana. Per partecipare al pranzo è obbligatoria la prenotazione entro lunedì 28 luglio, telefonando allo 0437 941160 oppure scrivendo a info@bellunesinelmondo.it.
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