I 50 anni di un fuoriclasse. Perché non è altro che questo, Kristian Ghedina: un fuoriclasse. Innanzitutto nello sport. E, in particolare, nella discesa libera. “Ghedo”, infatti, è l’atleta italiano più vittorioso di sempre nella Coppa del mondo di sci alpino con 12 successi e 29 podi. Ed è anche il più attivo, come testimonia il record di gare: ben 167.

Ma al di là dei numeri, comunque roboanti e intrisi di leggenda, il cortinese doc ha saputo dare una pennellata avanguardista alla sua carriera, grazie a un gesto tecnico e atletico passato alla storia degli sport invernali: la spaccata sulla mitica Streif di Kitzbühel, ribattezzata “salto Ghedina”. È il 2004 e lungo la pista austriaca, all’altezza del muro finale, il battito di ogni appassionato della neve accelera vertiginosamente nel momento in cui Kristian si esibisce in una spaccata in volo, a 140 chilometri orari. È il simbolo di un atleta inimitabile. E di un’intera generazione di discesisti.

Sulle orme della madre Adriana Dipol, la prima donna maestra di sci a Cortina d’Ampezzo, “Ghedo” sale per la prima volta sul podio ad appena vent’anni, classificandosi al terzo posto nella libera sulla Saslong. E proprio in Val Gardena arriveranno addirittura quattro trionfi: nel 1996, 1998, 1999 e 2001. Ma anche il 2004 è da ricordare, visto che il cortinese percorrerà il tratto conclusivo della pista al fianco di un insolito compagno di viaggio: un capriolo.

Fuoriclasse, si diceva. Persino nelle avversità: in questo senso, vale la pena riavvolgere il nastro fino al 1991, quando, dopo aver ottenuto l’argento in combinata ai Mondiali di Saalbach-Hinterglemm, viene coinvolto in un terribile incidente stradale sull’autostrada A4 Torino-Milano: “Ghedo” rimane alcuni giorni in coma. La ripresa, però, è impetuosa. Affronta al meglio una difficile riabilitazione e torna a competere in Coppa del mondo, a Wengen, diventando il leader dell’Italjet, la Nazionale azzurra di discesa.

Già, un fuoriclasse. Pure della velocità. Tanto è vero che, una volta appesi gli sci al chiodo, Kristian sposa un altro tipo di pista: caratterizzata non dal neve, bensì dal cemento. A bordo di una Bmw, partecipa al Campionato italiano Superturismo e strizza l’occhio ai motori, fino a ottenere una serie di piazzamenti nella Superstars 2009 e a rivaleggiare con ex piloti di Formula 1.

Fuoriclasse, “Ghedo”, lo è inoltre come allenatore (svela i trucchi del mestiere al croato Ivica Kostelic) e come dirigente: a tale proposito, è stato scelto per ricoprire il ruolo di Ambassador dei Mondiali di Cortina 2021. Perché non esiste un personaggio più incisivo ed efficace di Kristian per accompagnare la Perla delle Dolomiti verso il traguardo iridato.

Ma Ghedina è un fuoriclasse anche a livello mediatico. La sua innata simpatia, unita alla capacità di non prendere troppo sul serio se stesso e tutto ciò che lo circonda, gli ha permesso di diventare un campione conosciuto in maniera trasversale, tra ospitate televisive, scherzi esilaranti (come quello mandato in onda di recente dalla trasmissione “Le Iene”) e interviste mai banali. Già, mai banali. Come i suoi 50 anni.

Marco D’Incà

 

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