Batki, sempre Batki, fortissimamente Batki: Noemi sale ancora una volta sul tetto d’Europa. E porta con sé anche un pezzetto di Belluno. Perché la campionessa di origine ungherese si è trasferita ai piedi delle Dolomiti all’età di 3 anni. E nella piscina di Lambioi, sotto l’attenta guida di mamma Ibolya Nagy (compagna del bellunese Dario Mosena), Batki ha coltivato il suo straordinario talento nei tuffi. Tanto da diventare una delle migliori interpreti italiane di sempre dalla piattaforma. L’ultimo exploit risale allo scorso agosto, quando Noemi conquista la medaglia d’oro in coppia con la giovanissima Chiara Pellacani, agli Europei di Kiev. Nella finale della piattaforma sincro femminile, le azzurre totalizzano 290.34 punti, superando la coppia britannica formata da Poebe Banks ed Emily Martin (284.40) e quella russa arricchita da Iuliia Timoshinina ed Ekaterina Beliaeva (277.50).
A rendere ancor più speciale l’impresa in Ucraina c’è la differenza d’età: mentre Batki sta per spegnere 32 candeline (è nata il 12 ottobre 1987, a Budapest), Pellacani non è ancora maggiorenne. Tra le due compagne e amiche la differenza è ben di 15 anni. Insomma, nel momento in cui l’adolescente Noemi frequentava le scuole superiori e si affacciava ad alti livelli nel mondo dei tuffi, Chiara era ancora in fasce. Ma l’ampio gap in termini anagrafici non ha impedito loro di scrivere una meravigliosa pagina di sport. Nel sincro, infatti, tutto deve essere calcolato al millimetro. E al secondo. Anzi, alla frazione di secondo. È necessario agire in simbiosi. E il feeling tra due persone, prima ancora che tra due atlete, deve essere spontaneo e immediato. Viceversa, sarebbe impossibile ambire al gradino più alto del podio a livello internazionale. Ma proprio qui risiede l’unicità di Batki e Pallacani, superlative nel trasformare il divario in termini di età in un’opportunità. O meglio, in un valore aggiunto, sfociato nel trionfo capace di nobilitare ulteriormente la carriera di Noemi: una tuffatrice che, nel suo palmares, vanta pure un oro nel trampolino da 1 metro alle Universiadi di Bangkok (2007), 2 ori, 4 argenti e 3 bronzi agli Europei.
«La qualificazione olimpica, il titolo europeo e il ticket per le World Series in due specialità – ha scritto sui profili social la bellunese d’adozione -. Che annata speciale! Grazie a tutti: allo staff, alla squadra, alla mia famiglia e ai supporter che da lontano mi mandano tanta energia». Batki ha un legame molto profondo con la terra bellunese. E ci tiene a ribadirlo in ogni occasione utile: «Avere una vita movimentata, “vagabonda”, ha i suoi pro e i suoi contro. Ho sangue ungherese, sono cresciuta a Belluno, poi Trieste, adesso Roma e in futuro chissà. Non appartengo al 100 per cento a nessun luogo, ma ogni città e le persone che entrano nella mia vita lasciano un segno. I bellunesi hanno un posto speciale nel mio cuore perché, dopo tutti questi anni, mi riservano sempre una parola gentile, un pensiero affettuoso o un sorriso».

Marco D’Incà



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