178. Ancora posti liberi per il viaggio nell’Agropontino organizzato dall’Associazione Bellunesi nel Mondo

L’Associazione Bellunesi nel Mondo organizza una gita a Latina, dal 21 al 22 settembre, per visitare il museo storico “Piana delle orme” e il borgo di Sermonetta con il castello di Caetani. Con l’occasione ci sarà anche un incontro con la comunità veneto-bellunese presente a Latina. Un interessante caso di migrazione interna degli anni ’30 del secolo scorso, che coinvolse migliaia di contadini veneti, i quali parteciparono alle gigantesche opere di bonifica del regime fascista nelle terre dell’Agro Pontino (Lazio), per poi stabilirsi definitivamente in quegli stessi territori, dove man mano che l’intervento umano sottraeva la terra al mortale abbraccio delle paludi e della malaria si costruivano nuove cittadine come Littoria (oggi Latina), Sabaudia, Pomezia ed altre.

Per maggiori informazioni contattare gli uffici ABM allo 0437 941160 o inviando una mail a info@bellunesinelmondo.it

177. 80.mo anniversario della tragedia di Izourt. L’ABM sarà presente con il vice presidente Rino Budel e i consiglieri Carniel e Tegner

Il 24 marzo 1939 la valle del Vicdessos è stata protagonista di un’immane tragedia con la catastrofe avvenuta durante la costruzione della diga di Izourt, nel comune di Auzat (Francia). La terribile tempesta di neve che si è abbattuta sulla montagna e il cantiere, uccidendo 31 operai, tra cui 29 emigranti italiani e, tra loro, quattro bellunesi: Remigio Ferigo di Sedico, Giuseppe Martini di Vigo di Cadore, Primo Mondin di Quero e Lucindo Paniz di Santa Giustina, resterà per sempre una ferita aperta nella storia di questa valle e un dramma per le famiglie delle vittime.

Dopo la guerra gli anni trascorrono ed il vento dell’oblio soffia su questo tragico evento, ma nel 2002 uomini e donne del “Pays de Vicdessos” si riuniscono in seno all’Associazione “Souviens-toi d’Yzourt – Ricordate” per rendere un solenne omaggio a coloro che, rischiando le proprie vite, hanno contribuito alla produzione idroelettrica della valle. Con la partecipazione dell’Alliance Franco-Italienne de Midi-Pyrénées si è voluto mettere in opera le condizioni necessarie affinché questa tragedia non sia mai dimenticata e questo dovere della memoria apra le porte di un’autentica amicizia franco-italiana fra le reciproche regioni.

Proprio questa sinergia ha portato alla celebrazione dell’80° anniversario della tragedia di Izourt, che si terrà nelle giornate del 22 e 23 giugno.

Dalla provincia di Belluno partirà una comitiva in corriera dal comune di Quero – Vas, con la presenza della “Corale Stramare”, mentre dell’Associazione Bellunesi nel Mondo saranno presenti il vice presidente Rino Budel e i consiglieri Luisa Carniel e Massimo Tegner.

Il programma prevede sabato 22 giugno la deposizione di un mazzo di fiori e la solenne celebrazione di commemorazione sul luogo della tragedia, arricchita dal canto di cori italiani; seguirà il pranzo a Vicdessos e, nel pomeriggio, la Santa messa nella chiesa di Auzat; dopo la cena festeggiamenti all’interno della festa di San Giovanni. Domenica 23 giugno la giornata proseguirà con la festa di San Giovanni. In occasione dell’80° di Izourt saranno inaugurate a Vicdessos diverse mostre fotografiche inerenti la tragedia stessa, la storia della società di Mutuo Soccorso San Giovanni Battista e la retrospettiva della vita nella vallata un secolo fa.

176. Il MiM Belluno entra nella rete dei Musei digitali

Mim, il museo interattivo delle migrazioni di Abm, farà parte di una rete di Musei delle Dolomiti non solo fisici, ma anche digitali. Se ne è discusso a Seravella di Cesiomaggiore, nella prestigiosa sede del Museo etnografico della provincia di Belluno e del Parco nazionale Dolomiti bellunesi, a inizio giugno, dove il progetto è stato presentato. Collaborano al progetto, assieme al museo ospitante, museo dolom.it, Invasionidigitali, Muse di Trento e Dolomiti contemporanee, con il patrocinio di Dolomiti Fondazione Unesco, Provincia di Belluno e il contributo di Fondo comuni confinanti, ma hanno aderito all’iniziativa una trentina di altri musei delle Dolomiti. Hanno aperto la giornata di lavoro Cristina Busatta, del Museo etnografico, Marcella Morandini, direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco, Daniela Perco, ex direttrice del Museo etnografico e della rete dei musei della provincia. Ha introdotto l’argomento Stefania Zardini Lacedelli, la quale, con Giacomo Pompanin, ha coordinato il progetto “Musei delle Dolomiti”. Con chiarezza ed in maniera esaustiva ha illustrato tutti i passaggi che condurranno alla realizzazione concreta del progetto. Ma in che cosa consiste? Ci sono due aspetti, da evidenziare: da un lato ci si propone di digitalizzare i contenuti dei musei, per permettere a tutti i navigatori su Internet, di poterne fruire, anche a distanza. Dall’altra, si pone l’accento sulle invasioni digitali, ovvero, sugli stessi turisti, viaggiatori, curiosi d’arte e di cultura, i quali possono divulgare quanto stanno ammirando, postando fotografie, commenti, video su piattaforme e applicazioni. In questa maniera si vuole offrire la possibilità di divulgare anche i contenuti di musei più defilati o poco accessibili, arricchendo l’offerta culturale di tutta la popolazione. Dopo la chiara esposizione della coordinatrice Lacedelli, è stata presentata l’esperienza fatta da alcuni studenti del Liceo Scientifico Galilei, di Belluno, curata da Fabiana Fazi, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, i quali hanno creato dei propri testi bilingui italiano/inglese delle opere esposte al Museo Fulcis di Belluno, ed hanno interpretato dei “tableau vivant” delle stesse opere. Sono considerati positivi anche gli scambi tra musei, a volte molto diversi tra di loro, come la collaborazione tra il nostro Mim e il Museo della bicicletta di Cesiomaggiore, al quale abbiamo prestato fotografie di emigranti in bicicletta. A seguire sono intervenuti Cristina Busatta per il Museo etnografico, Gialuca D’Incà Levis, creatore e curatore di Dolomiti contemporanee e Davide Dalpiaz, dell’area multimedia del Muse di Trento. Tutti, pur ammettendo l’importanza di questo tipo di evoluzione, hanno messo in guardia contro l’eccessivo uso di mezzi digitali, ponendo al centro le persone, in particolare i giovani. Abm, attenta a tutti i progressi in corso, sicuramente farà la sua parte, a favore della diffusione della storia dell’emigrazione e di un coinvolgimento anche delle persone che vivono lontane e non hanno, pertanto, la possibilità di visitare personalmente il Mim.

175. Il MiM Belluno al seminario “Sistema Museale Nazionale” organizzato dalla Regione del Veneto. Oscar De Bona: «La Regione Veneto e il Ministero dei beni Culturali sostengano il MiM Belluno, uno dei pochi musei a livello nazionale dedicato ai flussi migratori»

La Regione del Veneto, in collaborazione con il Polo Museale del Veneto – Ministero per i Beni e le Attività culturali, il Coordinamento Regionale Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Veneto Icom Italia, ha organizzato un seminario rivolto a tutti i musei del Veneto, pubblici e privati per presentare il Sistema Museale Nazionale: un’opportunità per i musei del Veneto che entro l’anno potranno disporre di una rete di collegamento tra musei e luoghi della cultura, al fine di migliorare l’offerta culturale e rispondere ai livelli uniformi di qualità. L’evento, svoltosi venerdì 14 giugno al Palazzo delle Ragione – Fondamenta Santa Lucia, ha visto la partecipazione di numerosi musei presenti nel territorio del Triveneto, tra questi anche il MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni con il direttore Marco Crepaz. Nell’arco del seminario, oltre al saluto dell’assessore alla Cultura della Regione Veneto Cristiano Corazzari, sono intervenuti Antonio Lampis, direttore della Direzione generale Musei del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Babet Trevisan, coordinatrice del coordinamento regionale Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto di Icom-Italia, Maria Teresa De Gregorio, direttore della Direzione Beni Attività culturali e Sport Regione del Veneto, Daniele Ferrara, direttore del Polo Museale del Veneto, Aurora Di Mauro, Ufficio Musei Regione del Veneto, Alberta Facchi, Polo Museale del Veneto e Valentina Galan, direttore Unità Organizzativa Coordinamento Servizi Culturali Territoriali della Regione del Veneto.

È stato illustrato nel dettaglio il D.M. 113 del 21 febbraio 2018 riferito all’adozione dei livelli minimi uniformi per i musei e i luoghi della cultura di appartenenza pubblica con attivazione del Sistema museale nazipnale (SMN).

Ci sarà infatti una rivoluzione che riguarderà anche i musei privati, tra cui il MiM Belluno. Per entrare nel SMN il singolo museo dovrà fare domanda di accreditamento rispondendo, con un sì o con un no, a un questionario di 171 domande. Il questionario che dovrà essere compilato on line attraverso il sito del Polo Museale veneto verrà inviato dalla Regione Veneto al Ministero dei Beni e delle Attività culturali, che confermerà l’accreditamento o no del museo.

«Il MiM Belluno di certo farà domanda di accreditamento al SMN», sono le parole del presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (che è titolare del MiM Belluno, ndr), «Ma ci auguriamo che ci sia un maggior sostegno economico soprattutto per i piccoli musei che con coraggio, determinazione e passione portano avanti la cultura e la storia italiana». «Mi auguro inoltre», conclude sempre De Bona, «che ci sia un occhio di riguardo al MiM Belluno perché è uno dei pochi musei a livello nazionale che si occupa, in modo non convenzionale e dinamico, al fenomeno migratorio che ha coinvolto e continua a coinvolgere l’Italia e il Veneto».

174. “Due chiacchiere col mondo”, il nuovo programma di Radio ABM ideato e condotto da Diego Montresor e Lorenzo De Menech

“Due chiacchiere col mondo” è il titolo del nuovo programma di Radio ABM, la webradio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ideato e presentato da Diego Montresor e Lorenzo De Menech, due studenti del Liceo Economico-Sociale “G. Renier” che hanno intrapreso l’esperienza lavorativa presso l’Abm, grazie al progetto “ASL in Tandem”. Il programma, trasmesso via streaming e disponibile in podcast, consiste nell’intervistare bellunesi o discendenti di bellunesi che vivono all’estero, in una serie di puntate. Il fine di queste conversazioni è quello di informare e ampliare le conoscenze e le possibili prospettive di un futuro lavorativo fuori dall’Italia, dando, a chi ci ascolta, i racconti e le esperienze intraprese da queste persone “di mondo”. È anche un modo, forse, per rassicurare chiunque voglia iniziare un percorso di vita al di fuori dell’ambiente locale, conosciuto e ordinario che scorre nel proprio presente; può essere un incentivo per uscire dal guscio e andare alla scoperta di nuovi orizzonti, nuove persone e culture. Inneggiare all’assaggio di sfumature ignote, ma profonde, che caratterizzano la variopinta vita umana. Può anche insegnare a non giudicare prima di conoscere, a buttarsi in nuove avventure che possono solo arricchire il proprio bagaglio culturale; a prescindere dal fatto che si compiano momenti positivi o negativi, una lezione pratica o morale la si estrapola da ogni microscopico dettaglio e comportamento. La prima puntata di “Due chiacchiere col mondo” andrà in onda giovedì 27 giugno alle 12.00 – 18.40 – 24.00 (ora locale italiana). 

Radio ABM si può ascoltare dal seguente link: www.bellunesinelmondo.it/radio-abm o scaricando l’app dal proprio smartphone/tablet.

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