24. Pranzo sociale con la Famiglia ex Emigranti dell’Alpago

La Famiglia Ex emigranti dell’Alpago organizza il tradizionale pranzo sociale. L’appuntamento è fissato per domenica 11 febbraio 2018 alle ore 10.00 con la Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Tambre; seguirà la posa di una corona al Monumento all’Emigrante di Broz; alle ore 12.15 pranzo presso il ristorante “Cucina Casalinga” in località Paludi (Via dell’Industria, 6 – Pieve d’Alpago).
Per informazioni e prenotazioni: cell. 392 959 7204

Presentato il calendario 2018 dell’Associazione Bellunesi nel Mondo

«Siamo italiani e lavoriamo in Italia. Nel rispetto delle persone, del territorio e della nostra storia. Noi questo lo chiamiamo neomadeinitaly». Questa è la filosofia di Blackfin, azienda leader nella produzione di occhiali in titanio, 100% bellunese, che ha voluto sostenere la pubblicazione del calendario 2018 dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. La presentazione ufficiale si è tenuta oggi, venerdì 24 novembre,  a Taibon Agordino presso la sede di questa prestigiosa occhialeria.

«Ho visto immediatamente un legame tra la nostra azienda e l’ABM – il pensiero di Nicola Del Din, Ceo Blackfin – perché entrambe puntano alla persona, alla sua storia e alle sue origini». Gli ha fatto eco il presidente ABM Oscar De Bona che, oltre a ringraziare Del Din per avere sostenuto economicamente questo progetto, ha illustrato la realtà dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, con le sue molteplici attività e, soprattutto, con le possibilità di business che si possono avviare grazie alla rete umana attiva dal 1966 e, negli ultimi anni, potenziata con il socialnetwork Bellunoradici.net.

«Il gioco di squadra è importante – ha sottolineato De Bona – e la collaborazione viene fatta anche con il supporto delle Associazioni in emigrazione del Triveneto. Fuori da Belluno, e dall’Italia, ci sono milioni di oriundi italiani desiderosi di sostenere e contribuire allo sviluppo del sistema Italia e, nel nostro caso, del neomadeinitaly».

Il calendario, stampato in 10.000 copie, è già stato spedito a tutti i soci e una parte potrà essere richiesta direttamente presso gli uffici ABM.

«In questa edizione del calendario – commenta il direttore ABM Marco Crepaz – sono presenti 12 foto storiche dell’emigrazione bellunese. Ogni immagine è legata a un determinato mese. Per esempio marzo è rappresentato dalle balie da latte, mentre giugno dai gelatieri».

Un calendario che parla attraverso i volti dell’emigrazione. Centinaia di migliaia di volti, quelli di uomini e donne che da qualche secolo, sopra ogni continente, portano nel cuore la nostalgia della terra natale, nell’orecchio il suono amico del proprio dialetto, negli occhi i profili delle loro montagne e nella mente i racconti di casa della loro lontana fanciullezza.Quei volti sono racchiusi nelle pagine di questo calendario, che parla di loro, dei mestieri che hanno esercitato nel mondo e che li ha visti spesso protagonisti di grandi opere o anche di piccole gesta, le une e le altre figlie ancora di quella dignità: il lavoro. «Abbiamo 365 giorni utili per saper “leggere” quei volti e capire che cosa ci trasmettono nella suggestiva magia delle foto in bianco e nero» il pensiero di Dino Bridda, direttore della rivista “Bellunesi nel mondo”.

Un calendario sempre atteso dai nostri emigranti e che l’Associazione Bellunesi nel Mondo, dal 1966, non manca di realizzare e spedire.

206. SU RADIO ABM SI PARLA DI EMIGRAZIONE IN AFRICA CON GIORGIO BONA E LICIA GALLO

A Radio ABM – Voce delle Dolomiti, questa settimana ospiti della rubrica Qui Abm Giorgio Bona e la moglie Licia Gallo, per parlare del loro libro “Partire per l’Africa. L’avventura di una famiglia di Tambre”. Un pezzo di storia della nostra emigrazione ancora poco conosciuto.
Questi gli orari di messa in onda: mercoledì 25 ottobre alle 05.00 e alle 15.30, in replica domenica 29 ottobre agli stessi orari.
Per ascoltare Radio ABM: https://www.bellunesinelmondo.it/radio-abm/

Licia Gallo e Giorgio Bona

205. IL MIM CHIUDE PER LAVORI DI MANUTENZIONE

Il MiM Belluno (Museo interattivo delle Migrazioni) rimarrà chiuso da lunedì 23 a martedì 31 ottobre per lavori di manutenzione e rinnovamento. Riaprirà regolarmente giovedì 2 novembre con il seguente orario:
lunedì, martedì, giovedì, venerdì: 9.00-12.30 / 15.00-18.00;
mercoledì: 9.00-12.30;
sabato e domenica: aperto solo su prenotazione per gruppi di almeno 5 persone.

204. MADRE LUISA ARLOTTI. UN ANGELO IN TONACA NERA. PRESENTAZIONE DEL LIBRO VENERDÌ 27 OTTOBRE A PONTE NELLE ALPI

madre_arlottiVerrà presentato venerdì 27 ottobre a Ponte nelle Alpi il libro di Ugo De Grandis “Madre Luisa Arlotti. Canossiana, infermiera, partigiana”. Appuntamento alle 20.30 in sala “Tina Merlin”, presso la Biblioteca comunale di Ponte. Organizzano l’evento la Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, l’Associazione Bellunesi nel Mondo, Fidapa Bpw Italy, Associazione Pollicino e Isbrec, in collaborazione con la Famiglia ex emigranti di Ponte nelle Alpi e con il patrocinio del Comune di Ponte nelle Alpi. Ingresso libero.
Introduce Patrizia Burigo, vice presidente ABM, presenta il libro Gioachino Bratti, presidente della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”. Alla presentazione parteciperà l’autore, Ugo De Grandis.
Il libro racconta la storia di Madre Luisa Arlotti, un’emigrata speciale. Nata nel 1904 ad Orzes, frazione di Belluno, da una famiglia nobile, trasferitasi ben presto a Venezia, a 24 anni si fece suora canossiana, assumendo rapidamente cariche importanti nell’Ordine, e divenendo poi direttrice dell’Asilo “Rossi” di Schio, ove acquisì, per il suo impegno e il suo talento di insegnante (ed anche di infermiera) e la sua generosità e apertura verso il prossimo, stima e affetto. Fu questa generosità che la spinse, negli anni dell’occupazione tedesca, a dare aiuto ed assistenza nel suo asilo a partigiani e militari bisognosi di cure, senza badare ai rischi che correva e che purtroppo, per la spiata di uno che aveva soccorso, la condussero in prigione, ove resistette con fermezza e senza mai cedere alle intimidazioni e alle angherie dei tedeschi che volevano estorcerle informazioni sulla rete di assistenza in Schio. Ma le umiliazioni più vergognose le vennero dopo, alla fine della guerra, quando per il suo passato di resistente e per malevoli e false insinuazioni sul suo operato, fu condannata dai superiori a subire continui trasferimenti e ad incarichi sempre più avvilenti. Il libro racconta con precisione e soprattutto con ammirazione, affetto e riconoscenza la sua storia, arricchita da vive ed eloquenti testimonianze e da immagini e documenti d’epoca. Un libro che si legge tutto d’un fiato anche per la chiarezza la fluidità espositiva.

Clicca QUI per la locandina dell’evento

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