growIncrociare domanda e offerta: da una parte le aziende e la loro necessità di nuovi profili, altamente specializzati; dall’altra i giovani e la loro voglia di farsi valere nel mondo del lavoro. Parte da qui il nuovo progetto del Fondo Welfare e Identità Territoriale, pensato insieme all’associazione Bellunesi nel Mondo. Il titolo è quanto mai significativo: “Grow: uno sportello virtuale per l’incontro tra bellunese nel mondo e aziende” .«L’obiettivo è duplice: facilitare tra i giovani la conoscenza delle occasioni che il Bellunese può offrire in ambito lavorativo e formativo; e mettere le imprese del territorio in contatto con professionalità di rilievo che hanno acquisito competenze in nuovi contesti e che possono portare la propria esperienza al servizio del mondo economico-produttivo locale – spiega Marco Crepaz, direttore di Bellunesi nel Mondo -. L’effetto è quello di incentivare il rientro di quei talenti emigrati che vorrebbero avere l’occasione di tornare». Lo strumento che dovrà fare tutto questo è appunto “Grow”. Una piattaforma online che funga da punto di incontro. Lo sportello si sviluppa da una base già consolidata: Bellunoradici.net, il social network con oltre 1.000 iscritti in 68 Paesi, che mette in rete i bellunesi in Italia e nel mondo. «Questo progetto ha l’obiettivo di far rientrare i giovani bellunesi dando loro possibilità professionali simili a quelle che possono trovare all’estero; ma intende anche diventare un’occasione di scambio e formazione continua tra le nuove generazioni che vivono a Belluno con i loro coetanei all’estero – commenta Francesca De Biasi, presidente del Fondo Welfare -. Raccogliere questi ragazzi significa aver più probabilità di attirare famiglie disposte a rimanere, perché legate al territorio d’origine e ai rapporti famigliari». L’impegno economico previsto per la realizzazione di questo progetto (promosso da Abm, Provincia, Confindustria, Confcommercio e sindacati per il Fondo Welfare) è di 20mila euro. «Grow è una risposta concreta alla richiesta di competenze da parte delle nostre imprese – il commento di Andrea Ferrazzi, direttore di Confindustria Belluno Dolomiti -. Ed è un progetto che può sfruttare anche la presenza a Belluno di un’istituzione di prestigio internazionale come la Luiss Business School». «Il nostro sogno di comunità di costruire progetti per contrastare lo spopolamento attraverso il Fondo Welfare diventa realtà – aggiunge Rudy Roffarè, segretario Cisl -. Ci teniamo particolarmente a mettere in contatto i nostri giovani con le aziende bellunesi. Siamo convinti che dare opportunità ai nostri ragazzi diventi occasione per ritornare nel nostro territorio, ma anche la possibilità di portare nuove competenze, nuove idee ed esperienze di vita che possono arricchire società ed economia».

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