A Chies d’Alpago consegnati i premi ai bellunesi che hanno onorato la provincia in Italia e all’estero

da | 15 Dic 2019 | 0 commenti

Premiati Bellunesi nel mondo a Chies d'AlpagoSi è tenuta nella mattinata di ieri, sabato 14 dicembre, a San Martino di Chies d’Alpago, la 20.ma edizione del premio internazionale «Bellunesi che hanno onorato la provincia in Italia e nel mondo», organizzato dalla Provincia di Belluno, dall’associazione Bellunesi nel Mondo e dai Rotary Club di Belluno, Feltre, Cadore-Cortina. Alla cerimonia, inframmezzata dagli interventi del coro «Voci dai cortivi» e dalle letture degli alunni delle scuole dell’Alpago – oltre che del gruppo “Bassanello” – , ha partecipato anche il ministro ai rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, che ha ricordato come «i Bellunesi emigranti siano stati veicolo di competenze e professionalità in giro per il mondo».

«Quando si va in giro per il mondo, è difficile non trovare qualcuno che parli bene dei Bellunesi, grandissimi lavoratori e persone disponibili», ha detto nel suo intervento il presidente della Provincia, Roberto Padrin, prima di leggere la lettera di saluti istituzionali inviata dal governatore Luca Zaia. «Questo deve renderci orgogliosi di appartenere a questo territorio».

«Grazie al Comune di Chies d’Alpago, alla Provincia di Belluno, al Rotary di Belluno, a tutti i volontari, alle nostre Famiglie Abm e a quanti credono in questo premio», ha aggiunto il presidente Abm Oscar De Bona, «Abbiamo raggiunto sessantanove premiati in venti edizioni, con quarantadue riconoscimenti alla memoria. Questo deve renderci orgogliosi dei nostri emigranti e soprattutto non dimenticarli».

«È una vera emozione ascoltare le testimonianze e la vita di questi bellunesi», sono le parole di Felice Gaiardo, presidente del Rotary club di Belluno, «Che, dall’estero, tendono alto l’onore dell’italianità e della bellunesità».

Toccante il ricordo di Massimiliano Pachner, già assessore provinciale, recentemente scomparso. Proprio a Pachner è stato assegnato uno dei riconoscimenti alla memoria di questa edizione del premio.

Alla fine della cerimonia, il comune di Chies d’Alpago ha passato il testimone a Lamon, che ospiterà la prossima edizione del premio. Ecco tutti i premiati.

Per il settore economico, imprenditoriale e professionale: Livio De Lorenzo Noto. Classe 1924, è il primo di sei fratelli. Dopo il servizio militare, il lavoro in Comelico prima, a Napoli e infine in Svizzera, all’inizio degli anni ’50 si è trasferito a Nelson, in Nuova Zelanda, dove è rimasto per 40 anni. Prima falegname e poi imprenditore agricolo, Livio ha conquistato la stima degli abitanti di Nelson tanto che oggi, dove un tempo c’era la sua proprietà, sono stati costruiti i «De Lorenzo’s Studio Apartments».

Per il settore istituzioni, arte e cultura: Marino Lena e Vitalina Maria Frosi.
Marino Lena, nato a Venas di Valle di Cadore nel 1941, si è prima distinto negli studi conseguendo due lauree, una in Scienze Naturali e l’altra in Scienze Biologiche. Successivamente, a livello internazionale, si è distinto in diversi campi, da quello economico e imprenditoriale a quello sportivo, fino a ricevere riconoscimenti importanti nei settori dell’istruzione, dell’attività sociale e della solidarietà. Il Principe Alberto II di Monaco lo ha insignito del prestigioso titolo di «Chavalier de l’Ordre de Saint Charles» e nel 2015 il suo nome è stato scritto nel Libro d’Onore della Magnifica Comunità del Cadore come grande rappresentante del Cadore nel mondo.
Vitalina Maria Frosi, nata in Brasile nel 1937 (dove vive a Caxias do Sul), è discendente di una famiglia di Longarone. Dottore in Educazione, maestra in Linguistica e Lettere per la Pontificia Università Cattolica di Rio Grande Do Sul e specialista in Lettere Neolatine, è stata docente di Linguistica per la scuola Magistrale e docente di Lettere, Culture e Regionalità presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Caxias do Sul. È considerata una delle principali esperte di “talian”, quella particolare koiné che nel Brasile del sud è tuttora parlata dai più anziani e che il governo brasiliano ha riconosciuto come lingua ufficiale delle minoranze linguistiche italiane.

Per il settore sociale e solidaristico: Flavia Caretta. Nata a Pedavena nel 1952, la sua è stata una vita spesa con passione e dedizione al servizio delle persone fragili. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia e la specializzazione in Gerontologia e Geriatria, ha focalizzato il suo lavoro sulle problematiche terapeutiche e assistenziali del paziente anziano definendo modelli di intervento socio-sanitari che pongono al centro la persona. Pochi come la dottoressa Caretta hanno saputo alzare il velo sugli aspetti dell’assistenza nella fase terminale della vita, in cui l’organizzazione delle cure può fare la differenza nell’attenzione alla dignità della persona. Il suo contributo si è poi esteso anche oltre i confini della gerontologia, andandosi ad occupare del tema dell’umanizzazione delle cure nel suo complesso.

Da questa edizione, viste le recenti scomparse dell’ing. Vincenzo Barcelloni Corte e dello storico direttore dell’Abm Patrizio De Martin Modolado, l’Associazione Bellunesi nel mondo ha proposto di istituire il Premio Speciale «Barcelloni Corte – De Martin Modolado» che è stato assegnato nella sua prima edizione a Manuela De Bernardin Stadoan, dal 1° aprile 2019 questore a Udine, prima donna a guidare la Questura del capoluogo friulano. Bellunese di origine, la dottoressa De Bernardin proviene dal Compartimento Polizia Ferroviaria di Venezia, che ha diretto nei quattro anni precedenti, dopo una prima esperienza lavorativa in Friuli, come vicario del questore di Pordenone. In passato, ha assunto gli incarichi di dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza nella sua Cortina d’Ampezzo, della Squadra Mobile e della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale presso la Questura di Belluno e della Divisione Anticrimine a Venezia.

Riconoscimenti alla memoria.
Venicios Burigo – Originario di Cocal do Sul (Brasile) è stato uno dei fondatori della Cooperativa di Elettrificazione di Cocal do Sul. Fondatore del «Movimento Domocratico Brasileiro» è stato consigliere comunale di Urissanga, rappresentando Cocal do Sul quando era distretto di Urussanga. Ha inoltre partecipato a vari movimenti e attività della comunità locale, ricevendo riconoscimenti per il suo impegno politico e sociale. Presidente del Cocal Sport Club e dell’Associazione dei Maestri de Genitori del Collegio Padre Shuller. È stato ideatore e promotore del primo incontro della famiglia Burigo e del Museo di Cocal do Sul, che raccoglie 450 oggetti di immigrati veneti. Ha altresì promosso la costituzione di vari cori di musica italiana, partecipando attivamente in alcuni, ricercando e recuperando canzoni folkloristiche italiane.

Claudio Pocaterra – Nato a Ferrara nel 1935, ha vissuto nella città emiliana fino alla terza elementare. Da qui è cominciata la sua vita di emigrante. Per ragioni belliche la sua famiglia ha dovuto lasciare Ferrara e spostarsi in una frazione di Mel, da dove era originaria la mamma. Completate le scuole medie, ha lavorato come aiutante garzone nella fucina da fabbro che il padre aveva allestito appena arrivato da Ferrara. Nel 1953 è andato a lavorare in Belgio in una grande miniera di carbone, prima di trasferirsi in Francia, nell’Isère, in una miniera di ferro. Attratto da maggiori guadagni, ha lasciato la Francia per la Svizzera, dove ha lavorato come minatore nel Canton Grigioni.

Umberto Crema – Un vero pioniere per l’Abm. Assieme all’amico Renato De Fanti incontrò, in ogni angolo del mondo, emigranti bellunesi per invitarli a diventare soci e a costituire una Famiglia. America, la vecchia Europa, l’Australia, l’Africa e l’Italia. Persona poliedrica, ha ricoperto nel 1951 il ruolo di consigliere e poi di assessore alle finanze e quindi all’istruzione nel Comune cittadino. Prima di uscire dal mondo del lavoro, aveva ricoperto l’incarico di direttore dell’Istituto nazionale Assistenza Malattie.

Massimiliano Pachner – Già sindaco del Comune di Sappada, presidente dell’Azienda di soggiorno turistico di Sappada, vice presidente e assessore della Provincia di Belluno, segretario dell’assessorato regionale ai Flussi Migratori e anima delle minoranze linguistiche.

Giovanni Viel – Uomo dal temperamento forte, ma generosissimo e di un’ospitalità unica, ha avuto una vita intensamente impegnata nel volontariato e sul piano culturale. Segretario della Famiglia Bellunese di Padova fin dagli inizi, sempre in prima linea nell’organizzare e gestire eventi culturali e di solidarietà, non ha mancato di dare anche il suo costante contributo alle attività dell’Abm, partecipando per anni alle riunioni del consiglio direttivo e del giornale, nonché alle assemblee annuali e a molte altre manifestazioni organizzate dall’associazione. Poeta e pittore, essendo appassionato di arte contemporanea, era amico di molti artisti bellunesi, da Franco Fiabane, al quale spesso faceva compagnia nel suo laboratorio, a Giorgio De Min, senza dimenticare la sua passione per Masi Simonetti.

Saverio Sanvido – Originario di Cesiomaggiore, emigrato in Svizzera a Zurigo giovanissimo. Una vera colonna portante per i bellunesi e veneti di quella città. Presidente della Famiglia Bellunese locale e segretario della Caves (Confederazione delle Associazioni Venete della Svizzera) oltre che di altre istituzioni locali svizzere.

Mario Benvenuti – Già presidente della Famiglia Bellunese di Zurigo e coordinatore delle Famiglie Bellunesi della Svizzera. Nato a Lamon nel 1931, emigrò nel 1951 in Svizzera. Ha dedicato tutta la sua vita all’impegno umanitario e sociale, promuovendo numerose iniziative e fondando varie associazioni rivolte in particolare ai connazionali emigrati in Svizzera.

Loretta Ben – Per due mandati sindaco del Comune di Taibon Agordino. Molteplici le attività rivolte alla storia dell’emigrazione agordina e, attraverso il marito, alla costruzione della città di Kosseir (Egitto). Dirigente preparata, per anni ha diretto con competenza la sede di Agordo dell’Appia. È stata ideatrice del premio Corpassa, che ogni anno premia cittadini agordini che si sono fatti valere nel mondo.

Denise Soccal – Emigrata prima in Belgio e poi in Svizzera dove ha diretto per molti anni una struttura di accoglienza per studenti. Dopo il rientro a Belluno, è stata per oltre dieci anni consigliere dell’Abm e traduttrice/interprete per il comune di Trichiana gemellato con Souben (Francia).

Angelo Saccaro – Originario di Arsié, emigrato in Svizzera, è stato presidente della Famiglia Bellunese di Aar Sebach (San Gallo). Nel 1991, rientrato a Belluno, è stato eletto presidente della Famiglia ex emigranti di Arsié nel 2002, incarico mantenuto fino alla sua scomparsa.

Remo Bellot – Da emigrante lavorò in Africa e in Medioriente. Rientrato a Feltre, fu presidente della Famiglia ex emigranti del Feltrino per un decennio.

Heidi Damian – Originario di Igne (Longarone), è deceduto a Urussanga in Brasile. Fondatore e primo Presidente della locale Famiglia Bellunese e promotore del gemellaggio Longarone-Urussanga.

Ferruccio Moro – Di Arsié. Emigrato in Svizzera a Frauenfeld, è stato presidente della locale Famiglia Bellunese per diciotto anni.

Ermenegildo Coletti – Di Belluno. Emigrato negli Stati Uniti a New York dove ha ricoperto il ruolo di presidente della locale Famiglia Bellunese. È stato punto di riferimento per molti bellunesi che si recano nella metropoli.

Bruno De Candido – Emigrato per diversi anni in Svizzera, al suo rientro ha costruito e gestito uno degli alberghi di maggior prestigio nell’alto Bellunese, il “Monaco sport hotel”. Sua la volontà di realizzare il monumento all’emigrante nella piazzetta di Santo Stefano di Cadore. Grande il legame con l’associazione Bellunesi nel Mondo, tanto da coprire la carica di dirigente della Famiglia ex emigranti del Comelico-Sappada.

Piergiorgio Campigotto – Di Lamon. Emigrato in Svizzera nel Liechtenshlip (San Gallo), è stato presidente della Famiglia Bellunese del Taggenburg per oltre vent’anni.

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A cura del Servizio Meteorologico Regionale
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