Una professionalità seria e preparata, una cultura vasta ed eclettica, un ingegno versatile e creativo, una molteplicità di interessi e di attività, un’umanità generosa, aperta ai valori dell’amicizia e dello stare insieme: questo il ritratto di Ivano Pocchiesa emerso dalle numerose e accalorate testimonianze di coloro che gli furono vicini, nell’incontro conviviale tenutosi nel ristorante “Al Moro” di Mel – luogo prediletto di Ivano, sede di incontri, di relazioni, di lavoro – organizzato da alcuni amici dello scomparso (in particolare da Beppino Lorenzet, Sergio Boso e Sara Andrich), dall’Associazione Bellunesi nel Mondo e dai gestori del locale la sera dello scorso 5 dicembre, ad un anno e mezzo dalla sua scomparsa.
Aperto dai canti del coro Melos, di cui alcuni componenti furono compagni di Pocchiesa nelle numerose spedizioni nelle comunità venete e bellunesi dell’America Latina, accompagnato dalla proiezione di video e condotto dall’accorta regia di Marco Crepaz, direttore dell’ABM, l’incontro, molto partecipato, ha vissuto intensi momenti di sentita ed affettuosa condivisione nel comune intreccio di ricordi e di sentimenti verso il consigliere, l’ispiratore di progetti e iniziative, il realizzatore di splendide conquiste e soprattutto l’amico. Attraverso le voci di vari testimoni – ne citiamo alcuni: il sindaco di Mel Stefano Cesa, Giovanni Viel, Mario Fornaro, Dino Bridda, Maria Grazia Passuello, Luca De Paris, Luca Rento, Sergio Boso – ne sono stati ricordati il grande talento e l’instancabile impegno – iniziato sin dalla prima giovinezza – nella comunicazione radiotelevisiva, in particolare quale co-fondatore di una delle prime televisioni private in Italia, nello sport, nel giornalismo, nella cinematografia, nella musica, nella letteratura, nella gastronomia, nell’arte, ove fu scopritore, mecenate, amico di alcuni giovani talenti locali.
L’attenzione per il mondo dell’emigrazione e il grande contributo di idee e di lavoro portato in seno all’ABM in oltre quarant’anni di militanza e manifestato con abnegazione anche negli ultimi giorni di vita allorché la malattia ne stava prostrando il fisico, ma non la volontà sono stati ricordati dal presidente dell’Associazione Oscar De Bona, dal presidente onorario Gioachino Bratti e dal presidente della “Famiglia Nord Reno Westfalia” Aduo Vio con il quale Pocchiesa realizzò qualificate iniziative culturali ed editoriali.
Il ricordo di avvenimenti di una vita intensa e produttiva, talora curiosi e simpatici, di sorprendenti lezioni di umanità e di condivisione, di episodi di nobiltà e di stile è stato sempre unito a un senso di rimpianto e di gratitudine, accompagnato dall’apprezzamento dell’intero uditorio, tra il quale non mancavano i famigliari dello scomparso che al termine dell’incontro hanno espresso agli organizzatori e ai partecipanti la loro gratitudine. Non da ultimo la lettura della toccante lettera che Gianni Secco scrisse il giorno prima del funerale dell’amico Ivano Pocchiesa.










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