VIAGGIO DI ESPLORAZIONE SCIENTIFICA DI ALCUNE REGIONI INTERNE DELL’AMERICA MERIDIONALE (YUNGAS, MISSIONI, BENI)

da | 27 Gen 2016

Tempo di lettura: 3 minuti

Viaggio di esplorazioneVIAGGIO DI ESPLORAZIONE SCIENTIFICA DI ALCUNE REGIONI INTERNE DELL’AMERICA MERIDIONALE (YUNGAS, MISSIONI, BENI)
di Luigi Balzan; a cura di Pier Luigi Bagatin
Treviso: Antilia, 2011

Luigi Balzan (Badia Polesine, 1865 – Padova, 1893), giovane naturalista ed esploratore italiano emigrato in Paraguay, compì tra il 1890 e il 1893 un ardito viaggio in alcune regione interne dell’America meridionale. La spedizione, sostenuta dalla Società Geografica italiana, partì da Asunciòn e vi fece rientro venticinque mesi più tardi, dopo un periplo di migliaia di chilometri, percorsi in treno, in battello, in barca, sulle balsas, sui batelones, sulle zattere degli indios, a piedi, a dorso di mulo, di cavallo, di bue, su carretti a due ruote, attraversando Paraguay, Argentina, Cile, Perù, Bolivia, dalla Pampa alla Cordigliera delle Ande, dalle Yungas alla foresta amazzonica della Bolivia e rientro da nord al luogo di partenza. Il cuore del viaggio di Balzan fu la foresta amazzonica della Bolivia orientale. In quell’angolo di mondo prepotente e straordinario, Balzan restò la massima parte del suo viaggio, tra difficoltà di spostamenti e di sopravvivenza, tentando di tracciare le coordinate di una borgesiana “geografia invisibile” percorrendo le uniche vie di comunicazione che gli erano consentite, quelle dei fiumi (il Miguilla, il La Paz, il Bopi, il Beni, il Mamoré) grazie alla secolare perizia degli indios. Visitò le missioni francescane eredi della straordinaria esperienza delle reducciones gesuitiche. Conobbe le usanze delle popolazioni native, le pratiche della caccia e della pesca, la loro lingua. Nei boschi vide piante bellissime, lo incuriosirono serpenti, uccelli, insetti, alcuni esemplari dei quali preparò per la sua collezione. Era il primo viaggiatore/scienziato italiano ad inoltrarsi in quest’area, uno dei pochi europei a farlo. Sulle acque del Bopi fece sventolare il tricolore e non mancò nelle nazioni visitate di riferire sulle condizioni e sulle possibilità dell’emigrazione italiana. Nelle foreste del nord est della Bolivia Balzan accostò l’attività del momento, il caucciù, l’oro bianco estratto dall’heveas. Giovane laico dagli ideali progressisti maturati negli ambienti della Nuova Italia, insieme alle imprese economiche dei gomeros guardò la vita dei gomales, quella dei seringueros, i crudi sistemi di lavoro, i costumi di barbarie imperanti nelle barracas. Del coraggioso e spossante itinerario, vissuto tra mille difficoltà e imprevisti, in condizione solitaria e con mezzi economici inadeguati, Balzan fissò un diario accurato, di cui le recentissime traduzioni in francese e spagnolo confermano l’interesse e il valore sotto il profilo scientifico, naturalistico, sociale ed umano. Un vero e proprio monumento allo spirito e all’entusiasmo di Luigi Balzan, stroncato dalla malaria pochissimi mesi dopo il rientro dall’America a soli 28 anni di età.

Lo trovi presso la Biblioteca dell’emigrazione “Dino Buzzati”, anche attraverso il sistema di interprestito.
Per info e contatti:
biblioteca.emigrazione@bellunesinelmondo.it
Tel. + 39 0437 941160
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