Sede INAIL di Belluno e Rovigo verso il declassamento? Il sindaco del capoluogo bellunese: «Inaccettabile riduzione di servizi»

da | 11 Giu 2021 | 0 commenti

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«In questi giorni corre la voce di un possibile, nuovo declassamento delle sedi INAIL di Belluno e Rovigo che, se corrispondesse a verità, sarebbe un’inaccettabile riduzione dei servizi per questi territori. Chiediamo quindi che si faccia luce su questo, per dare tranquillità ai dipendenti e la giusta dignità ai cittadini »: il Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, e il primo cittadino di Rovigo, Edoardo Gaffeo, rilanciano così le preoccupazioni circa il futuro delle sedi INAIL di Belluno e di Rovigo che sembrano destinate a un declassamento da parte della direzione regionale.

Già nel 2014, la sede provinciale bellunese aveva subito una prima riduzione di servizi, passando da “classe A” a “classe B”; ora, sembra che possa esserci un ulteriore passo indietro per gli uffici di Belluno e Rovigo, che potrebbero passare in “classe C” a fronte del mantenimento di una classe superiore in città come – per restare nelle vicinanze – Bassano del Grappa o Conegliano: «Crediamo che, senza nulla togliere alle professionalità che vi operano, sarebbe assurdo un assorbimento delle funzioni della sede provinciale di città capoluogo come Belluno o Rovigo da parte di una realtà lontana e diversa, come invece pare previsto dal nuovo piano regionale. – sottolineano i sindaci – Tra l’altro i numeri dei nostri uffici INAIL sono in linea con quelli delle altre sedi di classe B proprio perché si tratta di un’unica sede provinciale; Belluno e Rovigo sono le due sole realtà venete che hanno un unico centro INAIL nel loro territorio, e rischiano di essere ulteriormente penalizzate da questa “razionalizzazione”, nonostante le rassicurazioni arrivate dalla direzione regionale».

I primi cittadini sottolineano poi il rischio di veder indebolito il ruolo di servizio al territorio che INAIL ricopre con diverse progettualità e il legame con le aziende e i professionisti, che sarebbero costretti a confrontarsi con realtà lontane territorialmente e che rispondono a logiche economiche e organizzative diverse.

«Pur avendo le stesse caratteristiche di province come Trento, Bolzano, Aosta o Pordenone, Belluno è l’unico territorio interamente montano a statuto ordinario che non gode di particolari forme di autonomia o di finanziamento. – evidenzia in aggiunta Massaro – È però evidente che non si può continuare così, perché il Bellunese non può essere governato con le stesse logiche della pianura: sono tante e marcate le differenze tra la montagna e la pianura, e la logica dei costi standard e dei tagli orizzontali qui non può continuare ad essere applicato».

«Crediamo – concludono Massaro e Gaffeo – che, a fronte del dramma della pandemia che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo e della prossima ripartenza di tutti i settori economici e produttivi, ridurre servizi come questi nei territori periferici sia una scelta inaccettabile ed illogica. Facciamo quindi appello a tutti i nostri rappresentanti a Roma affinché facciano sentire la loro voce e impediscano l’ennesima mazzata per cittadini e lavoratori».

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