
La storia dell’Associazione Bellunesi nel Mondo è indissolubilmente legata alla figura di Monsignor Gioacchino Muccin, Vescovo di Belluno e Feltre dal 1949 al 1975, il cui ricordo rimane vivo e profondo nella memoria di tutta la nostra comunità locale e di quella sparsa ai quattro angoli della Terra.
Uomo di straordinaria carità e spessore umano, Monsignor Muccin ha incarnato uno stile pastorale e sociale fondato sull’ascolto, sulla vicinanza e sulla ricerca costante della concordia.
Il ricordo teologico e umano: “Di cuore magnanimo”
A tratteggiare la statura spirituale del Vescovo è don Giacomo Mazzorana, che cita l’emblema che rese famoso il suo ministero:
«“Concordia parvae res crescunt. Con la concordia anche le piccole realtà crescono”. Questa frase, che monsignor Muccin ha spesso ripetuto, potrebbe essere la sintesi del suo ministero. Da un verso ricordava la sua diocesi di provenienza, Concordia, dall’altro lo stile di parroco di San Marco a Pordenone e poi di vescovo. […] Monsignor Loris Capovilla, già segretario di papa Giovanni XXIII, terminò una presentazione di lui, in occasione della sua scomparsa, dicendo: “Di cuore magnanimo”. Il cuore grande è stato la sua più bella e importante caratteristica».
Don Mazzorana evidenzia inoltre come la prima forma di carità del Presul sia stata la presenza immediata accanto alla popolazione nei momenti di sofferenza: dalla tragedia del Vajont del 9 ottobre 1963 — di fronte alla quale decise di lasciare i lavori del Concilio Vaticano II a Roma per restare fisicamente a fianco dei sopravvissuti a Longarone — alla costante vicinanza alle famiglie colpite dalle disgrazie minerarie e lavorative.
Da Mattmark alla nascita dell’ABM nel 1966
La sensibilità di Monsignor Muccin per il mondo dell’emigrazione si trasformò in azione concreta all’indomani del tragico evento di Mattmark, in Svizzera. Il 30 agosto 1965, il crollo di un’imponente massa di ghiaccio sul cantiere della diga costò la vita a 85 lavoratori; tra le 56 vittime italiane si contarono ben 17 bellunesi.
Quel drammatico lutto scosse profondamente il territorio e spinse Monsignor Muccin, insieme a un gruppo di benemeriti promotori vicini alle esigenze dei lavoratori all’estero, a dare vita l’anno successivo, nel 1966, all’Associazione Bellunesi nel Mondo. L’obiettivo era chiaro: creare un legame istituzionale, umano e solidale per fare in modo che nessun emigrato bellunese si sentisse abbandonato o lontano dalla propria terra d’origine.
Le parole del Presidente Oscar De Bona
Il Presidente dell’ABM, Oscar De Bona, esprime a nome dell’intera associazione e delle Famiglie Bellunesi all’estero il riconoscente tributo alla memoria del Vescovo fondatore:
«Monsignor Gioacchino Muccin non è stato solo una solida guida spirituale nei momenti più bui della storia del nostro territorio, ma anche un uomo dotato di una straordinaria visione sociale. Nel 1966, proprio all’indomani del dolore profondo causato dalla perdita dei nostri 17 conterranei a Mattmark, volle fortemente e sostenne la nascita della nostra Associazione. Ha saputo comprendere con intuito profetico che i nostri emigranti avevano bisogno di una rete di protezione, di rappresentanza e di un legame costante con la patria. Le sue visite pastorali alle comunità emigrate in Europa e oltreoceano hanno lasciato un segno indelebile. Senza il suo intuito e la sua immensa generosità, l’ABM oggi non esisterebbe: la sua eredità spirituale continua a guidare ogni nostra azione al servizio dei bellunesi nel mondo».
L’Associazione Bellunesi nel Mondo rinnova quotidianamente l’impegno di custodire i valori di concordia, solidarietà ed emulazione positiva trasmessi da Monsignor Muccin, affinché il patrimonio di memoria delle nostre comunità continui a essere punto di riferimento per le giovani generazioni.







0 commenti