
C’è una forza silenziosa che attraversa la storia dell’emigrazione bellunese, una resilienza che si tempra nelle difficoltà più dure. Lo si è percepito chiaramente oggi, lunedi 30 marzo, nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, dove il presidente Oscar De Bona e il direttore Marco Crepaz hanno accolto con profonda commozione Alessandra Galli, presidente della Famiglia Bellunese di Ginevra.
Alessandra non è solo una rappresentante dei nostri corregionali all’estero; è una testimone della vita che vince. Sopravvissuta alla tragica esplosione di Crans Montana, porta su di sé i segni di un percorso che lei stessa definisce lungo e difficile, ma illuminato da una nuova consapevolezza.
«L’acqua e il fuoco»: un destino legato alla storia
Nelle sue parole, pronunciate con la delicatezza di chi ha guardato l’abisso, emerge un parallelismo che tocca le corde più profonde della nostra terra. «Nella mia famiglia ho vissuto la tragedia dell’acqua e quella del fuoco», ha raccontato Alessandra. Il riferimento è al disastro del Vajont, che colpì duramente i suoi cari, e ora a quanto accaduto in Svizzera. Due elementi primordiali, due ferite che segnano una genealogia di coraggio.
Nonostante il dolore, il sentimento prevalente oggi era la gratitudine. Alessandra ha voluto ringraziare pubblicamente lo staff dell’ospedale Niguarda, che l’ha assistita con professionalità e umanità in questi mesi complessi. Un ringraziamento esteso alla sua famiglia, che le è rimasta accanto senza sosta, e a quella “nuova famiglia” nata spontaneamente tra i superstiti e i parenti delle vittime: un legame indissolubile forgiato nel superamento del trauma.
Uno sguardo al futuro e al 60° dell’Abm
Il cammino verso la completa guarigione sarà ancora lento, ma la determinazione della presidente della Famiglia Bellunese di Ginevra non si è spenta. Anzi, la volontà è quella di tornare a essere immediatamente operativa con il proprio circolo, portando l’energia di chi sa quanto sia prezioso ogni singolo istante.
La sua visita coincide con un anno fondamentale per l’Associazione: il 60° anniversario della fondazione dell’Abm. Alessandra Galli ha confermato la sua volontà di partecipare attivamente alle iniziative in programma, portando la sua esperienza e il suo spirito di servizio.
Accogliendola, Oscar De Bona e Marco Crepaz hanno ribadito come la sede di via Cavour 3 sia, prima di tutto, la casa di tutti i bellunesi, un luogo dove la memoria delle tragedie passate si trasforma in energia per costruire il domani. Alessandra Galli, con il suo sorriso e la sua voglia di fare, è oggi la prova vivente che, anche dopo la prova più dura, è possibile – e doveroso – guardare al futuro con luce.
Nella foto, da sinistra, Marco Crepaz, Alessandra Galli e Oscar De Bona







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