
L’emergenza Covid 19 non ha bloccato le celebrazioni in occasione del 75esimo anniversario della Liberazione. Questa mattina il sindaco di Feltre Paolo Perenzin e il presidente del Consiglio Comunale Manuel Sacchet hanno deposto una corona presso il monumento ai caduti, alla presenza del gonfalone della città.
La cerimonia, nel più stretto rispetto delle norme sul contenimento del virus, si è svolta senza la presenza di pubblico, né dei rappresentanti delle associazioni partigiane, combattentistiche o d’arma, che l’Amministrazione saluta e ringrazia per aver ben compreso l’eccezionalità del momento.
Questo l’intervento del sindaco Paolo Perenzin:
Carissimi concittadini e concittadini il 25 aprile di settantacinque anni fa l’Italia veniva liberata dall’oppressione del regime fascista. Pochi giorni dopo, a Feltre il primo di maggio, la provincia di Belluno veniva liberata dall’occupante nazista. Il 2 giugno 1946, al referendum vinse la Repubblica. Il primo gennaio del 1948 entrò in vigore la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza. Perciò senza il 25 aprile non ci sarebbe stato né il 2 giugno, né la costituzione repubblicana e questo è il motivo per cui il 25 aprile è la vera data fondativa della nostra Repubblica. In questo senso, e solo in questo senso, è la festa di tutti gli italiani. Paride Brunetti Bruno comandante della Brigata partigiana Gramsci operativa sulle vette Feltrine amava ripetere che i tre principi ispiratori della nostra Costituzione sono libertà, democrazia e giustizia sociale. È soprattutto sull’ultimo che si soffermava. Senza giustizia sociale non c’è né libertà e é democrazia. Potremmo dire in estrema sintesi che i primi trent’anni della nostra Repubblica dal ’48 al ’78 sono stati gli anni delle lotte per l’attuazione della Giustizia sociale. In realtà gli ultimi quarant’anni, in particolare l’ultimo trentennio, sono stati potremmo dire gli anni di manovre per cercare di smantellare le conquiste raggiunte. Una prova l’indice di povertà. Oggi ci dice che la ricchezza è concentrata sempre in meno mani. Sono sempre di più le persone che hanno sempre meno e sempre meno le persone che hanno sempre di più. Questa a ben vedere assomiglia molto a una oligarchia: un regime dove pochi potenti, o potremmo anche dire pochi potentati, comandano; fanno il bello e cattivo tempo sopra le nostre teste e noi siamo qui sotto a farci piovere addosso di tutto. Qualche anno fa una cosiddetta agenzia rating disse che era ora che gli italiani cambiassero la propria Costituzione, perché in essa c’erano troppi elementi di socialismo. Io non lo so che cosa volessero davvero intendere, ma se alludevano al fatto che nella nostra Costituzione c’è tanta o troppa ingiustizia sociale allora io rispondo che sono orgoglioso di vivere in un paese che non in una emergenza sanitaria tragica come quella attuale ha trovato, nonostante gli attacchi degli ultimi anni e decenni un Sistema Sanitario Nazionale pubblico per tutti ancora forte e ancora in piedi. E sono orgoglioso di vivere in un Paese dove non passerebbe neanche nell’anticamera del cervello di tracciare per terra, sul parcheggio di periferia, gli stalli dove confinare i senzatetto e i bisognosi. A queste persone noi diciamo, con forza, che prima che ci portino via pezzi della nostra Sanità pubblica, del lavoro, della scuola, dell’università, della ricerca e della Previdenza Sociale prima dovranno passare sui nostri corpi. Viva l’Italia, W l’Europa. Buon 25 aprile a tutti.










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