Il fenomeno dell’immigrazione in Italia spinge a riflettere su un fenomeno analogo e contrario: l’emigrazione degli italiani verso l’America e altre terre verificatasi negli ultimi due secoli. Il volume ne offre un quadro completo attraverso le pagine dei maggiori studiosi e le testimonianze d’epoca: dall’emigrazione prima dell’unità nazionale alla Grande migrazione nell’età liberale, dal periodo fra le due guerre e l’età della ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale alla contemporaneità. Ricordare i decenni in cui gli emigrati erano gli italiani, con uno sguardo storiografico e civile, può servire a capire le storie dei migranti odierni. E nella memoria della sua stessa storia l’Italia può meglio comprendere i flussi migratori epocali che interessano oggi tutta l’Europa.
Una famiglia mobile piemontese. Dall’Italia al Canada e ritorno
di Egidio Rosso
Editore: Graphot
Egidio Rosso narra la storia della sua famiglia da testimone meticoloso: dà conto di personaggi e vicende che rimbalzano dal borgo di Cavour al Canada, per approdare nella borgata agricola torinese di Madonna di Campagna. Racconta dei nonni pionieri, che lavorando come matti fecero quel po’ di fortuna sufficiente a tornare in Italia, dove ripresero a lavorare come matti più di prima. Tanto da non curarsi delle offese del regime fascista di cui non vollero prendere la tessera, delle miserie della guerra, delle ingiurie dei bombardamenti. Questo diario testimonia in modo libero il passaggio fra Ottocento e Novecento offrendoci una lezione di umanità, di integrità etica, lontano da ogni presunzione. Una galleria di protagonisti ai margini dei grandi eventi, che tuttavia disegnano un quadro vivo della nostra memoria.
Un fotografo italiano decide di dar voce ai migranti che vivono clandestinamente nel nostro Paese. Si accampa con loro, raccoglie le loro storie, fotografa la loro quotidianità, nel tentativo di scavare più a fondo nel cuore del tema “immigrazione”. Chi sono queste persone? Cosa pensano di noi? Che visione hanno di uno stato di “emergenza” che dura ormai da troppo tempo? Dagli occupanti dell’ex Moi di Torino ai rifugiati delle baracche nella periferia di Ventimiglia, passando da chi tenta una fuga disperata tra le nevi della Val di Susa, fino ai braccianti del ghetto Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, le storie di N, di J, di L raccontate in “Paradiso Italia” ci permettono di guardare l’immigrazione con occhi diversi, i loro. Attraverso una contaminazione di linguaggi, dove il fumetto aiuta a dilatare il tempo e lo spazio della fotografia, Mirko Orlando firma un’opera di graphic journalism per raccontare una realtà che va oltre gli slogan sulla chiusura dei porti, e nella quale ci si interroga non tanto sugli sbarchi ma sulle tracce lasciate da chi al Mediterraneo, dopotutto, è sopravvissuto.
Gli internati militari italiani in Germania 1943-1945
di Gabriele Hammermann
Editore: Il Mulino
Con l’armistizio del settembre 1943 e il conseguente rovesciamento delle alleanze, i militari italiani si ritrovarono nemici degli ex alleati tedeschi. Salvo quelli, pochi, che accettarono di affiancarsi ai tedeschi e confluire nell’esercito della neonata repubblica di Salò, oltre mezzo milione di soldati italiani furono deportati in campi di concentramento nazisti. Nel libro, una completa e approfondita descrizione dell’esperienza di prigionia degli Imi, gli internati militari italiani in Germania: l’atteggiamento tedesco, le direttive per la loro gestione come forza lavoro nell’industria bellica, le condizioni materiali di vita e di lavoro, dalla caduta di Mussolini al rientro in patria dopo la fine della guerra.
La residenza contesa. Rapporto 2022 sulle migrazioni interne in Italia
a cura di Michele Colucci, Stefano Gallo e Enrico Gargiulo
Editore: Il Mulino
Il volume mette al centro la questione della residenza anagrafica a partire dai flussi migratori interni e internazionali, tema che ha attirato recentemente polemiche e conflitti. I contributi ne ripercorrono le diverse sfaccettature con un approccio multidisciplinare: le implicazioni statistiche, le radici storiche, le battaglie politiche, le considerazioni di carattere sociologico, la ricostruzione delle dinamiche riscontrate dagli operatori nei quartieri delle grandi città. Ogni volta che spostiamo la nostra residenza entriamo nelle statistiche sulle migrazioni interne, fornendo un dato di flusso fondamentale per l’analisi sociale e le relative considerazioni politiche e amministrative. Ma cosa succede quando gli spostamenti effettivi non sono accompagnati da registrazioni ufficiali? Quali sono gli effetti della mancata iscrizione anagrafica? Gli orizzonti che si delineano sono complessi e includono anche esclusione sociale e disuguaglianze nell’accesso ai diritti, che nel Rapporto vengono ricostruite in profondità.
All’inizio del Novecento un antenato dell’autrice lascia improvvisamente l’Italia per motivazioni misteriose: perché partire così, senza avvisare nessuno? Eldorado, Terra Promessa, Paese di Bengodi? Per chi emigra il distacco dalla Patria equivale spesso a morire, e l’approdo in Sudamerica è la speranza di una rinascita. Più di 100 anni dopo l’autrice, dopo essere lei stessa emigrata in Inghilterra, decide di mettersi in viaggio per l’Argentina per ritrovare le radici dell’albero genealogico della famiglia. E le sue ricerche, grazie alla scoperta di documenti d’archivio inseriti nella narrazione, le permettono di ricostruire a poco a poco un affresco storico e sociale di un fenomeno che ha coinvolto una nazione intera: quella di noi italiane e italiani, popolo di migranti.
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