Belluno, un seminario per riscoprire il valore della scrittura a mano

L’Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM), in collaborazione con Accademiabm.it e la Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, promuove il seminario “La scrittura a mano: un’abilità da non perdere”. L’incontro si terrà sabato 25 ottobre 2025, dalle ore 9.00 alle ore 12.00, nella Sala riunioni dell’ABM, in via Cavour 3 a Belluno.

L’iniziativa si propone di riflettere sul valore della scrittura manuale come mezzo di espressione, memoria e relazione. La scrittura a mano, infatti, ha permesso nei secoli di unire il passato al presente e di creare legami profondi tra persone e luoghi lontani.

Durante il seminario sarà ripercorsa la storia della scrittura a mano nelle sue tappe più significative, compresa la sua introduzione nella scuola pubblica. Verranno inoltre presentate testimonianze di emigrazione e integrazione scolastica attraverso lettere e documenti che raccontano esperienze personali e familiari. Tra queste, un caso di integrazione scolastica risalente agli anni Trenta in Egitto e un progetto di laboratori di calligrafia realizzati nella scuola di Laggio di Cadore.

L’incontro sarà aperto da Patrizia Burigo e vedrà gli interventi di:

  • Lucia Molin Pradel, con un approfondimento sulla storia e l’importanza culturale della scrittura a mano;
  • Dino Bridda, che parlerà del ruolo delle lettere nel mantenere vivi i legami con le proprie origini;
  • Renza Moroso, con il racconto Lettere da Kosseir (Egitto), esempio di integrazione scolastica in epoca passata;
  • Monica Vecellio, che presenterà la sua esperienza decennale di insegnamento della calligrafia nelle scuole bellunesi.

Nel corso dell’incontro si rifletterà sul ruolo che la scrittura ha avuto nel progresso umano, culturale e spirituale, e sull’importanza di preservare la scrittura manuale anche nell’era digitale, riconoscendone il valore formativo e la sua funzione di crescita personale.

Il seminario è aperto a tutti e prevede il rilascio di un attestato di partecipazione.
I posti sono limitati ed è necessaria l’iscrizione obbligatoria tramite e-mail all’indirizzo info@bellunesinelmondo.it

“Giornata per ricordare”. A Sospirolo un incontro in omaggio al sacrificio degli emigranti

La Famiglia Ex Emigranti “Monte Pizzocco”, in collaborazione con l’Associazione Bellunesi nel Mondo e con il Comune di Sospirolo, organizza la tradizionale “Giornata per ricordare”, in programma domenica 19 ottobre 2025.

L’appuntamento rappresenta un importante momento di memoria e riflessione dedicato a tutti i caduti sul lavoro, in emigrazione e agli ex emigranti non più presenti.

Prevista una Santa Messa che sarà celebrata alle 10.45 nella chiesa Parrocchiale di Sospirolo. Al termine della funzione religiosa, i partecipanti si riuniranno davanti al Monumento dei Caduti sul lavoro e in emigrazione per la deposizione di un omaggio floreale e per il saluto delle autorità presenti.

Le Famiglie Ex Emigranti del Bellunese prenderanno parte alla cerimonia con il proprio gagliardetto, in segno di appartenenza e continuità con le radici e la storia del territorio.

«Ricordare i nostri emigranti significa rendere onore a chi, con sacrificio e coraggio, ha costruito all’estero il futuro delle proprie famiglie e ha contribuito allo sviluppo del nostro Paese. È un dovere morale e civile mantenere viva la memoria di queste persone, che sono parte integrante della nostra identità collettiva», il pensiero di Oscar De Bona, presidente Abm.

«Questa giornata non è solo un momento di commemorazione, ma anche di riconoscenza. Vogliamo trasmettere ai più giovani il valore del lavoro, del sacrificio e dell’attaccamento alle proprie origini, che hanno sempre contraddistinto la nostra comunità», commenta Marco Perot, presidente della Famiglia Ex Emigranti “Monte Pizzocco”.

L’iniziativa, che unisce memoria, riconoscenza e senso comunitario, intende mantenere vivo il legame con chi ha lasciato la propria terra in cerca di un futuro migliore, contribuendo con impegno e dedizione alla crescita delle nostre comunità.

Per informazioni:
Tel. 0437 941160
email: info@bellunesinelmondo.it

Cencenighe accoglie la Giornata dei Soci della Famiglia Ex Emigranti dell’Agordino

A Cencenighe la tradizionale Giornata dei Soci della Famiglia Ex Emigranti dell’Agordino. Appuntamento domenica 19 ottobre.

L’incontro rappresenta un importante momento di condivisione, memoria e comunità per tutti coloro che hanno vissuto l’esperienza dell’emigrazione, nonché per i loro familiari e amici.

Il programma della giornata si articolerà come segue:

  • ore 10.30 – Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Cencenighe Agordino, accompagnata dalla Schola Cantorum di La Valle;
  • ore 11.15 – Omaggio al monumento agli emigranti dell’Agordino in piazza Giovan Battista Pellegrini, 1 (Nof Filò);
  • ore 11.45 – Presso la sala consiliare del Comune di Cencenighe, incontro con il giornalista Egidio Pasuch, che presenterà il suo nuovo libro “Silicosi. L’olocausto dimenticato della montagna veneta”. Seguirà un rinfresco conviviale.
  • Ore 13.00 – Pranzo con musica dal vivo della cantante Daniela Trentin, presso il ristorante Monte Civetta di Listolade.

Per partecipare al pranzo è richiesta la prenotazione al numero: 339 2114469.

L’evento si propone di mantenere vivi i legami con le radici, valorizzando le storie personali e collettive di chi ha vissuto l’esperienza migratoria, rafforzando l’identità culturale della comunità agordina nel mondo.

A Libano di Sedico Pasuch presenta il libro “Silicosi”

Sabato 18 ottobre, a Libano di Sedico (Palazzo ex De Bertoldi), verrà presentato il libro “Silicosi. L’olocausto dimenticato della montagna veneta” (Bellunesi nel mondo edizioni, 2025), scritto da Egidio Pasuch, che sarà presente all’incontro per dialogare con il pubblico e raccontare la genesi della sua opera. L’appuntamento si terrà alle ore 17.00.

L’evento è promosso in collaborazione con il Comune di Sedico, il Circolo Ricreativo e Culturale “San Giorgio” e la Piccola Biblioteca Libera di Libano, con il sostegno dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

Il volume di Pasuch affronta con rigore e sensibilità una delle pagine più drammatiche e meno conosciute della storia del Bellunese e della montagna veneta: quella della silicosi, la malattia che, tra gli anni Sessanta e Settanta, ha tolto la vita a migliaia di lavoratori.

Un dramma di proporzioni immense — “un Vajont ogni dieci anni”, come veniva detto allora — che trasformò intere comunità in “villaggi di vedove”.

La silicosi, definita “la più micidiale malattia professionale dell’era moderna”, rappresentò per tanti minatori, cavatori e galleristi una sentenza ineluttabile, il triste epilogo di anni di duro lavoro e sacrificio, vissuti nella speranza di garantire un futuro migliore alle proprie famiglie.

Con questa nuova pubblicazione, Egidio Pasuch riaccende la luce su una strage silenziosa e spesso dimenticata, figlia dell’emigrazione e del lavoro nelle miniere e nelle gallerie.

“Silicosi. L’olocausto dimenticato della montagna veneta” si presenta come un atto di memoria collettiva, un faro acceso sul buio dell’oblio — e sul buio della miniera — per restituire dignità e voce a chi non l’ha avuta.

L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza.

Clicca QUI per visualizzare la locandina dell’evento.

La strage silenziosa della silicosi: a Lentiai la presentazone del libro di Egidio Pasuch

Questa sera a Lentiai la presentazione del libro “Silicosi. L’olocausto dimenticato della montagna veneta” (Bellunesi nel mondo Edizioni 2025), di Egidio Pasuch, con la partecipazione dell’autore. L’evento è organizzato in collaborazione tra Comune di Borgo Valbelluna, SOMS Lentiai, Auser Lentiai e Famiglia Ex Emigranti della Sinistra Piave.

Il libro

Un Vajont ogni dieci anni. La tragedia che con le sue 1.910 vite ha segnato per sempre il Bellunese fu, tra gli anni Sessanta e Settanta, il paragone per descrivere la mortalità da silicosi in provincia di Belluno. Un dramma di portata così tremenda che per le vallate dolomitiche venne coniata l’agghiacciante espressione di «villaggi di vedove», tante erano le vittime di questa malattia professionale, «la più micidiale dell’era moderna». Una sentenza. Triste “premio” dopo anni di duro lavoro in miniera, nelle cave, nelle gallerie, che consumava, toglieva il respiro, in una lenta, lucida e precoce agonia. Una strage silenziosa, figlia dell’emigrazione. Strage della quale, conclusa l’epoca in cui si partiva consapevoli dell’epilogo ma disposti al sacrificio pur di garantire un futuro migliore alla propria famiglia, si è persa la memoria, perlomeno quella collettiva. Questo libro, come un faro puntato sul buio dell’oblio, che è anche il buio della miniera, offre un percorso grazie al quale ricordare quell’olocausto dimenticato.

L’autore

Laureato in Lettere moderne all’Università degli Studi di Padova, per quarant’anni Egidio Pasuch ha insegnato Italiano e Storia nelle scuole superiori dell’Agordino e del Bellunese. Da oltre quarant’anni collabora come giornalista con il quotidiano Il Gazzettino e con il settimanale L’Amico del Popolo. In passato, ha collaborato con l’emittente televisiva TeleBelluno. È autore del libro “I neri fantasmi di Marcinelle. Storia (e storie) dell’emigrazione bellunese in Belgio” (Bellunesi nel mondo Edizioni, 2024).

Clicca QUI per visualizzare la locandina dell’evento.

A Sedico la presentazione del libro “Silicosi. L’olocausto dimenticato della montagna veneta”

A Sedico, nell’ambito della 46ª Mostra Mercato di Villa Patt, verrà presentato il volume “Silicosi. L’olocausto dimenticato della montagna veneta” (Bellunesi nel mondo Edizioni, 2025), scritto dal giornalista e ricercatore Egidio Pasuch. Appuntamento domenica 28 settembre alle 14.00.

Il libro affronta con rigore e sensibilità una delle pagine più drammatiche e dolorose della storia del Bellunese: la tragedia della silicosi.

Negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso il numero delle vittime di questa malattia professionale fu tale da essere paragonato a un “Vajont ogni dieci anni”. Un problema che segnò profondamente intere comunità. Non a caso, nacque l’espressione agghiacciante di “villaggi di vedove” per descrivere i paesi delle vallate dolomitiche falcidiati da lutti prematuri.

Una lenta e lucida agonia che colpiva uomini i quali, pur consapevoli dei rischi, accettavano lavori pesanti e logoranti per assicurare un futuro dignitoso alle loro famiglie.

Il lavoro di Pasuch si propone come un faro puntato sull’oblio di quella strage silenziosa, riportando alla memoria collettiva un olocausto dimenticato, troppo spesso rimosso dalla coscienza pubblica.

Attraverso testimonianze, dati e ricostruzioni storiche, l’opera invita a non dimenticare il sacrificio di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie, affinché quella pagina di dolore non venga relegata ai margini della storia.

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