
Il mondo dell’industria bellunese e del Cadore è in lutto per la tragica scomparsa di Giuseppe De Menego, imprenditore cadorino e figura simbolo dell’occhialeria italiana, morto a causa di un incidente stradale. Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti e di Anfao, esprime il cordoglio del settore: «Siamo sconvolti e addolorati per la tragica fine di Giuseppe De Menego. Ci stringiamo alla famiglia e a tutti i suoi collaboratori. Se ne va un ambasciatore autentico dell’occhialeria e del Cadore, al quale tutti noi dobbiamo essere grati». Parole che testimoniano l’impatto di De Menego, una personalità instancabile e radicata nel territorio, la cui azienda è diventata un riferimento per molte realtà del Distretto dell’occhialeria.
Il ricordo si unisce al cordoglio di Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, che rende omaggio a De Menego definendolo un «imprenditore illuminato e legatissimo al territorio. Un simbolo di quel prodotto straordinario che è l’occhialeria bellunese, che ha saputo valorizzare fino in fondo e di cui è stato a suo modo un ambasciatore». Il negozio di Demenego a Calalzo di Cadore, sottolinea Padrin, è stato un punto di riferimento per il turismo e la comunità locale, rappresentando «la capacità tipica dei bellunesi di mettere a frutto competenze, lungimiranza e saper fare artigiano».
Anche Silvia Calligaro, vicepresidente della Provincia e sindaco di Vigo di Cadore, ricorda l’imprenditore con affetto e riconoscenza: «Il Cadore perde tantissimo, perché Beppino Demenego, uomo cadorino fino in fondo, è stato sempre un elemento di aiuto e sostegno per il territorio». Calligaro evidenzia come De Menego fosse legato ai suoi dipendenti, considerati il vero valore aggiunto dell’azienda, e fosse promotore di benessere e crescita economica per il Cadore, anticipando anche i temi del welfare aziendale.
Impegnato a sostenere la comunità non solo con il lavoro ma anche attraverso sponsorizzazioni per eventi sportivi e sociali, De Menego lascia un vuoto profondo, accompagnato dalla gratitudine di chi ha visto in lui un pilastro della crescita e della solidarietà del Cadore.







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