Cronaca di un ritrovamento

da | 1 Apr 2015

Tempo di lettura: 7 minuti

Foto del ritrovo dei Tormen in Brasile

Gli incontri, quelli che ricordiamo davvero, sono attimi in cui la vita, nostra e spesso di chi ci sta intorno, si colora di una nuova sfumatura. Da quel preciso istante in cui conosciamo una persona, qualcosa che fino a prima non ci apparteneva fa breccia nel nostro pensiero e nella nostra storia. D’ora in avanti farà parte di noi.

E fu proprio uno di questi incontri quello che avvenne nell’estate del 2009, anticipato da una telefonata della Prof.ssa Dina Vignaga.

La Prof.ssa Dina Vignaga era una insegnante delle scuole medie ed ora trascorre la sua pensione negli archivi parrocchiali di Trichiana, Limana e Castion: a chi le chiede notizie storiche della propria famiglia, gentilmente si dedica anima e corpo alla ricerca. Anch’io un giorno le chiesi se mi potesse aiutare a trovare notizie della mia famiglia, cosa che lei fece, e continua a fare.

Nella telefonata mi disse che c’era una persona che cercava di risalire alle origini della propria famiglia ed aggiunse che probabilmente, grazie a questa persona, si poteva finalmente capire che fine avesse fatto Basilio, un fratello di mio nonno, la cui discendenza era sconosciuta.

Non fu possibile rintracciare la persona misteriosa subito e dovetti contattare il giorno seguente Giorgio Fornasier, che per primo l’aveva sentita e indirizzata a Trichiana. Le informazioni che riesce a darmi sono preziose: mi dice che alloggia a Belluno ed ha anche il suo numero di cellulare.

Provai a chiamare subito e mi rispose un donna.

Le spiegai che ero la persona che stava cercando e che l’avrei raggiunta a Belluno, l’appuntamento era per le 15 in piazza Duomo. Non aggiunsi altro.

Puntualmente io e mia moglie Silvana raggiungemmo la piazza, deserta sotto il sole cocente nel pomeriggio, solo una donna era seduta all’ombra del Duomo. Non sembrava la persona che stavamo cercando, infatti questa era una bella ragazza giovane, sicuramente bellunese, mentre noi ci aspettavamo una donna di mezza età. Non c’era dubbio che non fosse lei.

Così entrammo nel Duomo, deserto come la piazza e uscendo sempre e solo quella ragazza seduta. Iniziai a pensare che forse sarebbe potuta essere lei e mi venne in mente che potrei provare a chiamarla al cellulare, così se dovesse muoversi per prendere il telefono l’avrei capito subito. Ma nella fretta sbagliai numero.

Dopo un po’ di attesa l’unica cosa che rimase era provare di persona.

Si presentò: Maria Aparecida Tormen e con lei aveva il certificato di nascita e di matrimonio di Basilo Tormen e Vittoria Merlin. Ormai non c’era più nessun dubbio che quella ragazza fosse una discendente della nostra famiglia.

Passammo con lei il resto del pomeriggio bevendo qualcosa al bar e ci dette le prime informazioni della sua famiglia in Brasile soffermandosi in particolare su suo cugino Maximino, che più volte aveva cercato proprio a Belluno le loro radici, ma sempre era stato indirizzato nel Castionese visto che è la zona di origine dei Tormen e dove ci sono ancora diverse famiglie.

Più avanti avremmo avuto il grande piacere di incontrare e conoscere Maximino: Basilio era il suo bisnonno e grazie anche al coraggio che ebbe il suo avo di partire verso quel paese sconosciuto, oggi lui e la sua famiglia possiedono diverse attività industriali nel settore della carta e alimentare con la produzione della “evramate”, una specie di tè molto diffuso nel Sud America.

Il pomeriggio è ormai finito e nel lasciarci le chiedo se ci sarebbe stata occasione per un altro incontro prima del suo rientro a casa e con soddisfazione Maria ci disse di dover andare in Germania, ma al suo ritorno si sarebbe fermata volentieri se l’avessimo ospitata due o tre giorni.

E così fu. In quei tre giorni le facemmo visitare Trichiana, poi una gita fino alla  Marmolada per vedere per la prima volta nella sua vita la neve e infine, l’ultimo giorno, la Messa e la cena con i parenti e la chitarra di Giorno Fornasier al ristorante da Canton.

Questo è stato il primo contatto con i nostri parenti d’oltreoceano, un incontro di quelli che si ricordano davvero, soprattutto perché ha dato il via a svariate visite negli anni successivi.

E fu proprio durante una di queste viste, nel 2012, che Maximino e sua moglie Inez ci invitarono alla festa che si sarebbe tenuta nel gennaio 2013 a Fagundes Varela, la città brasiliana in cui vivevano i suoi antenati, nella regione di Rio Grade do Sul. Sulle prime un viaggio così impegnativo non raccolse subito un gran numero di partecipanti, ma con il tempo e la curiosità che man mano cresceva, il giorno della partenza per il Brasile ci ritrovammo in 20 persone.

La partenza era fissata per il 22 gennaio. Ad attenderci all’arrivo a Rio de Janeiro, dove sosteremo per i primi tre giorni del viaggio, ci sono Maria, Milton e i coniugi Centenaro Luiz e Simone. Ospitati come dei vecchi amici nella fazenda di Joao Mendez, un amico di Maximino, in un posto fantastico a 40 km da Rio, visitiamo in quei tre giorni i posti più caratteristici della città: le spiagge di Copacabana, Ipanema, il Corcovado , il Sambodromo, la nuova e vecchia cattedrale .

Il giorno 25 partiamo in aereo per Porto Alegre, dove arriviamo in serata e dopo una rapida visita anche a questa città, ci attende il pullman che ci porterà a Caxias. Lì si inizia a sentire la presenza dei coloni di fine Ottocento soprattutto quando visitiamo il museo, dove andò anche il Presidente della Repubblia  Luigi Gronchi e dove sono conservati attrezzi, sementi e lettere che i migranti si scambiavano. Anche le porte della cattedrale parlano italiano, infatti sono state scolpite dal Murer e anche la via crucis che si trova all’interno è davvero suggestiva.

Nel pomeriggio è prevista la partenza per Villa Flores dove ad attenderci ci sono Maximino, Inez ed altri oltre alle campane suonate a festa e ai petardi sparati per accoglierci. Un momento inaspettato ed emozionante, bagnato anche dalle prime lacrime in terra brasiliana. Alla sera partecipiamo al Filò: una rappresentazione delle serate di un tempo, dove si racconta la storia della grande emigrazione in Brasile di fine Ottocento. Assaggiamo i poveri cibi di allora a base di polenta ed i “pignai”, semi delle pigne di arocaria .

E finalmente il giorno più importante, quello della vera e propria Festa dei Tormen, è giunto. Il 27 gennaio si apre con l’arrivo alla cappella di S. Joao dove si terrà la messa, proprio nella chiesa che frequentavano Basilio e Vittoria. Nel sagrato c’è un banchetto per la registrazione dove comunicare il nome dei propri genitori e il ramo della famiglia da cui discendono, e la chiesetta è colma di persone da non riuscire nemmeno a contenerle tutte. Un altro momento davvero toccante. E poi iniziano i festeggiamenti con la foto ufficiale e nel salone adiacente per assaporare il churrasco e per lo scambio dei doni. E’ ancora presente anche in questa comunità l’impianto classico dei primi insediamenti dei coloni: la chiesa, il salone delle feste e la scuola.

Per finire questa giornata importantissima visitiamo il cimitero dove sono sepolti Basilio e Vittoria.

Nei giorni seguenti visitiamo Erechim, città in cui vivono Maximino, Maria e altri Tormen e con orgoglio entriamo in alcune aziende tra cui la cartiera e la fabbrica di evramate che esporta i propri prodotti prevalentemente in Cile e Argentina, e altre realtà manifatturiere come Cavalletti che costruisce sedie e poltrone e che fornisce anche delle compagnie aeree.

Il viaggio si conclude il 31 gennaio con la visita alle cascate di Iguazu e alla grande centrale idroelettrica di Itaipu sempre accompagnati da un folto gruppo di brasiliani.

Si ritorna in Italia. Anche il tempo, sempre rimasto bello per tutto il periodo, alla nostra partenza sta volgendo al brutto.

Chi ha la sfortuna di aver la famiglia spezzettata per varie parti del mondo, sa quanto questo possa tramutarsi in una fortuna nell’istante del ritrovamento, perché le emozioni e le esperienze che ci si scambia sono una ricchezza inestimabile e da rincorrere con tutte le forze che abbiamo.

Anche se questo significa arrivare quasi fino alla fine del mondo.

Oreste Tormen

Foto del ritrovo dei Tormen in Brasile

Foto del ritrovo dei Tormen in Brasile

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