«Dobbiamo, con molto rammarico e amarezza, registrare che, per quanto a nostra conoscenza, c’è una totale assenza di partecipazione delle Autorità Italiane alla tragedia che sta colpendo l’Australia, non avendo notizia neppure di un formale comunicato da parte di una qualche Autorità Italiana (Ministero degli Affari Esteri, Presidenza del Consiglio dei Ministri e, neppure, Presidenza della Repubblica), come segno di vicinanza e di amicizia tra l’Italia e l’Australia». Lo scrivono, in una lettera indirizzata all’Ambasciatrice d’Italia a Canberra, Francesca Tardioli, i rappresentanti di Comites e Cgie in Australia.
«Ci risulta – sottolineano i rappresentanti della comunità italiana – che molte persone di origine italiana qui residenti siano direttamente coinvolte e stiano pagando un prezzo altissimo in termini personali, con grave compromissione o distruzione dei loro beni».
Eppure, la protesta dei membri di Comites e Cgie: «solo negli ultimissimi giorni sono comparsi su quasi tutti i siti consolari dell’Australia alcuni numeri di telefono da contattare, senza peraltro indicare concretamente quali servizi siano disponibili e fornibili e a favore di chi siano diretti. Ricordiamo anche a tutti che in occasione di tragedie italiane, le autorità e le popolazioni Australiane hanno sempre e concretamente dimostrato la loro partecipazione e vicinanza. Auspichiamo con forza – conclude la missiva – che presto si ponga rimedio a queste che noi consideriamo gravi carenze, riaffermando il legame forte tra i due paesi».







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