Approvato dal Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie) un documento con alcune proposte per rendere più sicuro il voto dei connazionali nel mondo. Le riportiamo di seguito.
Trasparenza della stampa delle schede
Il Ministero dell’Interno provvede direttamente alla stampa delle schede, a cura del Poligrafico dello Stato, e all’invio alle sedi diplomatico-consolari.
Invio dei plichi elettorali
Nei Paesi in cui le poste non funzionano, le sedi diplomatico-consolari inviano agli elettori il plico tramite lettera raccomandata o con altro sistema che ne attesti la ricezione da parte dell’elettore stesso.
Restituzione dei plichi elettorali
Le buste inviate dagli elettori agli uffici consolari e i plichi non recapitati sono custoditi in uno spazio esclusivo riservato all’ufficio elettorale consolare e al comitato elettorale, in modo da garantirne l’inviolabilità fino all’atto del loro inoltro all’Ufficio centrale per la Circoscrizione Estero.
Tracciabilità e corretta identificazione dell’elettore tramite codice a barre
La misura messa in atto dalla Farnesina con l’inserimento del codice a barre è da mantenere, apponendolo sulla busta affrancata che l’elettore deve restituire al Consolato per garantire la tracciabilità dei plichi elettorali e sulla busta bianca per verificare attraverso l’uso degli appositi lettori assegnati presso i seggi che l’elettore non abbia già votato. Dopo quest’ultima verifica la busta bianca va aperta e immediatamente scartata, mentre la scheda o le schede in essa contenute devono essere inserite nell’urna per lo spoglio.
Spedizione delle schede votate
Una volta espresso il proprio voto sulla scheda elettorale, l’elettore è tenuto a introdurre nell’apposita busta bianca la scheda o le schede elettorali, a sigillare la busta e introdurla nella busta affrancata con il codice a barre e a spedirla all’ufficio elettorale consolare competente.
Scrutinio
Al fine di migliorare le operazioni di scrutinio dei voti, il Cgie propone, in alternativa allo spoglio nell’unica sede di Castelnuovo di Porto, di prevedere l’istituzione, presso le Corti d’appello di Roma, Firenze, Milano e Napoli, degli uffici centrali per lo spoglio, ciascuno competente per una delle Ripartizioni estere; oppure di effettuare lo scrutinio nelle sedi diplomatico-consolari.
Campagna informativa
In tutte le comunità all’estero, l’informazione sulla vita politica italiana deve essere offerta con continuità e non soltanto nel breve periodo pre-elettorale. Occorrerà prevedere la creazione e diffusione su tutti i media degli italiani all’estero, cartacei, audiovisivi, sia rubriche di “educazione civica” sia una capillare campagna di comunicazione per dare corrette, imparziali e dovute informazioni all’elettore, attraverso tutti i mass media, sia in lingua italiana sia nelle lingue locali.
Voto all’estero. Le proposte del Cgie per migliorare le procedure
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