Inizio primavera 1939. Eccezionali fenomeni atmosferici – con abbondanti nevicate accompagnate da venti impetuosi noti per la loro devastante violenza – si abbattono sui Pirenei dove sono in fase di ultimazione le opere dei bacini montani di Izourt e di Gnioure, che andranno ad alimentare le centrali idroelettriche della più grande fabbrica europea di alluminio, ad Auzat in Ariège. In ambedue i cantieri è impiegata una preponderante forza lavoro di immigrati italiani che dovrà affrontare esperienze drammatiche e sconvolgenti. A Izourt, una bufera di vaste proporzioni scardinerà i tetti di due solidi fabbricati in muratura mentre vi dormivano decine di lavoratori italiani. A Gnioure, per scampare alla morte e tentare la discesa a valle, gli operai sfideranno la sorte con la traversata di due vette in temibili condizioni invernali, muniti soltanto di barre di ferro e di cazzuole per le arrampicate su crinali fortemente inclinati. Alla fine le vittime della sciagura saranno 31, 29 lavoratori italiani, 4 i bellunesi: Remigio Ferigo di Sedico, Giuseppe Martini di Vigo di Cadore, Primo Mondin di Quero e Lucindo Paniz di Santa Giustina.A ottant’anni di distanza, per ricordare il triste evento l’Associazione Bellunesi nel Mondo propone la presentazione del libro di Renza Bandiera “Izourt. Il dramma degli immigrati italiani sulle dighe dei Pirenei francesi”. Appuntamento venerdì 5 aprile a Villa Patt di Sedico (in sala Convegni), ore 20.30. Sarà presente l’autrice. Introduce Gioachino Bratti, presidente del Comitato di gestione della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”. Interverranno Carlo Mazzanti, editore di ME Publisher, Mazzanti Libri e Bruno Giuseppe Moretto, già presidente dell’Associazione Veneziani nel Mondo e dell’Alleanza Franco-Italiana.L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, in collaborazione con il Comune e la Pro Loco di Sedico e con la Famiglia Ex Emigranti Monte Pizzocco.

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