88 giorni nelle farm australiane. Nuovo libro per la Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”.

da | 2 Ago 2019 | 0 commenti

Tempo di lettura: 2 minuti

Gli 88 giorni nelle farm australiane visti come un moderno rito di passaggio. Una fase di limbo che segna un passaggio tra due status, un percorso di crescita in grado di sancire un prima e un dopo nella vita di chi lo intraprende.
Sono oltre 10 mila i giovani italiani che ogni anno partono per l’Australia con il visto vacanza-lavoro. Più di 2mila usufruiscono – proprio attraverso gli 88 giorni nelle farm – del secondo visto. Chi sono, perché partono, perché scelgono l’Australia, cosa vi trovano e perché cercano di rimanerci lo spiegano Giuseppe Casarotto e Michele Grigoletti nel libro “88 giorni nelle farm australiane: un moderno rito di passaggio”, da poco pubblicato dalla Fondazione Migrantes.
Una raccolta di oltre 80 testimonianze, positive e negative, a proposito di un’esperienza che a molti ha cambiato la vita. «Sono giovani ricchi di energia, idee, entusiasmo, e sono frizzanti come lo si deve essere a vent’anni – spiegano gli autori -. Sono inizialmente insicuri, confusi e titubanti ma anche volenterosi, capaci e intraprendenti; si impegnano fino all’estremo delle forze nell’affrontare sfide e difficoltà quotidiane per raggiungere l’obiettivo del secondo visto vacanza-lavoro, e ottengono piccoli e grandi risultati. Sono ragazzi innamorati dell’Italia che sentono il bisogno di un’esperienza totalmente nuova. Nei loro racconti portano un conflitto di appartenenza: l’Italia rimane la loro casa ma per poter crescere scelgono l’Australia. Essi sono – spiegano Casarotto e Grigoletti – come auto da corsa, percepiscono l’Italia come un garage e l’Australia come un’autostrada. Si sentono “Ferrari in garage”. Il viaggio down under rappresenta l’occasione per un cambiamento profondo e la farm è il luogo che facilita la trasformazione. Questi giovani rientrano spesso in Italia con maggiore motivazione ed entusiasmo. Sono pronti a impegnarsi, a dare il meglio di sé e noi abbiamo il dovere di provare a comprenderli».
Il libro è disponibile per il prestito, la consultazione e l’interprestito presso la Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”.
Per maggiori informazioni:
biblioteca.migrazioni@bellunesinelmondo.it
Tel. + 39 0437 941160
FB: bibliotecaemigrazione

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