66. Inaugurato il Monumento all’emigrante agordino

da | 2 Mag 2017

Tempo di lettura: 3 minuti

Anche l’Agordino ha il suo monumento all’emigrante. L’inaugurazione si è tenuta nella giornata di domenica 30 aprile a Cencenighe, con la partecipazione delle Famiglie Ex emigranti, del Direttivo ABM, dei primi cittadini della conca agordina e dell’intera comunità.

Un’iniziativa voluta con forza dalla Famiglia Ex Emigranti dell’Agordino, guidata da Lucia De Toffol, e sostenuta dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, dai sindaci agordini, dal Consorzio Bim Piave e da numerosi privati.

Sulla piazza antistante il Nof Filò è stata scoperta e benedetta un’opera, a firma del compianto Franco Fiabane, posizionata su un blocco di Dolomia del Serla proveniente dalla cava di San Tomaso.

«Questo monumento si trova sopra il cimitero portato via dall’alluvione del 1966. Quei morti erano anche migranti. A loro, e a tutti gli altri agordini per le vie del mondo con il loro lavoro, va il nostro ricordo»: queste le parole della presidente Lucia De Toffol. Le ha fatto eco il presidente ABM Oscar De Bona, che ha coordinato la cerimonia: «Ringrazio tutte le persone e gli Enti che hanno permesso di concretizzare questo monumento da un forte valore simbolico. Il futuro si costruisce solo conoscendo il nostro passato. E il passato bellunese parla di emigrazione e di quanto fatto dai nostri emigranti per lo sviluppo del nostro territorio». Sono intervenuti anche i senatori Bellot e Piccoli, oltre all’assessore dell’Unione Montana Agordina, nonché sindaco di Alleghe, Siro De Biasio.

Una riflessione è stata portata anche dal sindaco di Cencenighe, William Faè: «Questo è un grande segno per tutto l’Agordino e per il nostro comune. In tutte le nostre famiglie c’è stato un emigrante. La mia generazione non ha dovuto scegliere di emigrare, in passato invece non c’è stata scelta».

Sempre De Bona ha letto un messaggio da parte del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, impossibilitato a presenziare la cerimonia.

Cerimonia iniziata con la Santa Messa, celebrata dal delegato diocesano monsignor Umberto Antoniol, a ricordo di tutti gli emigranti scomparsi e accompagnata dal coro parrocchiale. Quindi il corteo, con la Banda da Fodom in testa e tutti i gagliardetti delle Famiglie ex emigranti bellunesi, ha raggiunto il Nof Filò.

A conclusione lo stesso monsignor Antoniol ha benedetto il monumento ricordando anche le oltre 30mila persone annegate nel Mediterraneo in questi ultimi anni: «Anche loro – ha evidenziato Antoniol –  come i nostri emigranti, fanno parte di quell’umanità in movimento che si è sacrificata per tutti noi».

 

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