Emigrazione di ieri, immigrazione e mobilità giovanile. In una sola parola migrazioni. Questo il tema della giornata organizzata dalla Famiglia Ex emigranti dell’Agordino svoltasi domenica 29 aprile a Cencenighe Agordino.

L’omelia, celebrata nella chiesa parrocchiale di Cencenighe da don Luigi Canal – per oltre trentanni missionario in Brasile – si è focalizzata sul sacrificio di migliaia di Agordini che tra la fine dell’Ottocento e gli anni Settanta del Novecento furono costretti ad emigrare per cercare un futuro dignitoso per se stessi e la propria famiglia. «Doveroso il nostro ricordo e la nostra preghiera a quanti sono morti all’estero – la riflessione di don Luigi – e oggi il nostro impegno e la nostra solidarietà devono essere rivolti agli immigrati, che vengono nella nostra terra per cercare quello che cercammo anche noi all’estero».

Dopo la Santa Messa il corteo, rappresentato dai gagliardetti delle Famiglie Ex emigranti e del Gruppo Alpini e da numerosi sindaci dell’Agordino, ha raggiunto la piazza del Nof Filò dove è presente il monumento all’emigrante inaugurato nel 2017.

Una commossa Lucia De Toffol, presidente della Famiglia Ex emigranti dell’Agordino, ha ricordato i morti in terra di emigrazione: «Noi siamo qui per ricordare. Noi siamo qui per non dimenticare. L’Agordino è stata terra di emigrazione e il nostro sviluppo lo dobbiamo ai nostri emigranti». La parola è passata, in rappresentanza del territorio Agordino, al sindaco di Alleghe Siro De Biasio: «Doveroso il ricordo dei nostri emigranti e, come sottolineato dal parroco don Luigi, necessaria l’accoglienza agli immigrati. Importante però che gli immigrati rispettino le regole, quelle regole che anche noi quando eravamo all’estero abbiamo sempre rispettato».

A conclusione il presidente Abm Oscar De Bona ha voluto ringraziare tutti i presenti: «Ringrazio i sindaci e i rappresentanti sindaci dei Comuni di Falcade, Alleghe, Taibon Agordino, Valle Agordina, Voltago Agordino, Selva di Cadore, Agordo e Rocca Pietore che hanno voluto essere partecipi a questa cerimonia. Con loro anche le nostre Famiglie Ex emigranti e i validi alpini». «Come detto Lucia – ha continuato De Bona – siamo qui per non dimenticare. E questo impegno l’Abm continua a farlo da oltre mezzo secolo».

Momento toccante della giornata il ricordo del figlio della signora Soppelsa (ex emigrante agordina in Lussemburgo, ndr) che perse la vita nel 1968 a Lussemburgo a causa di un pirata della strada. «E’ seppellito in un cimitero di Lussemburgo – il commento di De Bona – e sarà nostro impegno, in uno dei prossimi viaggi in Europa, di portargli un mazzo di fiori».

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