La Farnesina ha presentato ieri un’iniziativa per la promozione del cosiddetto “turismo di ritorno: viaggi verso il nostro Paese di italiani ed italo-discendenti residenti all’estero.
Tale modello turistico – sottolinea il Ministero – può interessare un bacino potenziale stimato tra i 60 e gli 80 milioni italo-discendenti, che intendono ristabilire un contatto con il luogo di provenienza familiare e ritrovare un sentimento di appartenenza con i luoghi di origine. E’ partendo da questa valutazione e dalla ricerca di sinergie operative che è stato organizzato l’evento, promosso dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero, insieme alla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese “Il turismo delle radici – è una delle riflessioni portata dal Direttore Generale Vignali. – rappresenta una straordinaria opportunità per aprire l’Italia a nuovi flussi di visitatori e per valorizzare luoghi e borghi italiani non ancora coinvolti dal turismo di massa,  Connazionali e italo-discendenti sono del resto i primi consumatori dei prodotti locali, realizzati da artigiani e i cui ricavi vengono interamente riassorbiti dallo sviluppo dell’economia locale” ha ricordato Vignali. Nel suo intervento, il Direttore Generale per la Promozione del sistema Paese, Vincenzo De Luca, ha ricordato che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha avviato una strategia di promozione integrata, denominata Vivere all’italiana, che riunisce tutte le migliori qualità espresse dal tessuto culturale, economico e sociale dei nostri territori e che vede la rete diplomatico-consolare e degli Istituti di Cultura divenire il perno dell’azione di promozione all’estero dell’immagine e dell’eccellenza italiana.

Presenti all’incontro, su invito della Farnesina, anche il presidente Abm Oscar De Bona e, per i Bellunesi di Roma, Vittoriano Speranza.

«E’ stato un incontro molto interessante – il commento del presidente De Bona – da sempre la nostra associazione sostiene e promuove il “Turismo delle radici”. Non da ultimo il corso che abbiamo organizzato l’anno scorso, con il sostegno della Regione Veneto, ma anche tutti i soggiorni che seguiamo anche attraverso i nostri validi volontari. Da ricordare anche il sito visitdolomites.com, che ha una pagina dedicata proprio ai circoli delle associazioni (tra cui l’ABM) in emigrazione presenti all’interno del territorio delle Dolomiti Unesco».

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