207. Bellunesi a Mosca. Diario di un viaggio

da | 16 Lug 2019 | 0 commenti

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Ritornare a Mosca dopo trentasei anni è stata una vera emozione. Aver vissuto nella capitale dell’Urss e avere lavorato per circa dodici anni, dal 1967 al 1983, all’Ambasciata d’Italia, con un intervallo di tre anni trascorsi al Consolato di Baden (Svizzera), fu una esperienza unica. Un lungo periodo, in cui Leonid Breznev era al potere, sostituito solo alla sua morte, nel 1982, da Jurij Andropov. Ci vorrebbe un libro per raccontare quei lunghi anni della mia giovinezza.A fine maggio, assieme a mia moglie Franca, abbiamo deciso di visitare Mosca, città dove ci siamo conosciuti nel 1970. Fin dall’aeroporto, l’impatto è stato sorprendente, con procedure molto più veloci. La città, poi, l’abbiamo trovata bellissima, con i suoi maestosi edifici, le strade e la splendida metropolitana pulitissime, sembrava di essere a Tokyo, o in una delle maggiori grandi e ricche capitali del globo.Io e mia moglie ci siamo fatti travolgere dalle attrazioni: dal Teatro Bolshoi alla Piazza Rossa, dai numerosi importanti musei, per non citarne che alcune. Ci siamo trovati lì, proprio in occasione dei festeggiamenti del 2 giugno, e, assieme a vecchi amici italiani, ritrovati dopo quasi 40 anni, abbiamo partecipato alla Festa Nazionale Italiana, organizzata da Ambasciata e Consolato Generale d’Italia. Nel corso della cerimonia, dopo aver conosciuto il nostro amato cantante Albano Carrisi, ospite per l’occasione, ho avvicinato un dipendente del Consolato e presentandoci, ho avuto la sorpresa di scoprire che si trattava di un collega di Longarone. Non potevo crederci. Il signor Giuseppe Zandonella Bolco (nella foto con il sottoscritto), il quale in passato  ha prestato servizio in varie sedi, a fine anno lascerà Mosca e partirà per il Centro America. È stato come ripetere un’esperienza vissuta negli anni ‘70, all’aeroporto di Scheremetevo, quando incontrai, casualmente, l’amico Mario Da Rech di Sedico, tecnico di una nota Società italiana, che si recava in una località interna dell’Urss, per il montaggio di una fabbrica. Anche questi sono “Bellunesi nel Mondo”.

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