Ricordi, emozioni, riflessioni nella serata di sabato 31 gennaio scorso nel Piccolo Teatro “G. Pierobon” di Paiane di Ponte nelle Alpi con cui si è conclusa la “Settimana dell’Emigrazione” organizzata dal Comune, dalla “Esempon” di Soccher e dalla locale “Famiglia ex emigranti”. Immagini e voci si sono alternate davanti ad un pubblico numeroso e attento, coordinate dalla puntuale guida di Fulvio De Pasqual che ha avviato l’incontro sottolineandone lo scopo – oltre che di memoria e di omaggio agli indimenticabili protagonisti dell’emigrazione locale, anche di sprone a continuarne impegno e operosità attraverso la “Famiglia” e l’Associazione Bellunesi nel Mondo” (con un amichevole invito ad aderirvi) – e ringraziando i tanti, persone, enti e associazioni che hanno lavorato nell’organizzarlo (con un particolare grazie al tenace presidente della Famiglia Arturo Soligo).
Il programma è proseguito con gli interventi di alcuni dei promotori: per il comune di Ponte nelle Alpi l’assessore Ezio Orzes, per Soverzene il vicesindaco Maurizio Alfieri, per la frazione di Soccher Italo Pierobon, ognuno con un apporto di testimonianze e di idee vive e pregnanti. Sullo sfondo la riproduzione del suggestivo dipinto di Bruno Faganello “La lettera d’ emigrante”: quella lettera che costituiva prezioso legame tra l’emigrante e gli affetti lontani, di cui due toccanti esempi sono stati letti e commentati da Ezio Orzes.
Ma al centro della serata da una parte l’avvincente lettura, introdotta da Augusto Modolo e resa con il cuore dalle voci di Luisa Pierobon e di Italo Rualta, di alcune poesie della poetessa locale Maria Tramontin su temi d’emigrazione e su luoghi, oggetti, sentimenti di un passato ormai lontano, guardato con rimpianto e talora contrapposto alla spesso arida realtà del presente; dall’altra, la proiezione, con l’attenta regia di Marco Crepaz, direttore dell’ABM, di alcuni video del MiM Belluno (Museo interattivo delle Migrazioni), su aspetti significativi, talora drammatici, della storia dell’emigrazione, altri sull’importante ruolo, sociale e culturale, dell’Associazione stessa, altri ancora, infine, e forse i più significativi, su alcune vive testimonianze di due giovani di Ponte nelle Alpi all’estero, Emiliano Dall’Anese e Silvia Lozza, rispettivamente da Denver e Londra, rese con trasporto e sicurezza, espressione della nuova e promettente realtà dell’attuale emigrazione giovanile italiana, promettente anche se guardata con un po’ di rammarico, pensando ai tanti talenti che il nostro Paese continua a perdere.
Una bella serata dunque, resa con misura e appeal, in cui passato, presente e futuro si sono ben armonizzati, come alla fine ha sottolineato la vicepresidente dell’ABM Patrizia Burigo, rinnovando i ringraziamenti agli organizzatori e ricordando quanto l’Associazione con slancio e innovazione sta dando attraverso le sue attività al mondo dell’emigrazione.











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