115. Storie di Bellunoradici.net: Cinzia Coden

da | 11 Apr 2018 | 0 commenti

Bellunoradici.net è il socialnetwork dell’Associazione Bellunesi nel Mondo dedicato ai bellunesi residenti al di fuori della provincia di Belluno (Italia o estero). Tra questi Cinzia Coden.

Cinzia Coden è nata nel 1974 a Belluno. Dopo la laurea in Lingue e Letterature dell’Estremo Oriente, presso la Ca’ Foscari di Venezia, ottiene un dottorato di ricerca all’Università Nazionale di Yokohama, Giappone. Nel Paese del Sol Levante ha svolto diverse occupazioni tra cui impiegata presso l’Istituto per il Commercio Estero (ICE) di Tokio; assistente del Segretario Generale presso la Camera di Commercio Italiana in Giappone; aiuto-coordinatrice per la mostra collaterale alla Biennale di Venezia dell’artista Kuma; teaching assistant dei registi Saegusa Kenki e Kuboi Ken nei corsi di Arti visive e performance dell’Università Nazionale di Yokohama.Una Bellunese in Giappone.

Hai avuto difficoltà nell’inserirti? 

Non ho avuto particolari difficoltà di inserimento nel contesto giapponese, perché ho subito cominciato a frequentare quelle persone che sono interessate a parlare con gli italiani o comunque disponibili a conoscere degli stranieri. Allargando la cerchia delle conoscenze in questo modo, a poco a poco, si scopre che anche una città come Tokyo può essere ricca di facce conosciute e, grazie a questo, si può cominciare a sentirsi a casa. Di certo all’inizio è stato comunque un sollievo essere in contatto con amiche dai tempi dell’università o italiani espatriati per necessità e  conosciuti tramite il lavoro. È anche stato bello trovarsi con italiani per vedere dei concerti, per esempio dei Mau Mau, o la Coppa del Mondo di calcio. Nonostante sia piacevole e rilassante godersi il tempo libero in compagnia di connazionali, per inserirmi e conoscere meglio il Paese per me è stato importante il fatto di staccarmi dalla comunità italiana e immergermi completamente nella realtà locale. Naturalmente anche se il popolo giapponese ha un grande interesse per quello che succede nel resto del mondo a tutti i livelli.  All’inizio passare una giornata con una persona parlando in giapponese mi procurava un gran mal di testa.

Cosa ti è piaciuto di più del Giappone e cosa di meno?

La chiarezza nei confronti degli utenti dei servizi in Giappone consente di adattarsi bene alla vita quotidiana locale, con il rovescio della medaglia per cui ci si adagia un pochino troppo e certe volte si potrebbe quasi smettere di ragionare sulle cose, data la facilità con cui le macchine ci parlano e ci ricordano se abbiamo lasciato una carta inserita nel bancomat o non abbiamo ritirato i soldi!è facile perdere l’abitudine di ringraziare la cassiera del supermercato, o nei negozi, perchè il cliente viene trattato con i guanti e solitamente non risponde ai messaggi promozionali o di gratitudine espressi dallo staff delle vendite.

Come vedono i giapponesi l’Italia? Conoscono le Dolomiti?

In Giappone c’è una grande passione per l’Italia,  per la cucina in primo luogo e poi l’arte, la musica, l’opera, il calcio negli ultimi anni e,  naturalmente, per le automobili. Un mio studente ha acquistato una macchina da corsa italiana con un suo amico pur di realizzare il suo “sogno italiano”.Anche se c’è una grande curiosità, non mancano i luoghi comuni riguardo agli italiani. Spesso mi sono sentita dire: “Amore, mangiare e cantare”, oppure che gli italiani non lavorano. Alcuni giapponesi non più giovani conoscono Cortina, anche per la vittoria di uno sciatore giapponese nelle Olimpiadi invernali del 1956.Un mio studente pensionato mi ha regalato un acquerello del Ca’ Pomagagnon che aveva dipinto durante un viaggio sulle Dolomiti. Non molte persone invece conoscono Tiziano, nonostante ci siano esposizioni delle sue opere a Tokyo. Nella biblioteca di un’università, dove insegnavo, ho trovato anche la traduzione di un testo di Cesare Vecellio.

Dopo sedici in Giappone come hai visto Belluno al tuo rientro? Pregi e difetti.

Personalmente la difficoltà di trovare lavoro, in una città in cima alle classifiche della qualità della vita, mi ha davvero sorpreso ed amareggiato. Non capisco il motivo di questa carenza di lavoro, viste le potenzialità del nostro territorio. Gli spazi vuoti con il cartello affittasi e vendesi, le cessazioni di attività ultimamente mi trovano perplessa.U n punto dolente, inoltre, è l’assenza di marciapiedi e la velocità delle automobili in alcune zone della città. Specialmente con il buio invernale, preferirei quasi fare dei tratti particolarmente pericolosi in macchina.Purtroppo una semplice passeggiata con bambini, se non proprio un’ avventura mozzafiato, fa ripensare perlomeno al rapporto con la città di Marcovaldo o anche a Fantozzi, specialmente quando piove.Le sorprese positive sono state le nuove offerte di attività culturali e di spettacolo che mettono in luce un’apertura e un respiro nuovo che ho molto apprezzato in una dimensione piccola come quella di Belluno.

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A cura del Servizio Meteorologico Regionale
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