“Dovrei ritornare indietro nei tempi che furono per parlare un po’ della mia vita da giovane, molto varia, in anni che allora erano molto magri. Quando mi allenavo in bicicletta, partivo da Farra di Mel, passavo per Trichiana per poi salire al passo San Boldo, scendere giù a Tovena, poi salire il Fadalto, e ritornare a casa a Farra via Ponte nelle Alpi, Belluno, Riva del Boscon, Bribano e ponte San Felice. Tutto questo lungo giro senza mangiare, perché non c’era denaro. Così andavo da mia nonna Pina, che aveva le mucche: lei mi dava un po’ di latte, un pezzetto di formaggio fatto da lei e un po’ di polenta avanzata dal mezzogiorno: potete ben immaginare che se con ci fosse stata lei ad aiutarmi – la più grande persona che io avuto nella mia vita da giovane -, non sarei mai riuscito a diventare Campione Provinciale Giovanile. I miei genitori avevano tre figli da allevare e curare e perciò non volevano sapere dello sport che facevo, così ho dovuto arrangiarmi da solo. Finita la scuola sono andato a Bassano del Grappa come muratore, così ho cominciato a guadagnare e a mandare a casa un po’ di denaro per curare i miei fratelli. Mi comperai una bicicletta da corsa Bianchi, di occasione, ma bella e buona, con la quale andavo e tornavo da casa, circa 80 km di andata e altrettanti di ritorno. Arrivò l’obbligo del militare; fui arruolato, per due anni e mezzo, nei paracadutisti alpini e così sorvolai tutte le Dolomiti dall’A alla Z. E’ stata per me la più bella esperienza giovanile: mi sono innamorato dell’aereo e del paracadute più che di una donna! E’ una cosa così meravigliosa che l’auguro a tutti i giovani d’oggi…”.
Walter Zanin
Zurigo (Svizzera)







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