Nessuno dei sette comuni che è andato al voto per il passaggio al Trentino ce l’ha fatta. Il più vicino al quorum è stato Rocca Pietore con il 47.47%; gli altri comuni: Canale 42.23%, Cesiomaggiore 35.31%; Falcade 44.92%; Feltre 32.36%; Gosaldo 44.58%.
Già ieri sera il quorum era a rischio. Alle 22 la percentuale di elettori che sono andati alle urne nei sette comuni bellunesi che si stanno esprimendo con il referendum, è piuttosto bassa, molto al di sotto del 50 per cento.
Ad Arsiè è andato a votare il 26.36%, a Canale d’Agordo il 33.05%, a Falcade il 32.80%, a Feltre solo il 23.82%, a Gosaldo si è recato alle urne il 38.21%, a Rocca Pietore il 32.16%, a Cesiomaggiore il 27.78%.
E’ stata una campagna elettorale molto difficile. Ci hanno messo la faccia e la fatica quotidiana per il sì soprattutto i giovani, un numeroso gruppo sotto i 30 anni che prima ha raccolto le firme, poi ha convinto i consigli comunali a votare sì, poi ha fatto la campagna elettorale. «È stata una esperienza straordinaria – spiega infatti il coordinatore dei comitati Ivan Minella – mi auguro che possa continuare a lavorare».
Ieri Minella ha girato tutta la giornata per i seggi. La percentuale diffusa alle 19 (solo Gosaldo al 35 per cento, gli altri comuni sotto il 30, Feltre fermo al 20%), non lo preoccupa.
«Ho visto molto movimento dopo le 19», dice «era una bella giornata, c’era il carnevale, penso che molti voteranno domani (oggi, ndr.)». Ma già si pensa al dopo: «Faremo i conti senza gli iscritti Aire, così sapremo su quanta gente possiamo contare nei comuni».
Claudia Soppelsa, da Rocca Pietore, racconta di una campagna elettorale fatta in prima persona, casa per casa, con un confronto con i suoi concittadini sul futuro del paese, anche attraverso il referendum. «Non è un referendum per diventare trentini, ma per avere maggiori risorse, per bloccare il taglio dei servizi, per avere un futuro qui nel nostro paese». Andrea Bona, da Feltre, ammette che non è facile raggiungere il risultato sperato. «Siamo in pieno inverno, a due settimane da un’altra elezione, abbiamo avuto contro molti partiti, e a Feltre anche il Comune. Se Perenzin non si fosse esposto in quel modo, forse sarebbe stato più facile».
E Bona fa il conto delle promesse che sono state fatte in questi ultimi giorni: «Deleghe immediate sullo statuto, comunità alpina, il ritorno della Provincia». Vada come vada, questi giovani sono pronti ad attendere al varco chi ha fatto le promesse.
Corrierealpi.it (11.02.2013)







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