RAPPORTO ANNUALE 2016.
ATTIVITÀ E SERVIZI DEL CENTRO ASTALLI
Roma: Centro Astalli, 2016
Secondo i dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, riportati nel Rapporto, il numero dei migranti nel mondo ha raggiunto la cifra di 60 milioni, un popolo di uomini, donne e bambini in fuga dalle guerre, dai regimi dittatoriali, dalle persecuzioni politiche e religiose, dalle diseguaglianze economiche e dai disastri ambientali causati da cambiamenti climatici e da politiche sbagliate. Le rotte attraverso le quali si continua ad arrivare si concentrano soprattutto nel Mediterraneo, dove troppo spesso migliaia di persone non sopravvivono alla traversata.
Come evidenziato dal Rapporto, il numero di rifugiati approdati nel nostro Paese nel corso dello scorso anno è stato consistente anche se inferiore allo straordinario flusso registrato verso la Grecia e attraverso i Balcani, composto in gran parte da cittadini siriani. Arrivano invece soprattutto dall’Africa e in misura minore dal Medio Oriente i richiedenti asilo che approdano sulle nostre coste. Le scelte politiche di alcuni Paesi europei e dell’Unione nel suo complesso potrebbero ora porre di nuovo il nostro Paese al crocevia della disperazione. L’Italia si trova di fronte ad un impegno straordinariamente difficile: salvare tutte le persone e accoglierle, dando risposte immediate alle impellenti esigenze, distribuendole nelle diverse regioni; e impostare contestualmente un piano strutturato che permetta di ricondurre tutti gli interventi di accoglienza a una gestione ordinaria e programmabile, uscendo finalmente dalla stagione dell’emergenza. Certamente ci sono stati e continuano ad esserci nel nostro Paese degli elementi di criticità legati al funzionamento non sempre ottimale di una macchina dalla straordinaria complessità e articolazione che coinvolge i vari livelli di governance, le realtà associative, le comunità dei territori di accoglienza e le diverse comunità dei migranti. Tuttavia, emergono numerosi risultati positivi che non assurgono agli onori della cronaca perché costituiscono l’ordinarietà del funzionamento di un sistema che è andato crescendo rapidamente nel tempo e che soprattutto si è andato trasformando in un ordinario sistema multilivello.
Disponibile presso la Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, anche attraverso il sistema di interprestito.
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