NON-PERSONE
L’ESCLUSIONE DEI MIGRANTI IN UNA SOCIETA’ GLOBALE
di Alessandro Dal Lago.
Milano: Feltrinelli, 2012
Mentre le cronache registrano di continuo la morte in mare di “clandestini”, gran parte dei mezzi di comunicazione di massa alimenta senza sosta il panico sull”‘invasione” del nostro paese da parte di immigrati poveri provenienti dal Terzo mondo. Non si tratta in realtà di una lettura specifica dei soli media, ma di un più complessivo atteggiamento di chiusura della società italiana verso gli stranieri, trasformati in nemici sociali, attraverso la spirale di panico ed esclusione. Buona ultima, anche la sfera della politica non si dimostra consapevole del problema del riconoscimento dei diritti di cittadinanza ai nuovi migranti. A questi sviluppi inquietanti non è certo estranea la riscoperta della “nazione Italia” e anche della “patria italiana”, cioè di un sentimento comune su cui si fonderebbe l’appartenenza nazionale. Non solo questa rivendicazione appare particolarmente debole, ma essa coincide con un processo di inferiorizzazione delle altre società – i paesi più poveri, le regioni arretrate dell’Italia stessa, le aree meno ricche delle regioni dominanti –, un atteggiamento mentale presente indifferentemente a destra come a sinistra. Nel descrivere gli umori più profondi della società italiana Dal Lago si schiera in modo deciso, in un libro polemico, documentato e che fa discutere, perché in gioco sono i lineamenti fondamentali della convivenza civile e i contenuti più profondi su cui si regge la nostra democrazia.
Lo trovi presso la Biblioteca dell’emigrazione “Dino Buzzati”, anche attraverso il sistema di interprestito.
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