L’alta Valle del Piave, lunga nel suo tratto dolomitico circa 65 km, si sviluppa come solco divisorio fra le Dolomiti del Cadore e le Dolomiti Càrniche del Friùli Venezia Giulia. Soltanto dopo Longarone assume caratteristiche montuose dolomitiche per procedere profonda e serpeggiante in direzione nord fino a Cima Gogna, ove piega bruscamente verso nord est, addentrandosi con varie ramificazioni nella catena Càrnica.
Stretta e incassata fra versanti ripidi e boscosi incisi da brevi valloni laterali fino a Pieve di Cadore, si allarga poi gradatamente in un bacino occupato dal lungo lago artificiale del Centro Cadore.
Dopo la confluenza del torrente Ansiei, la valle si restringe nuovamente in un’unica gola sotto l’imponente costiera del Tuttàio, quindi si schiude in conche pittoresche fra prati e abetaie, aprendosi infine, alla testata, nel verde piano di Cima Sappada.
Percorsa dal fiume Piave che ha origine da una copiosa sorgente alla falde del monte Peralba, la valle riceve numerose e importanti vallate laterali: sul versante destro la Valle di Zoldo, la lunga Valle d’Ampezzo che si distende verso la magnifica conca di Cortina, poi la ramificata Valle dell’Ansiei emissario del Lago di Misurina, e infine la breve Valle di Pàdola che raggiunge il Passo Monte Croce di Comelico.
Sul versante sinistro dai fianchi delle Dolomiti Càrniche scendono la Valle del Vajont e tutta una serie di valloni di minore importanza.
L’alto bacino del Piave e alcune zone contigue nei bacini del Bòite e dell’Ansiei costituiscono il Cadore, vasta regione dolomitica di tipica unità e, insieme, di multiforme aspetto, tra le più belle e celebri d’Italia, quadro suggestivo entro una splendida cornice di cime dolomitiche dominata dai gruppi del Cristallo, delle Tofane, del Sorapiss, delle Marmarole, dell’Antelao, del Pelmo e sullo sfondo il gruppo del Cridola, Spalti del Toro e Monfalconi a cavallo fra le Province di Belluno e Pordenone.
Tutta l’alta Valle del Piave forma una stupenda zona turistica nota in tutto il mondo per i suoi numerosi e pittoreschi luoghi di soggiorno e per i suoi grandi boschi che alimentano da secoli la fiorente industria del legname. Escursioni, ascensioni, traversate, itinerari sciistici e piste di pattinaggio richiamano molti turisti e sportivi sia d’estate sia d’inverno.
L’alta Valle del Piave è servita per il basso e medio corso dalla Statale 51 di Alemagna e dal suo proseguimento (la Statale 51 bis) che da Longarone risale a Lozzo di Cadore, da Lozzo a Santo Stefano di Cadore, dalla Statale 52 Càrnica, e da Santo Stefano di Cadore a Cima Sappada da una buona strada Provinciale che scende nel versante Càrnico.
Da Santo Stefano di Cadore si raggiungere il Comelico Superiore caratterizzato dai borghi di San Nicolò Comelico, Candide e Dosoledo, Padola e Valgrande.
San Nicolò Comelico 1062 m, è una piccola borgata sulla sinistra del torrente Pàdola, dista circa 4 km da S. Stefano di Cadore, si raggiunge seguendo una diramazione di circa 1 km che si stacca dalla strada di fondovalle in località Ponte Nuovo. E’ piacevole soggiorno estivo, la zona circostante è ricca di praterie e boschi.
La chiesa di San Nicolò è un unicum per la Provincia di Belluno per l’importante ciclo d’affreschi conservato all’interno che occupa l’intero coro della chiesa e le superfici dell’arco trionfante, dipinti nel 1482 da Gianfranco da Tolmezzo. L’artista ha rappresentato la Redenzione dell’uomo e la sua Salvezza, iniziando dalla scenda dell’Annunciazione dove, sulla sinistra, l’arcangelo Gabriele porge un giglio a Maria sulla destra, che accoglie l’annuncio con lo sguardo abbassato.
Alla sommità dell’arco si trova la figura di Dio Padre entro la cornice circolare iridata a rappresentare il Cielo. All’interno della volta sono raffigurati i Dottori della chiesa seduti in cattedra con i propri strumenti di lavoro: libri e penne. Seguono gli Evangelisti e infine le figure di sette Profeti annunciati dalla venuta di Cristo, e l’immagine di re David perché capostipite della famiglia cui appartiene Gesù. Negli spicchi a losanga sono raffigurati quattro santi guerrieri, fra cui a sinistra S. Giorgio a destra S. Michele.
Per il tema centrale è raffigurato l’Adorazione dei pastori e l’Adorazione dei Magi, raffigurati nella lunetta grande sulla sinistra e, in quella di destra, i Pastori e i Magi. Sulla parte inferiore dell’abside si trovano raffigurati gli Apostoli raccoglitori della parola di Cristo. Sulla parete a sinistra dell’abside sono raffigurati gli Angeli che proteggono la custodia eucaristica. Nella parte bassa del grande arco trionfale si trovano a sinistra S. Maria Maddalena e S. Bartolomeo, sulla destra i santi Biagio e Giacomo., all’interno i santi Sebastiano e Rocco.
Candide 1210 m situato in magnifica posizione sull’alto e ripido versante sinistro domina tutta la smeraldina Valle del Pàdola circondato da un’imponente corona di creste dolomitiche. L’abitato è distribuito sui due lati della Statale tra un verdissimo complesso di prati e abetaie, ha l’aspetto ridente, belle case, negozi, ville e una chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta costruita in stile cadorino (rimaneggiata nel 1762 e 1800) in posizione dominante conserva all’interno affreschi di Giovanni De Min dipinti nel 1846 e una tela raffigurante la Madonna col Bambino dipinta Francesco Vecellio, fratello maggiore del celebre pittore Tiziano Vecellio. Nella vicina chiesa di San Antonio Abate edificata nel 1530 architettonicamente ricca di dettagli, all’interno conserva un interessante ciclo d’affreschi dipinti nel 1538 da artisti locali e, un tempo, era impreziosita nell’abside da un rivestimento di cuoi del ‘600 lavorati in oro e argento (oggi prudenzialmente rimossi).
E’ località frequentata per la villeggiatura estiva, centro do passeggiate, traversate, ascensioni al monte Spina 1966 m, alla Cima Vanscuro 2677 m, al monte Cavallino 2686 m e alla Cima Palombino 2599 m. L’abitato di Candide è buon punto di partenza e arrivo per il rifugio Sala 2102 m, per Cima Undici 3078 m e la Croda Rossa di Sesto 2955. i paesi di Candide e il vicino Casamazzagno formano il comune di Comelico Superiore.
Il borgo di Dosoledo 1237 m frequentato centro di villeggiatura estiva e invernale si trova a 2,5 km a monte di Candide, ricostruito alla metà dell’800 seguendo un piano urbanistico finalizzato alla salvaguardia contro gli incendi. Fanno da corona al ridente abitato il monte Aiàrola, Cima d’Ambata, la Croda da Campo, la cima Bagni e sullo sfondo la catena dei monti Croda Rossa di sesto, Cima Undici, monte Popera. La parrocchiale dedicata a Sant’Anna (1844) conserva all’interno un pregevole altare ligneo realizzato nel 1723 dal celebre scultore bellunese Andrea Brustolon ritenuto autorevole esponente del settecentesco barocco veneziano e affreschi dipinti da Giovanni De Min.
L’alpestre borgata di Pàdola 1215 m si raggiunge superato il ponte e la chiesetta della Madonna della Grazie (1859) costruita dai valligiani per voto espresso nel 1848 alla vigilia dei moti insurrezionali contro l’impero austro ungarico. Il borgo è adagiato in una vastissima conca di prati e abeti, racchiuso entro un anfiteatro dolomitico su cui campeggiano le creste dell’Aiàenola, della Cima Undici, della Croda Rossa di Sesto e del Popera.
A Padola si arriva da Dosoledo seguendo la strada che risale il corso del torrente Pàdola. Attraversato il paese, proseguendo, si raggiunge il Passo del Zovo 1489 m oltre al quale si scende per la Val Diebba ad Auronzo di Cadore in riva all’omonimo lago. L’abitato di Dosoledo devastato nel 1845 da un furioso incendio, fu ricostruito l’anno successivo su progetto dell’architetto Giuseppe Segusini, autore anche del progetto della chiesa parrocchiale dedicata a Santa Lucia (1869) che, all’interno, conserva un pregevole antico altare Flugelaltar riccamente intagliato proveniente dall’antica chiesa. Nella sagrestia è conservata una tela dipinta nel 1582 da Cesare Vecellio, cugino del celebre pittore Tiziano Vecellio.
Il pittoresco abitato si trova al centro della conca dove vi sono tipiche e antiche case d’architettura cadorina, casette semplici e cordiali, alberghi confortevoli, alcune ville, caratteristici fienili. E’ meta per piacevoli soggiorni estivi freschi e gradevoli con clima tonificante, buon punto di partenza e arrivo per numerose escursioni e ascensioni, e meta invernali per la frequentazione e le cure termali ai bagni di Valgrande.
Proseguendo a monte di Dosoledo per la Statale 52, a circa 3 km, una breve diramazione conduce in Valgrande 1270 m, appartato villaggio dolomitico adagiato in una bellissima conca di prati e pinete che si espande sui pendii del monte Popera. E’ luogo di suggestiva bellezza e rilassante pace, centro di villeggiatura estiva con abbondanti sorgenti d’acqua solforosa, ferruginosa e magnesica utilizzate per bevande. Alle Terme di Valgrande salutari bagni e cure termali. Dal villaggio di Valgrande buon punto di partenza e arrivo da e per il Rifugio Olivo Sala 2102 m.
Nei tempi passati era tradizione in ogni casa dell’Alta Valle del Piave e del Comelico Superiore e tempi passati quando la società era principalmente agricola, c’era sempre una buona occasione per preparare i piacevoli:
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Canederli di speck
Per 4 persone. 3 panini raffermi, 150 g di speck unico pezzo, 2 uova fresche, 3 cucchiai di farina 00, 1 tazza di latte, 90 g di burro, 3-4 steli d’erba cipollina, 100 g di formaggio latteria stravecchio grattugiato, sale e pepe.
Tagliare a cubettini il pane e trasferirlo in una terrinetta. Aggiungere irrorando con il latte tiepido e farlo inzuppare per 20-30 minuti mescolando di tanto in tanto. Ritirare il pane inzuppato, sgocciolarlo, trasferirlo in una nuova terrina, aggiungere le uova sgusciate e a pioggia la farina, unire lo speck tritato a pezzettini, aggiungere il trito d’erba cipollina, salare, pepare e mescolare fino ad ottenere in composto omogeneo. Dividere l’impasto in 8 parti e con le mani maneggiare fino a dagli la forma rotonda e la grandezza similmente ad una pallina da golf. Tuffare i Canederli in una pentola posta sul fuoco vivace con brodo bollente leggermente salato e far cuocere per 8-10 minuti. Ritirare i Canederli con la paletta bucata, trasferirli nella fondine calde personali, aggiungere 1-2 mestoli di brodo, completare con una generosa spruzzata di formaggio e servire ben caldo. A parte servire formaggio grattugiato.
Nel periodo quaresimale e nei giorni di venerdì quando il consumo di carne era bandito, lo speck veniva sostituito dal formaggio:
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Canederli di formaggio
Per 4 persone. 200 g di formaggio latteria, 4 panini raffermi, 3 uova fresche, 3 cucchiai di farina 00, 1 bicchiere di latte, brodo di carne, 2-3 steli d’erba cipollina, 100 g di formaggio latteria stravecchio grattugiato, sale e pepe.
Procedere come per la preparazione dei Canederli allo speck.







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