Lady Maria DoloresTranquillo Montgomery

da | 5 Dic 2014

Tempo di lettura: 4 minuti

Maria Dolores è nata in Somalia, anzi fu la prima italiana nata dopo che l’Italia assunse l’amministrazione fiduciaria del Paese. A due anni e mezzo si trasferì, con la famiglia ovviamente, nell’allora Rhodesia del Nord. Qui con ottimo profitto frequentò elementari, medie e superiori. A proposito di elementari: stava frequentando la terza quando è venuta in ferie in Italia, e al ritorno, dopo tre mesi, la preside la mise in quarta, dove secondo lei avrebbe ripetuto l’anno, ma non fu così: fece gli esami e fu promossa in quinta; così ha fatto tre mesi di terza e tre mesi di quarta.

Le superiori le fece in un collegio diretto da suore domenicane, sempre con ottimi risultati. Qui cominciò la sua vita di volontariato: assieme ad un’amica zambiana, con il permesso della Preside, per tre pomeriggi alla settimana, facevano scuola a dei bambini locali che non potevano permettersi, data la povertà, di frequentare la scuola; insegnavano loro la lingua inglese e nozioni di aritmetica. Per questo ha avuto i ringraziamenti sia dal Vescovo che dal Ministro dell’Educazione.

Nell’ ultimo anno fu promossa head girl (capo degli studenti), cosa abbastanza insolita dato che lei era l’unica ragazza italiana tra le 400 studentesse, quasi totalmente inglesi. A proposito di Italiano, chiese alla preside di poter dare la maturità anche in italiano; al rifiuto di questa, non ci pensò due volte e scrisse al Ministero dell’Educazione, il quale mandò un professore solo per lei. Ha preso la maturità in tutte le dodici materie di studio (o levels), più l’italiano, quando per essere promossi ne bastavano cinque.(…)

Finite le scuole superiori, venne in Italia e avrebbe voluto studiare Legge, ma a Padova, oltre ai documenti scolastici d’iscrizione, avrebbero voluto la tessera del partito (lasciamo perdere quale); così mandò tutti a quel paese, emigrò in Inghilterra, decisa a iscriversi alla facoltà di Legge alla London University. Dato che aveva un paio di mesi, prima dell’inizio dei corsi, decise di fare un corso di informatica. A quei tempi il computer era una specie di mostro, al quale serviva sia la giusta temperatura che il grado di umidità. A lei piacque subito ed ottenne in breve tempo il diploma; non solo, ma le venne offerto un posto come docente, cosa che accettò e fece per diversi anni. L’evoluzione dell’informatica, con l’introduzione di nuovi modelli di computer, era diventata una cosa troppo semplice, così, continuando a cooperare con il London Computer Center, si iscrisse alla Facoltà di Psicologia di Oxford, dove si laureò “with honoris”. Per potersi pagare le rate di facoltà, oltre il lavoro di correzione con la scuola londinese, ha fatto per un po’ di tempo la commessa. A quei tempi aiutava gratuitamente anche una povera e vecchia signora italiana rimasta sola. Dopo essersi laureata, faceva volontariato in un riformatorio. Qui conobbe Lord David John Montgomery, un coetaneo, anche lui laureato in psicologia e volontario. Si era appena congedato dall’esercito con il grado di Maggiore. Per farla breve, si sono sposati e David, che ha uno spiccato senso di umorismo, il giorno delle nozze disse: “Io, la moglie l’ho trovata in prigione!”. Dopo il matrimonio ha fatto aggiungere allo stemma dei Montgomery il leone di San Marco, per dimostrare a Dolores l’affetto che ha per il suo Paese. (…)

Data la passione di Dolores per gli animali, insieme a David ha aperto una scuola di psicologia e di comportamento animale on line, seguito da migliaia di studenti in giro per il mondo: generalmente veterinari, direttori di zoo ed anche semplici amanti di animali. Impiegano una dozzina di docenti e la scuola va molto bene (…).Tante volte vengono all’improvviso in Italia a trovare i parenti, ma essendo il loro tempo a disposizione poco, non si fermano più di tanto. Tuttavia, malgrado sia parecchio occupata, Dolores trova sempre il tempo per fare tutti i giorni una telefonata o due al padre e alla sorella. I motivi di orgoglio per me che sono suo padre sono stati e sono tanti, e le auguro di vivere felicemente ancora molto sfide.

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