Nei giorni che precedettero l’inizio delle ostilità, erano giunti nella conca di Misurina i primi Reparti italiani ed alcune compagnie di Alpini del 7° Reggimento (67^ 75^ 96^ del Battaglione Cadore e 268^ Compagnia del Valpiave).
Gli Austriaci s’erano appostati nelle posizioni più arretrate e defilate del Monte Rudo, mentre il brullo pianoro di Monte Piana si presentava sguarnito. Gli alpini della 67^ Compagnia in quei giorni erano impegnati nei lavori di completamento della carrabile Misurina-Monte Piana.
Il mattino del 24 maggio 1915, primo giorno di guerra, la sorte destinò questi Alpini a ricevere il battesimo del fuoco. Alle ore 8,38 un colpo da 90 mm sparato dai cannoni dal Monte Rudo, venne a scoppiare fra questi soldati provocando due morti: il sergente Apigalli da Sospirolo e l’Alpino De Mario da Costalissoio e due feriti. Subito dopo, altre bombe provenienti dal Monte Rudo colpirono il centro di Misurina e Forcella Lavaredo presidiata dalla 75^ compagnia del Battaglione Cadore, successivamente attaccato a fucilate provocarono diversi feriti portati in barella all’infermeria di emergenza di Misurina.
Il 24 maggio, gli Alpini che si trovavano a Misurina liberi dal servizio, raggiunsero i grandi alberghi della zona per perquisirli alla ricerca di spie. Al Grand Hotel Misurina trovarono nella cantina non spie, ma circa 1000 bottiglie dei migliori vini Italiani ed Europei, che requisirono. Come facilmente immaginabile seguì una gran festa. Il vino venne successivamente pagato con un mese di stipendio dagli ufficiali Alpini, a cui s’aggiunse il contributo degli ufficiali del 55^ Fanteria.
Il 25 maggio 1915, iniziò a farsi sentire il rombo dei cannoni dal Forte di Landro. Il giorno successivo s’aggiunsero ai bombardamenti di Landro, i colpi sparati dall’obice 105 mm che si trovava ai fianchi della Val Bulla, da quale gli Austriaci bombardavano massicciamente Forcella Lavaredo. Contemporaneamente i cannoni di Monte Rudo bombardavano Monte Piana.
Il 27 maggio, gli Austriaci armarono il Passo Grande dei Rondoi con un obice per bombardare le postazioni Italiane sul Monte Piana tenute dagli Alpini della 96^ Compagnia, che occupavano il territorio dalla Piramide Carducci allo strapiombo sul Vallon dei Castrati. Alcuni giorni dopo, il primo giugno, due gruppi formati da Zappatori Austriaci, incendiarono Casera Rienza e con cariche alla gelatina fecero saltare il sentiero che collegava Carbonin a Forcella dei Castrati. Bloccando i transiti.
Renato Zanolli
(da Percorsi di Guerra sul fronte delle Dolomiti. Ed. De Bastiani. Vittorio Veneto-TV)








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