«Ma gli alpini non hanno paura». Lo dice il testo di uno storico brano di Bepi De Marzi. E nel caso del gruppo delle penne nere di Castion si può anche dire che, oltre a non avere paura, coltivano grande speranza e tenacia. Visto che, dopo 25 anni di attesa, finalmente hanno una loro sede.
L’inaugurazione si è tenuta ieri pomeriggio a Modolo, precisamente a Villa Miari, dove il conte Francesco Miari Fulcis ha messo a disposizione degli alpini castionesi, in comodato gratuito, due stanze, nello stabile che ospitava la vecchia mensa. «Erano tanti, troppi anni che il nostro gruppo aspirava ad avere una sede», ha sottolineato il capogruppo Stefano Cibien. «L’assenza di un punto di incontro ha influito notevolmente sulla vita della nostra realtà. Nonostante questa mancanza, ci siamo sempre dati da fare».
E Cibien ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto negli anni il gruppo: da don Ottorino Pierobon, che gli ha ospitati nella canonica, ai privati che hanno concesso degli spazi da adibire a magazzino. Ma soprattutto ha ringraziato il conte Miari Fulcis («uno dei pochi ad averci aiutato») e suoi “colleghi” alpini, dei quali si è detto profondamente orgoglioso.
«Ci vorrebbe un pomeriggio per parlare di tutto quello che siamo riusciti a fare in questi anni», ha evidenziato. «Certo, di lavoro da fare ce n’è ancora, ma siamo sicuri che grazie alla disponibilità di una sede nostra affronteremo il futuro con più serenità».
Cibien ha voluto lasciare da parte ogni polemica, nonostante in questi lunghi anni di attesa non siamo mancati momenti di tensione e conflitti. «Con oggi si apre una nuova stagione». Il taglio del nastro, accompagnato dalla benedizione di don Ottorino, è stato preceduto dall’alzabandiera e dalle note della fanfara di Borsoi e del Coro Adunata.
«Sono orgoglioso di essere qui», ha detto Nino Geronazzo, vice presidente nazionale Ana. «Tra l’altro sono nato a Belluno, fino a dieci anni ho vissuto a Lentiai e sento il legame con questa terra. Discorsi come quello di Cibien erano anni che non li sentivo: alpini castionesi, avete un signor capogruppo». Un “inno” ai valori portati avanti dalle penne nere è stato espresso anche dall’assessore Luca Salti: «Negli alpini, in questi anni, ho trovato quel carico di umanità che deve continuare a esistere. Oltre al rispetto, in forma pura, per le persone e le cose. In voi ho colto la volontà di fare senza mai domandare». «Le penne nere rappresentano il culto della famiglia, del focolare, del vivere assieme», ha fatto eco il presidente dell’Ana di Belluno Angelo Dal Borgo. «Dopo tanti sacrifici è giusto vedere un gruppo che corona il proprio sogno». E ad assistere alla festa degli alpini di Castion c’erano tantissimi compaesani, rappresentanti di numerose sezioni della provincia, il vice comandante del 7o Alpini Stefano Fregona, il consigliere regionale Sergio Reolon.
«L’evento di oggi», ha affermato il presidente della Cm Orlando Dal Farra, «rappresenta un’inversione di tendenza in un periodo in cui le associazioni tendono a scomparire. Ed è la testimonianza che a Belluno siamo pronti per un’adunata nazionale. A ospitarla in passato ci sono state città più piccole. Noi abbiamo le potenzialità per farlo. Bisogna però che si costruisca presto un gruppo di lavoro per analizzarne possibilità e modalità».
Fonte Corrierealpi.it








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