Data/Ora
Date(s) - 27/10/2017
20:30
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L’Abm e la Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati” sono liete di invitarVi alla presentazione del libri di Ugo De Grandis dal titolo: MADRE LUISA ARLOTTI. CANOSSIANA, INFERMIERA, PARTIGIANA
L’evento si terrà venerdì 27 ottobre, alle ore 20.30, in sala “Tina Merlin”, presso la Biblioteca comunale di Ponte nelle Alpi.
Ingresso libero.
- Questo il programma della serata
- Introduzione da parte della vice presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo Patrizia Burigo;
- saluto del sindaco di Ponte nelle Alpi Paolo Vendramini;
- brevissimi interventi di Lucia Buzzatti, presidente della FIDAPA, Morena Pavei, presidente dell’Associazione Pollicino, Paola Salomon, presidente dell’ISBREC, Fulvio De Pasqual, presidente della Famiglia ex emigranti di Ponte nelle Alpi
- presenta il libro Giochino Bratti, presidente della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”
- intervento dell’autore Ugo De Grandis;
- dibattito;
Evento organizzato da Associazione Bellunesi nel Mondo, Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, Fidapa Bpw Italy, Associazione Pollicino, Isbrec, in collaborazione con la Famiglia ex emigranti di Ponte nelle Alpi e con il patrocinio del Comune di Ponte nelle Alpi.
Il libro
Madre Luisa Arlotti è stata un’emigrata speciale. Nata nel 1904 ad Orzes, frazione di Belluno, da una famiglia nobile, trasferitasi ben presto a Venezia, a 24 anni si fece suora canossiana, assumendo rapidamente cariche importanti nell’Ordine, e divenendo poi direttrice dell’Asilo “Rossi” di Schio, ove acquisì, per il suo impegno e il suo talento di insegnante (ed anche di infermiera) e la sua generosità e apertura verso il prossimo, stima e affetto. Fu questa generosità che la spinse, negli anni dell’occupazione tedesca, a dare aiuto ed assistenza nel suo asilo a partigiani e militari bisognosi di cure, senza badare ai rischi che correva e che purtroppo, per la spiata di uno che aveva soccorso, la condussero in prigione, ove resistette con fermezza e senza mai cedere alle intimidazioni e alle angherie dei tedeschi che volevano estorcerle informazioni sulla rete di assistenza in Schio. Ma le umiliazioni più vergognose le vennero dopo, alla fine della guerra, quando per il suo passato di resistente e per malevoli e false insinuazioni sul suo operato, fu condannata dai superiori a subire continui trasferimenti e ad incarichi sempre più avvilenti. Il libro racconta con precisione e soprattutto con ammirazione, affetto e riconoscenza la sua storia, arricchita da vive ed eloquenti testimonianze e da immagini e documenti d’epoca.
Un libro che si legge tutto d’un fiato anche per la chiarezza la fluidità espositiva.
Un libro che si legge tutto d’un fiato anche per la chiarezza la fluidità espositiva.






