Il museo dell’emigrazione veneta di Belluno al convegno nazionale sul PNRR: «Le risorse europee non solo per le grandi città»

da | 24 Giu 2026 | 0 commenti

Tempo di lettura: 3 minuti

Da sinistra Massimo Osanna e Marco Crepaz

Il Museo dell’Emigrazione Veneta di Belluno è approdato al convegno nazionale sul PNRR per i luoghi della cultura, tenutosi a Roma il 22 e 23 giugno presso l’Istituto Centrale per la Grafica e il MAXXI. La due giorni, promossa dalla Direzione generale Musei insieme alla Fondazione MAXXI, ha fatto il punto sui risultati degli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati al patrimonio culturale italiano, dall’efficienza energetica all’inclusione.

Belluno a Roma: la periferia entra nel dibattito nazionale

Nel panel pomeridiano dedicato agli allestimenti nei luoghi della cultura privati, Marco Crepaz, direttore dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha illustrato il percorso che ha portato alla nascita del MEV, reso possibile proprio attraverso il bando PNRR gestito dal Ministero della Cultura. Il museo verrà inaugurato ufficialmente sabato 4 luglio.

Il messaggio portato da Crepaz alla platea romana è stato diretto: i fondi europei non sono stati una prerogativa esclusiva dei grandi poli metropolitani. Anche le realtà territoriali più piccole hanno trovato nelle risorse del PNRR un’opportunità concreta di crescita strutturale, trasformandosi in punti di riferimento culturale e scientifico a scala regionale e nazionale.

Cosa offre il nuovo museo

Il MEV raccoglie l’eredità del MiM — Museo interattivo delle Migrazioni, fondato nel 2013 — e si presenta oggi con dotazioni tecnologiche rinnovate: un’applicazione multilingue per i percorsi di approfondimento, visori immersivi a 360 gradi, sistemi di realtà aumentata pensati per i più giovani e una sala eventi modulare predisposta per la regia digitale e le trasmissioni in streaming. Il progetto ha seguito cinque direttrici: accessibilità fisica e sensoriale, fruibilità allargata, divulgazione verso le nuove generazioni, conservazione digitale della memoria e innovazione tecnologica.

Il museo si propone di rimettere al centro del dibattito la storia dell’emigrazione veneta, capitolo rilevante — inserito nel grande flusso dei 25 milioni di italiani partiti tra l’Ottocento e il Novecento — ma ancora poco conosciuto. Il motto programmatico scelto, «Una storia che ci riguarda», gioca sull’ambiguità del verbo: un fenomeno che riguarda il presente di tutti e, al tempo stesso, un invito a guardare di nuovo dentro la propria identità. L’inaugurazione coincide con i 60 anni di attività dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

La sfida dopo il PNRR

Il convegno romano non si è limitato a presentare i risultati raggiunti, ma ha aperto un confronto sulla fase successiva. Con il Piano in fase conclusiva, la questione centrale per il sistema museale italiano — pubblico e privato — diventa la sostenibilità a lungo termine degli investimenti realizzati. L’obiettivo emerso dai tavoli di lavoro è che l’inclusione diventi un presupposto strutturale della progettazione culturale, non più una specificità da segnalare. Un traguardo che richiederà investimenti ordinari continuativi, il sostegno del Ministero della Cultura e una rete stabile di cooperazione tra istituzioni statali e gestori privati.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Diventa socio

Diventa socio dell'Associazione Bellunesi nel Mondo

Dona il 5×1000 all’ABM

Dona il 5x1000 all'Associazione Bellunesi nel Mondo

Ascolta Radio ABM

Ascolta Radio ABM - voce delle Dolomiti

Entra nella community di Bellunoradici.net

Entra nella community di Bellunoradici.net

Visita il MiM Belluno

Visita il MiM Belluno - Museo interattivo delle Migrazioni

Scopri “Aletheia”

Scopri il Centro studi sulle migrazioni Aletheia

I corsi di Accademiabm.it

Iscriviti a un corso di Accademiabm.it - la piattaforma e-learning dell'Associazione Bellunesi nel Mondo

Share This
Salta al contenuto
Design by DiviMania | Made with ♥ in WordPress