
Il Museo dell’Emigrazione Veneta di Belluno è approdato al convegno nazionale sul PNRR per i luoghi della cultura, tenutosi a Roma il 22 e 23 giugno presso l’Istituto Centrale per la Grafica e il MAXXI. La due giorni, promossa dalla Direzione generale Musei insieme alla Fondazione MAXXI, ha fatto il punto sui risultati degli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati al patrimonio culturale italiano, dall’efficienza energetica all’inclusione.
Belluno a Roma: la periferia entra nel dibattito nazionale
Nel panel pomeridiano dedicato agli allestimenti nei luoghi della cultura privati, Marco Crepaz, direttore dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha illustrato il percorso che ha portato alla nascita del MEV, reso possibile proprio attraverso il bando PNRR gestito dal Ministero della Cultura. Il museo verrà inaugurato ufficialmente sabato 4 luglio.
Il messaggio portato da Crepaz alla platea romana è stato diretto: i fondi europei non sono stati una prerogativa esclusiva dei grandi poli metropolitani. Anche le realtà territoriali più piccole hanno trovato nelle risorse del PNRR un’opportunità concreta di crescita strutturale, trasformandosi in punti di riferimento culturale e scientifico a scala regionale e nazionale.
Cosa offre il nuovo museo
Il MEV raccoglie l’eredità del MiM — Museo interattivo delle Migrazioni, fondato nel 2013 — e si presenta oggi con dotazioni tecnologiche rinnovate: un’applicazione multilingue per i percorsi di approfondimento, visori immersivi a 360 gradi, sistemi di realtà aumentata pensati per i più giovani e una sala eventi modulare predisposta per la regia digitale e le trasmissioni in streaming. Il progetto ha seguito cinque direttrici: accessibilità fisica e sensoriale, fruibilità allargata, divulgazione verso le nuove generazioni, conservazione digitale della memoria e innovazione tecnologica.
Il museo si propone di rimettere al centro del dibattito la storia dell’emigrazione veneta, capitolo rilevante — inserito nel grande flusso dei 25 milioni di italiani partiti tra l’Ottocento e il Novecento — ma ancora poco conosciuto. Il motto programmatico scelto, «Una storia che ci riguarda», gioca sull’ambiguità del verbo: un fenomeno che riguarda il presente di tutti e, al tempo stesso, un invito a guardare di nuovo dentro la propria identità. L’inaugurazione coincide con i 60 anni di attività dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.
La sfida dopo il PNRR
Il convegno romano non si è limitato a presentare i risultati raggiunti, ma ha aperto un confronto sulla fase successiva. Con il Piano in fase conclusiva, la questione centrale per il sistema museale italiano — pubblico e privato — diventa la sostenibilità a lungo termine degli investimenti realizzati. L’obiettivo emerso dai tavoli di lavoro è che l’inclusione diventi un presupposto strutturale della progettazione culturale, non più una specificità da segnalare. Un traguardo che richiederà investimenti ordinari continuativi, il sostegno del Ministero della Cultura e una rete stabile di cooperazione tra istituzioni statali e gestori privati.







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