Addio a Sante Comel, presidente della Famiglia Bellunese di Liegi

da | 16 Apr 2025 | 0 commenti

Tempo di lettura: 3 minuti

Domenica 13 aprile 2025 si è spento a Liegi, all’età di 85 anni, Sante Comel, originario di Carve, frazione del Comune di Borgo Valbelluna. Figura di spicco dell’emigrazione bellunese in Belgio, è stato per anni presidente della Famiglia Bellunese di Liegi, distinguendosi per dedizione e orgoglio nel rappresentare la comunità all’estero.

L’Associazione Bellunesi nel Mondo ha espresso il proprio cordoglio, stringendosi attorno alla moglie Marcelle e ai figli Frédéric, Isabelle e Laurence, e ricordando con commozione un uomo che ha saputo incarnare i valori dell’identità e dell’impegno civile.

I funerali si terranno sabato 19 aprile alle ore 10:00, presso la chiesa di Saint-Joseph d’Ivoz Ramet, a Liegi.

Dal Bellunese al CERN: l’ingegnere degli acceleratori

Oltre all’impegno associativo, la storia di Sante Comel è legata a uno dei più grandi progetti scientifici del Novecento: la nascita del CERN, il Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire, oggi punto di riferimento mondiale per la fisica delle particelle.

Comel, figlio di un emigrante bellunese a Liegi, si laureò in ingegneria e fu assunto in una grande acciaieria specializzata in leghe metalliche avanzate. L’industria fu selezionata per produrre l’acciaio destinato al primo grande acceleratore di particelle circolare del CERN, una commessa che richiedeva materiali di altissima qualità: acciai magnetici, sagomati e curvati con precisione millimetrica, frutto di anni di ricerca e sperimentazione.

«Furono anni entusiasmanti – ricordava Comel –. I problemi erano tanti, soprattutto nella lavorazione delle grandi lastre d’acciaio, ma riuscimmo a realizzare un prodotto all’altezza delle aspettative». Il suo contributo proseguì anche nei decenni successivi, accompagnando gli ampliamenti del laboratorio fino agli anni 2000.

Emigrazione e riscatto: una storia bellunese

La vicenda umana e professionale di Sante Comel si inserisce nel solco della grande emigrazione bellunese del dopoguerra. Se la prima generazione trovava spesso impiego nelle miniere o in lavori umili e rischiosi, Comel rappresenta la seconda generazione dell’emigrazione, quella che ha saputo emergere attraverso lo studio, l’integrazione e la competenza.

«Con la scomparsa di Sante Comel perdiamo non solo un presidente appassionato, ma un esempio concreto di come l’emigrazione bellunese abbia saputo dare un contributo fondamentale allo sviluppo scientifico internazionale», ha dichiarato Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. «Il suo impegno professionale e umano rappresenta l’essenza dei valori che l’Abm promuove da sempre: identità, dedizione e orgoglio delle proprie radici».

Un’eredità che parla alle nuove generazioni

Sante Comel lascia un’eredità importante, fatta di lavoro, etica e senso di appartenenza. La sua è una storia che parla alle nuove generazioni, ricordando che anche da un piccolo paese di montagna si può arrivare a contribuire ai più grandi traguardi dell’umanità.

Un esempio di come l’identità bellunese, forgiata nella fatica e nella solidarietà, continui a lasciare un segno nel mondo.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Diventa socio

Diventa socio dell'Associazione Bellunesi nel Mondo

Dona il 5×1000 all’ABM

Dona il 5x1000 all'Associazione Bellunesi nel Mondo

Ascolta Radio ABM

Ascolta Radio ABM - voce delle Dolomiti

Entra nella community di Bellunoradici.net

Entra nella community di Bellunoradici.net

Visita il MiM Belluno

Visita il MiM Belluno - Museo interattivo delle Migrazioni

Scopri “Aletheia”

Scopri il Centro studi sulle migrazioni Aletheia

I corsi di Accademiabm.it

Iscriviti a un corso di Accademiabm.it - la piattaforma e-learning dell'Associazione Bellunesi nel Mondo

Share This
Salta al contenuto
Design by DiviMania | Made with ♥ in WordPress