133. Storie dalla community di Bellunoradici.net: Flavie Strappazzon

da | 18 Apr 2018 | 0 commenti

Tempo di lettura: 3 minuti

Bellunoradici.net è il socialnetwork 100% bellunese che coinvolge quasi 1000 bellunesi, dalla prima alla quinta generazione, che attualmente vivono all’estero. Tra questi anche Flavie Strappazzon.

Mi chiamo Flavie Strappazzon, ho 37 anni e sono una ricercatrice francese, nata a Chambéry (Savoia), ma con origine bellunese. In effetti i miei nonni sono di San Vito d’Arsiè e una parte dei fratelli di mio padre sono nati lì. La famiglia si è poi trasferita in Francia, dove mio padre è nato (Chapareillan, Rhone-Alpes).Dopo la mia laurea ed il mio dottorato in Francia, dove ho studiato i meccanismi alla base della neurodegenerazione (Università di Grenoble), mi sono trasferita a Roma per svolgere il mio post-doc nel campo dell’autofagia. Sono adesso afferente all’Università di Roma Tor Vergata e sono fra le due premiate “Roche per La Ricerca 2017” nell’area Neuroscienze. E’ un grande onore ricevere questo premio che mi darà le risorse necessarie per realizzare il mio progetto presso la Fondazione Santa Lucia.  Il team si occuperà della Sclerosi Multipla (SM), una malattia autoimmune del Sistema Nervoso Centrale (SNC). In particolare si cercherà di rallentare il danneggiamento dei neuroni tipico della malattia stimolando la mitofagia e cercheremo di comprendere meglio perché le donne si ammalano di più rispetto agli uomini della SM, andando ad analizzare i  loro geni mitofagici. Nel 2017 hai vinto il premio “Roche per la ricerca in neuroscienze”.

Pensando a Belluno secondo te si potrebbe investire nel creare un centro studi/ricerca proprio in neuroscienze? Vedi delle opportunità anche per il Bellunese? 

Sì, sono onorata di avere ricevuto questo premio Roche essendo stata selezionata tra 490 candidature. E’ un premio che mi fa sentire ancora più carica! Significa che altre persone hanno creduto nel mio progetto. Mi darà le risorse per effettuare quindi un progetto in cui credo molto. Lavorando a Roma da dieci anni non saprei giudicare bene per quanto riguarda nello specifico un eventuale sviluppo del settore delle Neuroscienze nella provincia di Belluno. Di sicuro l’investimento è la chiave per migliorare la ricerca in generale. Lo sviluppo della ricerca, l’innovazione, fanno parte del motore del Paese, quindi risponderei sì!

Quali i tuoi progetti scientifici per il 2018?

Ovviamente realizzerò il progetto Roche che è appena stato finanziato. La ricerca è fatta di traguardi in continuo! Ho vari progetti in corso e da sviluppare nei prossimi mesi, sperando di ottenere i finanziamenti adeguati per avere le risorse sufficienti per poterli fare. Ho recentemente ottenuto l’Abilitazione Scientifica Nazionale per la fascia di professore associato per i settori di Biologia applicata, Biochimica e Anatomia comparata e citologia. Un altro progetto sarebbe quindi quello di diventare professore associato.

Che suggerimenti puoi dare a un giovane studente che vuole cimentarsi nel tuo stesso percorso di studi?

La passione e un’ottima capacità organizzativa. Sono sicuramente fattori che fanno la differenza. Il mestiere di ricercatore è pieno di sacrifici, bisogna quindi farlo con passione. Non avere paura della quantità di lavoro e delle sconfitte.

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