La scelta della data è tutt’altro che casuale. Il 12 aprile 1951 don Giulio Perotto divenne parroco della chiesa degli Angeli e fra dieci giorni in occasione della ricorrenza, la salma dell’amato parroco sarà traslata dal cimitero dove si trova provvisoriamente sepolta al luogo che ne conserva la memoria e dove i tanti fedeli l’aspettano. Così viene esaudito l’ultimo desiderio di don Giulio di riposare nella sua chiesa, raccolto nel giorno dei funerali dall’amico di sempre Alberto Brambilla, anima del comitato parrocchiale presieduto da don Noelio Marchet che ha avviato e seguito l’iter per la tumulazione privilegiata, ovvero al di fuori del cimitero, normalmente attivabile dopo almeno cinque anni dalla scomparsa della persona. Sarà il vescovo Giuseppe Andrich a presiedere la cerimonia di venerdì 12 che avrà inizio alle 20 dal camposanto con la partenza del corteo che raggiungerà la chiesa degli Angeli. Nel corso della liturgia inoltre verrà letta una pergamena di ricordo, che sarà depositata all’interno del sacello.
«Mi ero preso l’impegno insieme al comitato di esaudire l’ultimo desiderio di don Giulio ed esserci riusciti prima della scadenza dei cinque anni è una gioia grande», commenta Alberto Brambilla. «Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato nel percorso». Il via libera definitivo alla traslazione del corpo è arrivato dalla Regione il 14 novembre, altra data simbolica visto che cadeva la ricorrenza del quarto anniversario della morte. Con l’approvazione della modifica di legge proposta dal capogruppo del Pdl Dario Bond e sostenuta dal consigliere Pd Sergio Reolon è stato dato un segnale di attenzione nei confronti di un uomo che ha contribuito a fare la storia recente della comunità feltrina. Lo sottolinea don Diego Bardin, arciprete del Duomo, degli Angeli e del Sacro Cuore: «Le relazioni allegate alla richiesta contenevano indicazioni che hanno colpito chi doveva concedere i permessi, anche chi non conosceva don Giulio, che ha lasciato e lascia ancora il segno», dice. «Il comitato di amici formato subito dopo la sua morte ha lavorato intensamente e in comunione d’intenti per realizzare il desiderio che aveva espresso e una volta arrivato l’ultimo documento, sentito il parere dell’amministrazione comunale e in accordo con il vescovo è stata scelta la data in cui è stato nominato primo parroco di Santa Maria degli Angeli. Un momento per completare il percorso», evidenzia don Diego Bardin. «Questa sarà l’occasione per trovarsi nel ricordo e nella preghiera per la comunità a cui don Giulio ha voluto tanto bene». In più, al termine della cerimonia il vescovo Andrich inaugurerà la mostra fotografica “Le foto più belle – la figura di don Giulio vista attraverso gli scatti di Paolo Dalla Corte”, allestita sotto il chiostro degli Angeli, che rimarrà aperta fino al 26 aprile. E il giorno dopo, sabato 13 alle 20.30 nella sala convegni del museo diocesano l’architetto Cristiano Velo e la professoressa Tiziana Conte illustreranno ciò che è stato ritrovato durante i recenti lavori eseguiti all’interno della chiesa per la costruzione della tomba che ospiterà la salma di don Giulio.
fonte Corrierealpi.it








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