Nell’alta valle di Saas, situata nelle Alpi del Vallese, vicino al paese di Saas Almagell si trovano Mattmark e il ghiacciaio Allalin. In quella zona, ad oltre 2000 metri di quota, era ubicato uno dei cantieri idroelettrici più grandi d’Europa. Si lavorava per la costruzione di una diga in terra battuta, necessaria a convogliare l’acqua per la produzione di energia elettrica. Il progetto e la direzione dei lavori facevano capo all’Elektrowatt di Zurigo per quanto riguardava la diga e la centrale di Zermeiggern, e alla Suiselectra di Basilea, relativamente alla centrale di Stalden. In totale, tra operai, tecnici e dirigenti, lavoravano a Mattmark tra le 600 e le 800 persone circa. I lavori presero avvio a metà degli anni ’50 e la diga fu completata nel 1967. Nel tardo pomeriggio del 30 agosto 1965, tra le 17 e le 17 e 15, una lingua di seicentomila metri cubi di ghiaccio franò sul sottostante campo di lavoro allestito per la costruzione della diga. Rimasero travolti e sepolti sotto una coltre di ghiaccio spessa più di 50 metri 88 operai. 56 italiani, 24 svizzeri, 3 spagnoli, 2 austriaci, 2 tedeschi e un apolide. Se la tragedia fosse capitata poco più tardi, i morti sarebbero stati molti di più, poiché il ghiaccio avrebbe trovato sulla sua strada i lavoratori proprio nel momento del cambio di turno, quando la zona raggiungeva il massimo affollamento di persone.Iniziarono subito le operazioni di soccorso, per cercare di trovare qualcuno che poteva essersi salvato. Ben presto, tuttavia, i presenti compresero che c’erano poche speranze, e i lavori di scavo si trasformarono in ricerca delle salme. Ricerca tragica e complicata, resa ancora più ardua dal pericolo di nuovi crolli che il ghiacciaio continuava a minacciare. L’ultima salma fu ritrovata solo 2 anni dopo la tragedia, nel mese di agosto.
Mercoledì 30 agosto, in occasione del 52.mo anniversario di questa immane tragedia, Radio ABM manderà in onda uno speciale. Si potranno ascoltare diverse testimonianze, interviste e dibattiti in merito a quanto accaduto il 30 agosto 1965.
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