ZOPPE’ DI CADORE

stemma del comune di Zoppè di Cadore

  • Municipio: 19, via Bortolot
  • C.A.P.: 32010
  • Prefisso: 0437
  • Tel: +39 (0)437 791 000
  • Fax: +39 (0)437 791 900
  • Abitanti: 282
  • Superficie: 4.44 km²
  • Altitudine massima: 1903 m slm
  • Altitudine minima: 1033 m slm
  • E-mail: zoppe@clz.bl.it
  • Associato alla: Unione Montana Cadore – Longaronese – Zoldo
  • Area: U.M. Cadore – Longaronese – Zoldo

Caratteristiche generali

Fa parte dell’ambito geografico zoldano e nello stesso tempo è un paese di buone radici cadorine.
Anzi si racconta di una leggenda nella quale i cadorini di Gogna per sottrarsi alle atrocità e agli atti vandalici degli Unni sarebbero riparati proprio nell’attuale zona di Zoppè fondando il Castello di Fiès.
Zoppè si trova all’altezza di 1416 m in una posizione molto bella e panoramica alle pendici del Pelmo e in prossimità del Col Duro che divide Zoppè dall’area di Forcella Cibiana.
Le caratteristiche paesaggistiche e ambientali ne fanno un centro di apprezzato soggiorno, specialmente nella stagione estiva. I principali nuclei abitati del paese corrispondono ad altrettante borgate: Bortolot, Villa e Sagui.
La chiesa dedicata a S. Anna risale al 1530 (ma una cappella c’era già in precedenza), fu ampliata a partire dal 1732 e consacrata 5 anni più tardi. Nel 1896 subì fortissimi danneggiamenti per un incendiò che colpì Bortolot provocando la distruzione di molte abitazioni. Quindi in questo secolo, negli anni ’30, fu sottoposta ad una ricostruzione.
La parrocchia è di elezione popolare e fu fondata nel 1843. La storia precedente indica la dipendenza di Zoppè dalla Pieve di S. Floriano: dal 1726 Zoppè fu mansioneria e quindi successivamente curazia dal 1777.
La chiesa parrocchiale conserva un suggestivo dipinto della Madonna con il Bambino e S. Anna tra S. Paolo e S. Girolamo. La pala di S. Anna è attribuita al pennello di Tiziano Vecellio o alla sua bottega e in più di una circostanza fu strenuamente difesa dagli abitanti di Zoppè per sottrarla al saccheggio e alla requisizione di eserciti invasori. Inoltre vi sono opere lignee di G. B. De Lotto, Angelo Gamba Zampol e Dante Moro.
L’organo originario era della ditta Zanfretta di Verona e fu bruciato in parte nell’incendio del 1896 e quindi ricostruito. La chiesa ha un altro piccolo organo del ‘700.

Zoppè e i gelatieri

Pare che ad aprire la strada ai gelatieri zoldani siano stati alcuni di Zoppè che avevano appreso l’arte già avviata da qualche cadorino. Furono da loro chiamati a lavorare a Vienna ed evidentemente a loro volta impararono i segreti del mestiere tanto da poter mettersi in proprio.
Nella capitale asburgica alla fine del secolo scorso i carrettini per gelato cadorini e zoldani si contavano già a decine.

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