SAN GREGORIO NELLE ALPI

stemma del comune di San Gregorio nelle Alpi

  • Municipio: 8, via Caduti del Lavoro
  • C.A.P.: 32030
  • Prefisso: 0437
  • Tel: +39 (0)437 800 018
  • Fax: +39 (0)437 801 455
  • Abitanti: 1620
  • Superficie: 18.96 km²
  • Altitudine massima: 2186 m slm
  • Altitudine minima: 325 m slm
  • Web: http://www.feltrino.bl.it/sangregorio
  • E-mail: sangregorio@feltrino.bl.it
  • Associato alla: Unione Montana Feltrina
  • Area: U.M. Feltrina

L’ambito geografico

Il capoluogo comunale è a 530 m e domina un territorio che si allunga da poco oltre Santa Giustina fino a comprendere verso nord le pendici e la cima del M. Pizzocco. Ad ovest segnano il confine le acque del torrente Vesès nel loro corso medio e superiore.
Ad oriente l’ambito geografico si spinge a ridosso di Meano e del territorio del Comune di Sospirolo. In gran parte costituito morfologicamente da formazioni collinari, presenta due pianori piuttosto vasti, uno che inizia in corrispondenza dell’abitato di San Gregorio nelle Alpi e giunge fino a Carazzai e l’altro più in alto dove si sviluppano i nuclei abitati della frazione di Roncoi. Paderno, frazione ad oriente, condivide con Meano e il territorio di Santa Giustina una notevole area quasi pianeggiante. È posto infatti ad un livello altimetrico molto più basso del capoluogo dal quale è raggiungibile attraverso la strada provinciale che, dopo Carazzai affronta una discesa con alcuni tornanti incassati nel bosco circostante.
Il territorio comunale è davvero ben punteggiato di centri abitati, alcuni dei quali con discreto valore storico. Partendo dall’alto, c’è la frazione di Roncoi con Roncoi di Dentro e di Fuori, quest’ultimo in splendida posizione sopra alla Val de Buttàz e al capoluogo, e ancora, verso oriente, Cargnach, Gasnìl, Cort.
Dopo il capoluogo, a destra, lungo la strada provinciale Saltoi, Sottocort e Carazzai. Appena sotto la borgata di Barp.
Muiach ha vicino a sé le Maserolle mentre più a nord c’è Caval Burbai. Fumach con Romaviero è nel mezzo. Sotto di essi, al confine con Santa Giustina, Velós, Donce e Paluch.
Paderno è contornato a nord da Alconìs. Sempre a nord, oltre il torrente Rumarna, stanno Caroip e Suppiane mentre in destra orografica sorge Tassin. Luni è a sud in direzione di Meano.

Le chiese

Della chiesa parrocchiale del capoluogo si sa essere stata fondata intorno al VIII-IX secolo, ricostruita nel 1479 e ampliata nel 1670. È intestata a S. Gregorio Papa e conserva una pala, in passato attribuita a Lorenzo Luzzo e più tardi ad Alessandro Bonvicino detto il Moretto da Brescia.
Quando Papa Lucio III, nel 1185, confermò al vescovo di Belluno Gerardo de Taccoli la sua giurisdizione e i suoi possedimenti, citò anche la Plebem S. Gregorii cum capellis suis.
Chiese minori da segnalare sono quella di S. Pietro a Roncoi, S. Felice sul sentiero che da Roncoi va in direzione della Val Scura e quasi dirimpetto alla chiesetta di S. Mauro che sorge in destra orografica del Vesès sopra Campèl nel territorio di Santa Giustina, S. Biagio a Comarroi, S. Bartolomeo a Fumach, la Natività di Maria Santissima a Muiach, S. Lucia a Cort, S. Caterina a Carazzai, S. Antonio a Saltoi.
A Paderno, la chiesa fu eretta nel ‘600. È dedicata a S. Lucano vescovo e custodisce una tela del pittore Vittore Locatelli. L’attuale parrocchia fu istituita nel 1946.
Chiesette interessanti nell’ambito parrocchiale sono quelle di S. Michele ad Alconìs, S. Marco a Luni e quella dedicata alla B.V. di Loreto.

Le ville

Merita di essere ricordata innanzitutto villa Sandi a Paderno. Presenta alcune caratteristiche cinquecentesche ed è corredata, a nord e a sud, da due torri. Non è escluso che si tratti del risultato di una trasformazione architettonica e funzionale di un fabbricato precedente destinato a castello e, in quanto tale, soggetto ai provvedimenti della Serenissima che ordinarono la distruzione dei manieri feltrini. Da sottolineare sempre a Paderno anche villa Rudio. A Fumach, bell’esempio di costruzione signorile, con la sua teoria di archi, è rappresentato da villa Romagno ora Villabruna, di recente sottoposta a un vasto e significativo recupero.

Monte Pizzocco

È indubbiamente una delle più belle montagne delle Dolomiti e della provincia di Belluno. Dai suoi 2186 m domina la vallata e costituisce una delle perle del Parco Nazionale delle Dolomiti.
Sul massiccio sono presenti il rifugio Casera Ère, appena sopra i verdi pendii a sinistra guardando la montagna, e il bivacco Palìa più in alto; entrambi sono raggiungibili da Roncoi.
Sono vari i sentieri che percorrono le sue pendici e raggiungono la sua sommità e le creste vicine.
Il sentiero CAI n. 851 si sviluppa da Roncoi e conduce, su un percorso sopra la Val Brentass, al bivacco Palìa. Girando a destra un po’ prima del bivacco è possibile raggiungere Forcella Intrigós e poi i Piani di Cimia e fino al Passo Cimia.
Proseguendo verso nord e, con una conversione verso sud, il sentiero porta al Passo Forca. Di qui è abbastanza semplice inoltrarsi seppure in discesa ai Piani Eterni e alle malghe di Erèra e Brandòl nel territorio di Cesiomaggiore.
Il bivacco Palìa è raggiungibile inoltre da Roncoi attraverso il sentiero che porta al rifugio Casera Ère.
Il Passo Forca è raggiungibile anche da Roncoi attraverso la Val Scura, orrida ma suggestiva valle bagnata dal torrente Vesès, percorsa dal sentiero n. 852.
Si deve fare ancora menzione del sentiero della Val Falcina – piuttosto impegnativo e per escursionisti molto esperti – che inizia presso il lago del Mis in Comune di Sospirolo e conduce alla zona prossima a Forcella Intrigós.

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