QUERO-VAS

stemma del comune di Quero-Vas

  • Municipio: 1, piazza Marconi
  • C.A.P.: 32030
  • Prefisso: 0439
  • Tel: +39 (0)439 781 811
  • Fax: +39 (0)439 787 584
  • Abitanti: 3338
  • Superficie: 46.00 km²
  • Altitudine massima: 1535 m slm
  • Altitudine minima: 179 m slm
  • Web: http://www.comune.querovas.bl.it
  • E-mail: querovas@feltrino.bl.it
  • Associato alla: Unione Montana Feltrina
  • Area: U.M. Feltrina

L’ambito geografico

Fa parte del basso Feltrino, ma il suo territorio è per lo più montagnoso trovandosi stretto tra il Piave e i monti che rappresentano le estremità orientali del massiccio del Grappa. Il capoluogo comunale si trova a 288 m. Fino a pochi decenni fa la strada principale che conduceva a Quero era quella che da Fener prendeva a sinistra verso Alano e poi superava il torrente Tegorzo sul vecchio ponte. Coincideva anche con la strada principale tra Feltre e Treviso che solcava il centro del paese.
Il nuovo tracciato della strada statale Feltrina invece, da Fener si immette direttamente a nord, passa il Tegorzo e lambendo il Piave supera ad oriente l’abitato di Quero. Il territorio presenta alcune tipologie che si differenziano in ragione dell’altimetria e di altri fattori fisici e riguardanti la conformazione del suolo: dall’ambito strettamente montano dove ampie zone boscate vengono sostituite, almeno nei distretti più elevati, ad ampie macchie destinate a pascolo, dall’area caratterizzata dai centri abitati, fra i quali il capoluogo, all’ambiente fluviale determinato dal Piave e dal suo alveo.
Il sistema insediativo nell’ambito comunale è fondato soprattutto sul capoluogo dove si sono registrate le maggiori spinte espansive mentre alcuni centri frazionali e agglomerati minori interessano l’area lungo la strada statale Feltrina e la Valle di Schievenin.

Le Chiese

L’imponente chiesa arcipretale di Quero è dedicata a S. Maria Annunciata. Chiesa matrice della zona ha origini antichissime essendo già citata da documenti del XIII secolo. In essa, nel 1235 fu assunto un celebre atto di Ezzelino III da Romano con il quale egli rinunciò a tutte le advocatie episcopatus Belluni.
Rinnovata all’inizio del ‘500 fu ricostruita nel secolo scorso: terminata nel 1824 e consacrata nel 1858. Fu quasi totalmente distrutta nel corso della Grande Guerra. Perse comunque alcune delle migliori opere e, tra queste, dipinti di Jacopo Da Ponte e di Palma il Giovane. Ricostruita negli anni successivi fu ultimata e benedetta nel 1923. Anche il campanile fu ricostruito e fu terminato nel settembre dello stesso anno.
Nel 1925 fu installato un organo della ditta Aletti di Monza. Tra le opere di pregio ora conserva un dipinto di Domenico Tintoretto e un altro di Palma il Giovane.
All’altare dei Caduti c’è una pala di Salviati.
Particolarmente suggestiva è la chiesetta di S. Valentino: sorge presso il torrente Tegorzo ed è nota per la tradizionale benedizione delle arance.
Fu realizzata nel 1696 per l’intento di Giacomo Casamata alla fine del secolo XVII. Distrutta nella Grande Guerra fu ricostruita. Così come la chiesetta di S. Antonio già citata in fonti diocesane di fine ‘600. La chiesa minore di S. Maria Maddalena nell’omonima località, lungo la strada statale Feltrina, risale all’inizio di questo secolo. Nel 1907 infatti venne ultimato il fabbricato che sostituì quello dell’antica chiesetta già esistente alla fine del ‘400. La facciata presenta una trifora mentre sul piccolo sagrato si erge una stele in pietra.
La vicina frazione di Carpen sotto il profilo religioso non fa più parte della parrocchia di Quero essendo stata staccata nel 1943 e unita a quella di Sanzan in Comune di Feltre. La chiesetta è dedicata a S. Martino.
Schievenin un tempo faceva parte della parrocchia di Quero.
La strada dell’indipendenza fu iniziata nel 1929 con l’autonomia della curazia perfezionata nel 1935. Più tardi divenne parrocchia.

Castelnuovo e il fondatore dei Padri Somaschi

La storia del castello è fortemente legata alla figura di Girolamo Miani o Emiliani.
Sulla facciata del castello ora casa di preghiera dei Padri Somaschi di cui egli ne fu il fondatore, un’iscrizione ricorda che, imprigionato in fondo a una delle torri del castello, fu liberato prodigiosamente dalla Vergine il 27 settembre 1511. Per la sua opera di apostolato conquistò la santità e la cella di quel carcere è stata trasformata in cappella votiva.
I Padri Somaschi infatti riacquistarono il castello nel 1924 e già da oltre vent’anni è un frequentato centro di attività di quell’Ordine religioso.

La Valle di Schievenin: la bellezza di un ambiente

Quella di Schievenin è una valle carica di suggestione e di scorci assolutamente originali che da Quero si inerpica in maniera dolce bagnata dal pescoso torrente Tegorzo.
A circa cinque chilometri dal capoluogo infatti sorge l’abitato del Borgo della Chiesa, ma altre località e altre borgate sono di interesse: Borgo Spezia, Prada, Costa Caorera, Costa Piana, Val de Faran, Val Faladen. Zona di notevole attrazione per villeggianti e visitatori, la Valle di Schievenin presenta bellezze naturali e panorami davvero incantevoli.
Essa, se adeguatamente valorizzata, può rappresentare un buona carta per lo sviluppo del turismo collegato all’apprezzamento dell’ambiente.
Sono funzionanti alcuni locali che assicurano la ristorazione con piatti tipici del posto.
Poco distante, molto suggestiva è anche la zona di Cilladon.
Un museo in Valle di Schievenin è quello allestito nel patronato giovanile a cura di un vecchio parroco di Schievenin. Sono raccolti minerali, cristalli, fossili, pietre e molte specie di rettili, insetti, uccelli e altri organismi presenti nella zona del massiccio del Grappa e sui monti che fanno da corona alla frazione di Schievenin.
Pur essendo di modeste dimensioni, questa collezione museale costituisce un punto di notevole interesse per gli appassionati e per chi desidera approfondire i segreti naturalistici e ambientali dell’area. È sede staccata del Museo civico “Bellona” di Montebelluna.

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