ALANO DI PIAVE

stemma del comune di Alano di Piave

  • Municipio: 12, piazza Martiri
  • C.A.P.: 32031
  • Prefisso: 0439
  • Tel: +39 (0)439 779 018
  • Fax: +39 (0)439 779 003
  • Abitanti: 2886
  • Superficie: 36.45 km²
  • Altitudine massima: 1677 m slm
  • Altitudine minima: 176 m slm
  • Web: http://www.feltrino.bl.it/alano
  • E-mail: alano@feltrino.bl.it
  • Associato alla: Unione Montana Feltrina
  • Area: U.M. Feltrina

Ambito geografico

Il Comune di Alano di Piave si adagia sulla destra orografica del torrente Tegorzo, che scende dalla Valle di Schievenin per gettarsi nel fiume Piave, e occupa un’ampia conca verdeggiante di prati ed aree boscate.
Fanno da contorno le propaggini orientali del massiccio del Grappa e alcuni rilievi divenuti celebri per gli avvenimenti bellici del primo conflitto mondiale: dalla Monfenera al Tomba, dal Valderoa al Piz.
A oriente è proprio il fiume sacro alla Patria a definire il confine che Alano presenta dirimpetto al territorio trevigiano che sta sulla sinistra orografica del Piave. Tributari del Tegorzo sono i torrenti Calcino, Formisel e Ornic. Il capoluogo sorge a 285 m.
Quello alanese è decisamente un territorio interessante, ricco di valenze paesistiche e ambientali, capace di attrarre – data anche la sua vicinanza alla pianura – per la sua serena conformazione e soprattutto per l’amenità di molti luoghi che lo rendono piacevole al residente e al visitatore. L’ambiente fluviale, quello collinare e infine quello montano tipico di questa zona delle Prealpi sono le tipologie più importanti che caratterizzano la conca alanese.

Prima guerra mondiale

Dopo la ritirata di Caporetto con il conseguente allestimento della linea difensiva italiana tra il Grappa, il famoso angolo del M. Tomatico e il corso del Piave, anche Alano al pari dei centri vicini si trovò nel bel mezzo degli avvenimenti bellici. Quello tra la fine del 1917 e l’autunno del 1918 fu un anno di sofferenze, distruzioni e morte.
Parte consistente della popolazione lasciò gli abitati per rifugiarsi in luoghi più sicuri a Feltre, nel Veneto, in Friuli e in località dell’Italia centrale. Alano vide larga parte del proprio patrimonio edilizio ed abitativo cadere sotto le esplosioni dei proiettili d’artiglieria. D’altra parte gravissimi danni furono inferti dagli occupanti. La popolazione, dopo la conclusione della guerra, fu impegnata in una lunga e tenace opera di ricostruzione che ridiede nuovo vigore al centro e alle frazioni del Comune di Alano di Piave.

Museo storico

È quello allestito a ricordo delle guerre che hanno interessato il territorio comunale. Funzionante da una quindicina d’anni, accoglie materiali, cimeli e documenti con grande prevalenza di quelli riferiti alla Prima Guerra Mondiale e raccolti nella zona di Alano di Piave. Dispone di un plastico con la ricostruzione degli scenari bellici e la dislocazione dei reparti che si fronteggiavano durante quella guerra nell’area alanese.

Le chiese

L’antica chiesa di Alano di Piave è quella dedicata a S. Pietro, al cimitero, citata già nelle fonti dell’inizio di questo millennio come cappella dipendente dalla Pieve di Quero.
La nuova e grande chiesa, invece, si erge maestosa al centro dell’abitato e davanti ad essa si apre piazza 30 ottobre 1918.
Una grande iscrizione sulla facciata recita “In honorem Beati Antonii Abbatis Dicata et Basilicae Lateranensi Aggregata”.
Significativo è il portale sul lato a mezzogiorno con timpano sorretto da colonne.
Il campanile attuale fu costruito tra il 1862 e il 1888 e uscì indenne dalla Grande Guerra: una lapide ricorda l’ideazione da parte dell’incisore Antonio Nani e l’esecuzione delle opere da scalpellino da parte di Giuseppe Nani. Di rilievo, ad Alano, sono alcuni piccoli edifici sacri e chiesette come quella di S. Lorenzo e quella di S. Vittore sul lato orientale del paese del XVII secolo, che fu restaurata nel 1972 e conserva opere di G. Pellizzoni e V. Piasentini.
E inoltre vari sacelli: della Madonnetta, della Madonna del Rosario, di S. Lucia, di S. Giuseppe da Copertino.
Quasi tutti questi edifici furono pesantemente colpiti dai fatti bellici della Prima Guerra Mondiale.
La chiesa di Fener dedicata a S. Michele Arcangelo ha una storia con radici ben affondate. Consacrata verso la metà del ‘400 fu distrutta durante la Grande Guerra.
Ha la facciata con paraste classicheggianti e la porta d’ingresso in rame con i quattro Evangelisti.
Nel piccolo parco adiacente, sorge il sacello della Regina Carmelitana edificato all’inizio del secolo scorso.
Nell’ambito parrocchiale c’è la chiesetta della B.V. del Rosario e, ai Faveri, quella di S. Cecilia, legata al luogo di nascita di Egidio Forcellini.
La chiesa di Campo ha origini molto antiche ed è dedicata a S. Ulderico.
Anch’essa distrutta dalla guerra fu ricostruita; ultimata nel 1924 fu consacrata nel 1929.
La costruzione del campanile si concluse nel 1927.
Interessanti sono anche la chiesetta di Colmirano dedicata a S. Giacomo, quella di S. Giuseppe e l’oratorio della Madonna a Tessère.

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