Quale sarà il futuro del trasporto pubblico bellunese dopo il passaggio del Coronavirus?

da | 21 Mag 2020 | 0 commenti

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Intervenire sul servizio per garantire la continuità del trasporto pubblico locale dopo il passaggio del Covid-19, con misure finanziarie straordinarie da parte dello Stato e con la ridefinizione dei sistemi di trasporto. Sono i punti fondamentali emersi dal tavolo sul tal (trasporto pubblico locale) convocato e coordinato dalla Provincia, con Dolomitibus, sindacati, categorie economiche, mondo della scuola e associazioni dei consumatori. 

Questa mattina in Sala Piloni (e in collegamento in videoconferenza) erano presenti il presidente Roberto Padrin e il consigliere provinciale delegato ai trasporti Dario Scopel, assieme a presidente e ad di Dolomitibus, Confartigianato Belluno e Confindustria Belluno Dolomiti per le categorie economiche, Cgil, Cisl, Uil e le Rsu in Dolomitibus, Federconsumatori, Adiconsum, Lega Consumatori Acli, e il referente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Belluno. Tutti d’accordo sulla necessità di scrivere al Governo e al Ministero dei Trasporti per chiedere il sostegno finanziario in grado di garantire la sopravvivenza del trasporto pubblico nel territorio bellunese, dato che l’emergenza Covid ha creato e sta creando notevoli difficoltà al settore.

I DATI

La situazione è critica, nella fotografia scattata dai vertici di Dolomitibus. La riduzione del servizio disposta dalle ordinanze regionali si accompagna infatti a una caduta dell’utilizzo del mezzo pubblico, anche per effetto della paura del contagio.

Dolomitibus deve fare i conti con 1.857 utenti al giorno in queste settimane, contro una media pre-Covid di 28mila passeggeri. L’incasso da tariffa del mese di aprile raggiunge appena il 6% dell’incasso medio mensile in periodo “normale”. Le stime effettuate dall’azienda parlano di una perdita di 1 milione e mezzo di euro durante i mesi di lockdown, che potrebbe arrivare a 3 milioni e mezzo a fine anno, anche per effetto del calo degli altri servizi (compreso quello di allestimento per conto di altre aziende di tpl).

«Il problema più grande in questo momento è la mancanza di passeggeri – hanno spiegato l’ad Natalia Ranza e il presidente di Dolomitibus Andrea Biasiotto -. Oltre agli studenti che sono a casa, registriamo proprio la paura a salire sul mezzo pubblico, tanto che il carico medio sulle linee attive si assesta sui 4-5 passeggeri».

Da qui, la necessità, emersa dal tavolo, di spingere sulla sensibilizzazione e sulla comunicazione. «I mezzi pubblici sono sicuri – hanno ribadito Ranza e Biasiotto -. Dolomitibus ha predisposto sistemi di sanificazione costante su tutti gli autobus e le corriere, e sta facendo rispettare i distanziamenti di sicurezza previsti».

LE PROPOSTE

Il problema che si pone all’orizzonte del servizio di trasporto pubblico locale è quello di garantire le corse, nel rispetto dei nuovi carichi possibili alla luce del distanziamento di sicurezza. Di fatto, sarà necessario aumentare i mezzi a disposizione e al contempo rimodulare orari e tratte. Dolomitibus e la Provincia lavoreranno per predisporre un servizio a chiamata, anche con prenotazione degli utenti, in modo da assicurare autobus e corriere senza lasciare nessun utente a terra. È al vaglio anche la proposta di integrare il servizio con il trasporto Ncc (da parte di Confartigianato), soprattutto nelle aree più periferiche del territorio provinciale, in attesa di capire come dovrà essere ridefinito il servizio anche per le fabbriche e per le scuole. In questo senso, il tavolo dovrà essere riaggiornato, alla luce delle linee guida che saranno emanate nelle prossime settimane (soprattutto per quanto riguarda la ripresa delle scuole a settembre, per la quale le ipotesi al vaglio sono ancora troppo vaghe). Al momento, per recuperare passeggeri sulle linee attive, verrà valutata anche la proposta avanzata dalle associazioni dei consumatori, di mettere sui mezzi controllori deputati al rispetto delle misure di sicurezza e del distanziamento.

LE RICHIESTE

Unanime la richiesta emersa dal tavolo di chiedere allo Stato misure straordinarie, per far fronte all’emergenza. In questo senso, verrà predisposta e sottoscritta una lettera in cui viene avanzata la proposta di un fondo ad hoc per sostenere il tpl nell’immediato periodo post-Covid. Recepita anche l’indicazione dei sindacati, di chiedere alla Regione Veneto l’istituzione di un fondo straordinario per l’emergenza per i trasporti; «solo così si può consentire alle aziende e agli enti di governo sul territorio di adempiere alle indicazioni dell’ordinanza ripristinando un trasporto pubblico locale davvero universale e rispondente alle richieste dei cittadini, dei lavoratori, degli studenti e dei pendolari – ha sottolineato Alessandra Fontana, segretaria provinciale Filt Cgil -. In sede di ripartizione delle risorse, poi, dovrà essere valutata la specificità del territorio bellunese. Deve essere garantito il servizio anche a beneficio dei territori più periferici, per prevenire e contrastare lo spopolamento». Nel frattempo, la Provincia continuerà a raccogliere le esigenze dei sindaci e delle varie vallate per una graduale ripartenza del servizio di trasporto extraurbano e si farà portavoce in Regione Veneto delle richieste per quanto riguarda le modalità di rimborso degli abbonamenti non usufruiti durante il lockdown.

IL COMMENTO

«Il documento da inviare al Governo dovrà andare di pari passo con la comunicazione del fatto che il trasporto pubblico locale è sicuro e i cittadini possono salire sui mezzi senza nessun rischio per la salute – commenta il presidente della Provincia, Roberto Padrin -. Il graduale ritorno alla normalità passa anche da qui. Ma in questo momento abbiamo l’occasione di ridefinire alcune caratteristiche del servizio di trasporto pubblico e credo che l’innovazione della prenotazione possa essere vincente. Per quanto riguarda la scuola, vogliamo essere in grado di gestire la questione in tempi rapidi, per cui aspettiamo le linee guida che emergeranno dal Ministero; aggiungere ipotesi in questo momento rischia di essere controproducente. Apprezzo il contributo di tutti coloro che hanno partecipato al tavolo e lo riaggiorneremo da qui a un paio di settimane. La salvaguardia dell’equilibrio di Dolomitibus è fondamentale per continuare ad assicurare un servizio efficiente».

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A cura del Servizio Meteorologico Regionale
Centro Valanghe di Arabba

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