Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi a Villa PatI Parchi e le aree naturali protette di tutta Europa sono luoghi straordinari ma fragili; sono visitati da milioni di persone, che ne ammirano la bellezza ma che possono anche danneggiarli.

Per conciliare turismo e conservazione della natura è nata, nel 2001, la Carta Europea per il Turismo Sostenibile (CETS): uno strumento di gestione e certificazione che, grazie al lavoro e alla collaborazione tra enti pubblici e imprese private, trasforma i parchi naturali in destinazioni per il turismo sostenibile.

I Parchi certificati realizzano piani quinquennali di promozione del turismo sostenibile.

Questi piani sono articolati in “schede azione”: alcune sono realizzate direttamente dal Parco, altre da soggetti privati, enti pubblici o associazioni, che decidono di collaborare con l’area protetta.

Il nuovo piano 2020-2024 del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (certificato CETS dal 2015) è stato presentato ieri, 24 gennaio, a Villa Patt di Sedico.

Il nuovo Piano è frutto della collaborazione tra il Parco e 41 diversi soggetti, che hanno sottoscritto pubblicamente i loro impegni.

Tra le azioni che realizzerà il Parco nei prossimi cinque anni ci sono, ad esempio, la collaborazione con gli artigiani per partecipare a fiere locali e nazionali, l’organizzazione di programmi estivi di escursioni guidate gratuite per i turisti, la promozione della mobilità sostenibile e il monitoraggio delle presenze lungo i sentieri.

Assieme al Parco hanno deciso di impegnarsi in questa nuova sfida 6 Comuni (Belluno, Cesiomaggiore, Feltre, Pedavena, Santa Giustina e Sedico); l’Istituto Comprensivo di Feltre; 9 imprese private e 25 associazioni.

Complessivamente le azioni presentate sono 55: 9 curate direttamente dal Parco, 12 da Enti Pubblici, 24 da Associazioni e 10 da imprese private; ecco alcuni esempi delle azioni presentate e sottoscritte a Villa Patt.

Il CAI, con i suoi soci, aiuterà i pastori che operano nel Parco a installare le reti di protezione del bestiame domestico dai possibili attacchi dei lupi; sempre il CAI, si impegna a ridurre l’impatto ambientale dei rifugi utilizzando stoviglie biodegradabili e contenendo i consumi di acqua.

Unifarco, leader nel settore della cosmesi, promuoverà il territorio del Parco attraverso i suoi prodotti e Lattebusche utilizzerà cartoni del latte personalizzati, con un messaggio che invita a visitare le Dolomiti Bellunesi; mentre la Birreria di Pedavena organizzerà la festa dell’orzo (che attira a luglio migliaia di visitatori), senza utilizzare bicchieri di plastica, per sensibilizzare i partecipanti ai temi della corretta gestione dei rifiuti.

Al nuovo piano CETS 2020-2024 hanno aderito anche diverse imprese turistiche locali, impegnate ad offrire ai loro ospiti servizi di qualità e a basso impatto ambientale.

Tra queste ci sono le strutture Casa Novecento e Villa San Liberale di Feltre, che mettono a disposizione bici e auto elettriche agli ospiti; il B&B La Casetta in Val Canzoi, che fornirà agli ospiti una mappa degli alberi e arbusti presenti nei dintorni; le associazioni Albergo diffuso di Faller e Borghi della Schiara, impegnate nella promozione dell’ospitalità diffusa: moderna forma di fruizione turistica che permette di recuperare e rivitalizzare antichi borghi; mentre l’albergo Croce d’Aune e l’agriturismo fattoria dei fiori aderiranno alla fase 2 della CETS del Parco.

Il recupero e la manutenzione dei sentieri, l’installazione di pannelli e bacheche informative, lo sviluppo del cicloturismo, la promozione dell’uso di energie rinnovabili sono alcuni degli obiettivi dei progetti presentati dai Comuni di Belluno, Cesiomaggiore, Feltre, Pedavena, Santa Giustina e Sedico. L’Istituto Comprensivo di Feltre propone un’attività didattica per la scoperta delle ville venete dei territori limitrofi al Parco.

Moltissime sono le Associazioni e i Consorzi che sono parte attiva nella nuova CETS del Parco: l’Associazione Bellunesi nel Mondo, che promuove l’area protetta tra le famiglie di emigranti bellunesi sparse per il mondo e l’Associazione ISOIPSE, impegnata nel recupero e valorizzazione dei muretti a secco.

La Pro Loco di Longarone organizza serate divulgative sul Parco, mentre quella di Sedico aprirà un ufficio informazioni per i turisti; il Consorzio di tutela del Pom Prussian rafforza la sua storica collaborazione con il Parco nell’ambito della Fiera del Pom Prussian a Faller; l’Associazione Casel de Vignui organizza escursioni guidate alla scoperta della valle di San Martino.

Il Nuovo Gruppo Amici della Val Canzoi si impegna a pulire e recuperare antichi sentieri; l’Associazione sportiva Ondablu allestirà un angolo del Parco presso le piscine di Pedavena e Santa Giustina, mentre il Consorzio Dolomiti Prealpi intende potenziare il turismo legato al volo libero.

La rete di operatori Valbelluna Green Net promuove la mobilità sostenibile, l’uso di bici elettriche e la creazione di pacchetti turistici per visitare il Parco; il Comitato San Rocco Prapavei avvierà un gemellaggio con un altro Parco nazionale certificato CETS che festeggia San Rocco quale patrono.

L’Associazione Dognomitico organizza passeggiate letterarie nei boschi del settore zoldano del Parco e il Cantiere della Provvidenza propone un progetto pluriennale di recupero e valorizzazione del borgo di Villa Zuppani a Sedico.

Il Villaggio degli Alpinisti Val di Zoldo valorizzerà il territorio del Parco nell’ambito della rete internazionale dei Villaggi degli Alpinisti e l’Associazione Italiana Persone Down organizzerà visite al Parco per le altre sezioni dell’AIPD sparse per l’Italia, eventi sportivi in Val Zoldana e una marcia non competitiva a Santa Giustina.

Ora il nuovo piano d’azione sarà inviato ad Europarc per l’approvazione.

“La qualità e la varietà delle proposte inserite nel nuovo piano di azione 2020-2024 – ha dichiarato il Presidente del Parco Ennio Vigne – sono una dimostrazione della ricchezza e del valore dei nostri territori. La CETS è uno strumento che consente di mettere in rete questa ricchezza di progetti, attività e iniziative, fornendole il valore aggiunto di una visibilità di respiro europeo e finalizzandola ad un unico obiettivo: far conoscere le Dolomiti Bellunesi ad un pubblico di turisti attenti alle esigenze della conservazione della natura, per garantire un futuro davvero sostenibile ai nostri territori”.

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