PERAROLO DI CADORE

stemma del comune di Perarolo di Cadore

  • Municipio: 3, via Regina Margherita
  • C.A.P.: 32010
  • Prefisso: 0435
  • Tel: +39 (0)435 710 36
  • Fax: +39 (0)435 710 15
  • Abitanti: 362
  • Superficie: 43.44 km²
  • Altitudine massima: 2706 m slm
  • Altitudine minima: 474 m slm
  • E-mail: anagrafe.perarolo@cmcs.it
  • Associato alla: Unione Montana Centro Cadore
  • Area: U.M. Centro Cadore

Caratteristiche principali

Il grazioso paesino a 532 m sorge alla confluenza del torrente Boite con il Piave.
Perarolo deve la sua notorietà alle attività connesse al trasporto del legname lungo il fiume. Qui, infatti, c’era il cosiddetto cidolo idoneo a fermare i tronchi d’albero fatti fluitare liberamente fino al bacino di Perarolo. Successivamente il legname (oppure anche altro materiale) prendeva la via della pianura caricato su zattere. Erano circa tremila le zattere che annualmente prendevano il via da questo centro cadorino.
Perarolo ha una storia che viene da lontano e la sua nascita pare sia collocarsi intorno al ‘300. Anche Caralte è ricco di storia: la locale Regola funzionava già nel secolo XIII e in quello successivo si diede i propri laudi.
Oltre alle borgate del capoluogo (ad Ansogne c’è un’area produttiva) e alla frazione di Caralte, nel Comune, altre ve ne sono lungo la valle del Piave a cominciare da Macchietto-Peron e dalle piccole unità abitative vicine. Alla sostanziale inesistenza di superfici coltivabili, salvo che nella zona di Caralte, fanno riscontro invece grandi estensioni di bosco che coprono le pendici dei monti (Zucco, Dubiea, le Pale di Roda).
La chiesa di Perarolo fu fondata nel 1407 e rifatta nel secolo XVIII. Durante il secolo scorso, fu ricostruita nel 1862 a seguito di un incendio e nel 1899 venne ulteriormente modificata.
Dedicata a S. Nicola Vescovo è sede parrocchiale dal 1857 mentre dal 1604 era curaziale. Conserva opere pittoriche di Tomaso Da Rin e Giuseppe Ghedina.
Chiese minori sono quella di S. Anna e S. Rocco con una buona pala, quella di S. Michele Arcangelo a Caralte risalente al 1864 e l’oratorio della Madonna della Salute a Macchietto.
Perarolo ha trovato un suo equilibrio economico diverso da quello dei tempi passati. Molte sono le attività appartenenti all’industria dell’occhiale e quelle ad essa connesse.

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